16.10.1916, la regia nave Nembo e il Guardiamarina Ignazio Castrogiovanni

guerra-di-mare-di-maffio-maffi-1917-la-coipertina-www-lavocedelmarinaio-comEgregio sig. Ezio,
consiglio a Lei e ai lettori del blog la lettura del secondo capitolo del libro “Guerra di Mare di Maffio Maffii del 1917” scritto a guerra ancora in corso in cui si narra del Guardiamarina (poi Comandante) Ignazio Castrogiovanni e del suo “primo siluramento“.
La figlia di Castrogiovanni, anche se non in buone condizioni di salute, è ancora in vita ed è attualmente residente a Taranto.
Cordiali saluti
Claudio53

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Il Comandante Ignazio Castrogiovanni
ignazio-castrogiovanni-foto-marina-militareTra i morti e dispersi del regio cacciatorpediniere Aviere (17.12.1942) ricordiamo il Comandante Ignazio Castrogiovanni, che, dopo aver radunato ed incoraggiato gli uomini, cedette il proprio posto su una zattera ad un marinaio sfinito e scomparve in mare. Alla sua memoria fu conferita la medaglia d’oro al Valor Militare con la seguente motivazione:
“Già valoroso combattente della guerra 1915-18, riprendeva il suo posto di combattimento nel conflitto 1940-43, confermando elevate doti di perizia e di ardimento.
Comandante di Squadriglia Cacciatorpedieri in ardue missioni ed in vittoriosi scontri navali, si distingueva per elevato spirito aggressivo e leggendario valore. Al comando di altra Squadriglia Ct. effettuava nuove, rischiose missioni di guerra, finché – durante scorta a motonave veloce lungo rotte aspramente contrastate dall’avversario – la sua unità veniva affondata in seguito ad insidioso fatale attacco subacqueo. Animato da nobile senso di altruismo e permeato dei più alti doveri di comandante, si preoccupava unicamente della salvezza dell’equipaggio. Naufrago in un mare gelido ed avverso, benché estenuato nelle forze cedeva con sublime altruismo il suo posto su zattera ai più bisognosi; e scompariva poi nei flutti suggellando con generoso sacrificio la nobile esistenza tutta dedicata alla Patria e alla Marina” (Canale di Sicilia, 17 dicembre 1942).

Altre decorazioni
• Medaglia d’Argento al Valore Militare (Basso Adriatico, novembre 1916);
• Medaglia d’Argento al Valore Militare (Tobruk, luglio 1940);
• Medaglia d’Argento al Valore Militare sul Campo (Mediterraneo centrale, giugno 1942);
• Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Africa settentrionale, marzo 1941);
• Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mediterraneo centrale, gennaio 1942);
• Medaglia di Bronzo al Valore Militare sul Campo (Africa settentrionale 1940 – Mediterraneo Centrale 1942);
• Croce di Guerra al Valore Militare sul Campo (Mediterraneo centrale, 1941-1942);
• Croce di Ferro tedesca di 2a Classe (ottobre 1942).

Le coincidenze

Il 16 ottobre 1916 la regia torpediniera Nembo, con truppe a bordo, partì da Valona diretto a Santi Quaranta per scortare il piroscafo Bormida. Tra Valona e Saseno il convoglio fu attaccato dal sommergibile austroungarico U 16. 
Il Nembo (stazza T. 340) fu silurato ed affondò rapidamente spezzato in due, nel punto 40°08’ N 019°30’ E, a poche miglia da Santi Quaranta nei pressi di una località conosciuta come Strade Bianche. L’U 16, Comandante Zopa, fu speronato dal Bormida
.

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Su 55 uomini che formavano l’equipaggio del Nembo, 32 affondarono con la nave o scomparvero in mare (tra di essi il comandante Russo, il comandante in seconda, tenente di vascello Ceccarelli, ed il direttore di macchina, tenente del Genio Navale Meoli). I 23 superstiti furono recuperati da navi italiane o raggiunsero la costa a nuoto, come fece un gruppo di quattro naufraghi tra i quali il guardiamarina Ignazio Castrogiovanni, che rifiutarono di essere salvati da una zattera con a bordo alcuni superstiti dell’U 16.
 Le coincidenze della vita vogliono che il Comandante Castrogiovanni che si era comportato eroicamente da Guardiamarina a seguito di un siluramento nella Prima Guerra Mondiale, eroicamente morì a seguito di altro siluramento nella Seconda Guerra Mondiale.
A lui la Marina Militare ha intitolato il centro addestramento reclute di Taranto (MARICENTRO).

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