21 dicembre 1972, Gino Montefinale scienziato di Marina

di Antonio Cimmino

Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com

Gino Montefinale - www.lavocedelmarinaio.comScienziati di Marina Gino Montefinale - www.lavocedelmarinaio.com

Questo articolo è stato pubblicato in Attualità, Che cos'è la Marina Militare?, Curiosità, Marinai, Marinai di una volta, Navi, Recensioni, Storia. Permalink.

Una risposta a 21 dicembre 1972, Gino Montefinale scienziato di Marina

  1. massimo dice:

    Dagli Scritti di Guglielmo Marconi
    il 6 agosto del 1932 il panfilo Elettra, con a bordo i rappresentanti del Governo italiano ( assistevano all’esperimento l’ing. Gino Montefinale, l’ing. Mathieu e il radiotelegrafista Alberto Ricciardi, mentre l’Ing. Isted e l’Ing. Gorlo, incaricati dall’istituto superiore delle telecomunicazioni, si trovavano a Rocca di Papa ), si poneva in rotta sulla congiungente Rocca di Papa – Golfo Aranci, Sardegna, allo scopo di studiare la propagazione di queste onde ultracorte a distanza relativamente grande.
    Le prove furono iniziate quando il panfilo era a 63 chilometri da Rocca di Papa con eccellenti comunicazioni telefoniche in duplex e con segnali assai forti da ambo le estremità del collegamento.
    A circa 107 chilometri era ancora possibile una buona comunicazione in duplex, e cioè già a circa 10 chilometri oltre la portata ottica; ma poco dopo i segnali perdettero rapidamente la loro intensità: divennero assai variabili, con lenta e profonda evanescenza, fino a che ad una distanza di 128 chilometri, essi non poterono essere percepiti che di tanto in tanto.
    L’ascolto, naturalmente, continuò malgrado tali cattive condizioni di ricezione; ma alla distanza di 161 chilometri l’intensità media dei segnali aumentò improvvisamente e raggiunse, in breve tempo, la stessa intensità osservata alla distanza di 74 chilometri.
    Questa ripresa dei segnali durò fino a che fu raggiunta la distanza di 175 chilometri, oltrepassata la quale essi tornarono ad essere rapidamente evanescenti, assumendo lente, profonde variazioni, e furono da ultimo percepiti alla distanza di 203 chilometri.
    Il 10 agosto tale importante prova a distanza fu ripetuta.
    Sui primi 112 km. i risultati si ripetettero come nella prima prova; ma al di là di tale distanza essi furono diversi nei seguenti rapporti:
    1° I segnali invece di divenire evanescenti con rapidità fino a giungere alla completa scomparsa, assumevano alla distanza di 115 chilometri la caratteristica di una lentissima e profonda evanescenza, ma mantenevano una intensità media quasi costante fino a 176 chilometri da Rocca di Papa.
    2° A tale distanza, invece di perdersi repentinamente, i segnali mantenevano l’evanescenza lenta e profonda con una progressiva diminuzione dell’intensità media, fino a divenire inaudibili di tanto in tanto ed a rendere possibile la loro intercettazione per l’ultima volta sul panfilo, alla distanza di 224 chilometri da Rocca di Papa.
    Il panfilo arrivò la stessa notte a Golfo Aranci (Sardegna) e la mattina dopo l’apparecchio ricevente fu sbarcato ed installato sul Semaforo di Capo Figari a 340 metri sul livello del mare.
    La stazione di Rocca di Papa era stata richiesta di iniziare nuovamente la trasmissione alle ore 16. Avemmo allora la grande soddisfazione di ricevere i suoi segnali quasi immediatamente.
    Le prove proseguirono fino a mezzanotte. I segnali assunsero la caratteristica di evanescenza lenta e profonda, già osservata sul panfilo. Essi, tuttavia, permettevano di tanto in tanto la perfetta intelligibilità della parola, mentre nei periodi sfavorevoli divenivano, per ogni scopo pratico, inaudibili. La loro intensità media sembrava migliore prima del tramonto che dopo.
    La distanza fra Rocca di Papa e Capo Figari è di 269 chilometri mentre la distanza ottica, considerata l’altezza delle due località, è di circa 116 chilometri.
    È interessante aggiungere che a Capo Figari l’angolo di ricezione fu varie volte misurato inclinando il riflettore e fu trovato che le onde emesse da Rocca di Papa raggiungevano la stazione sperimentale ricevente da una direzione orizzontale.
    In conclusione:
    Sento di poter dire che con queste esperienze sono state investigate per la prima volta alcune delle pratiche possibilità di una gamma di onde elettriche finora inesplorata, ed una nuova tecnica, destinata ad estendere considerevolmente il già vasto campo delle applicazioni delle onde elettriche alle radio-comunicazioni, è stata creata.
    L’uso pratico delle micro-onde, impiegate nel collegamento della Città del Vaticano con Castel Gandolfo, costituirà il primo esempio di quello che sarà, a mio avviso, un nuovo ed economico mezzo di sicure comunicazioni radio, esenti da disturbi elettrici, assai adatte per il servizio fra isole e fra isole e continenti, nonchè fra luoghi non troppo distanti fra loro.
    Il nuovo sistema non risente della presenza di nebbia ed offre un alto grado di segretezza, principalmente per le sue qualità direttive.
    I suoi usi strategici, in caso di guerra, sono evidenti; così pure è evidente il suo pratico valore per la Marina e per l’Aeronautica, visto che le comunicazioni possono essere limitate ad una qualsiasi desiderata direzione.
    Inoltre, il fatto che la portata di tali onde appare limitata permette di realizzare altri vantaggi in tempo di guerra e di ridurre grandemente la possibilità di mutua interferenza fra stazioni distanti.
    http://www.introni.it/p…/Il%20Radio%20Giornale%201946_05.pdf

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *