13.12.2013 “Ripartiamo da qui”

13.12.2013 Ripartiamo da qui - www.lavocedelmarinaio.com

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12 risposte a 13.12.2013 “Ripartiamo da qui”

  1. Giuseppe Conte dice:

    Non voglio urtare la sensibilità di nessuno. La cantieristica navale stabiese e’ una grandissima tradizione che è stata di eccellenza, ci lavorava mio nonno paterno di cui porto il nome cercando di onorarlo…ma nel 2013 scommettere sulle navi per il futuro della nostra travagliata città, mi sembra dubitabile…comunque auguri sinceri

  2. Renato Giordano dice:

    perchè ?

  3. Ivan Guida dice:

    ma non siamo sempre così pessimisti e distruttivi! Viene fatta una iniziativa importante, verrà anche il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, non uno qualunque quindi abbiate un pò di positività tutti quanti!

  4. Catello Filosa dice:

    Nel 1953 grazie ad un manipolo di uomini, che sorretti nei loro sforzi da doti di chiaroveggenza, nonchè appassionati, disinteressati, competenti e d onesti,alla città fu attribuito un ulteriore qualifica oltre che di centro di cura, quella di soggiorno e turismo, che poche città oggi possono fregiarsi.Nel 1961C/mare era la quarta città della regione per numero di abitanti e la terza per importanza turistica, industriale e commerciale solo dietro Napoli e Salerno. Gli stabiesi di oggi sono smemorati e per di più, desolatamente immobili.

  5. Giuseppe Conte dice:

    Bisogna essere super positivi e mettere a dormire con onore e riconoscenza un passato che non c’è più. L’industria pesante non fa per l’Italia perché richiede l’impiego di tanta energia che dobbiamo comprare a carissimo prezzo. L’industria navale è in declino da 40 anni e fatta eccezione per le barche da diporto dove c’è un certo mercato e possiamo metterci il nostro stile “Made in Italy”, non c’è granché da guadagnarci. Io immagino una Castellammare convertita al turismo termale e nei decenni anche di mare, un hub per Pompei, Costiera Amalfitana e Sorrentina nonché per le isole di Capri ed Ischia. Un indotto agricolo ed enogastronomico di gran livello che si allunga su Gragnano e sui monti lattari. Un posto dove i giovani possono alzarsi la mattina e decidere di mettersi in proprio a fare applicazioni per smart-phone piuttosto che sperare nel posto ai cantieri per passare la vita a saldare metallo e respirare fumi cancerogeni. Per andare (se si sopravvive) in pensione a 70 anni con una miseria (grazie Fornero)…io sono sicuro che questa sarà una bella manifestazione e spero che sia anche un’occasione di riflessione sulle reali possibilità dell’industria navale e della nostra città…

  6. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Terra del Sud, ultima frontiera della cantieristica…non lasciamo morire la speranza, ripartiamo da qui.

  7. Comunardo Ivano Montanarella dice:

    Lo spero… ma ci credo poco …

  8. Ivan Guida dice:

    Bisogna crederci, essere ottimisti, io sono studente di ingegneria navale, ho solo 23 anni, quando a 15 anni avevo già in testa che volevo studiare ingegneria navale già sapevo che dovevo andare fuori città, ma io sogno ugualmente, un minimo di speranza di vedere il mio cantiere lavorare e forse riuscire a stare qui a casa mia, è un sogno okay ma fatemi sognare, non distruggetemi anche i sogni. E se qualcuno viene e mi dice “forse quel sogno si può fare” io lo sostengo, perchè altri invece criticano solo, distruggono solo, ma non portano nemmeno chi quel sogno magari te lo può regalare nella tua città a parlarne. Quindi onore a chi ha organizzato l’evento, quindi l’amministrazione comunale, la marina militare e l’associazione marinai d’italia!

  9. Gerry Grassi dice:

    Questo è il nostro venerdì 13 dicembre

  10. Marinaio Leccese dice:

    Ciao Ezio…ormai l’acqua scarseggia e la papera non galleggia.

  11. Alberto Scuz dice:

    bravi

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