Solo

(Roberto Cannia)

Solo,
come un essere perduto,
lotto contro l’angelo caduto
che tormenta la mia anima.
Solo,
come un naufrago,
lotto contro l’oceano
che vuole trascinarmi
negli abissi.
Solo,
come l’Idalgo della Mancia,
lotto contro i mulini a vento,
giganti della mia follia.
Solo,
come un lupo mannaro nella notte,
canto alla luna
una triste nenia di disperazione.
Solitudine,
inquieta e crudele compagna,
tu! Mi ferisci
con gli artigli della sorte.
Di notte vedo la luce delle stelle
entrare nella mia stanza,
porta un po’ di luce
a questa mia oscura esistenza.
La voce del silenzio
è un rumore micidiale
che può anche uccidere
una persona normale.
Dentro le immaginarie mura
di un tempio cristiano,
cerco invano qualcuno
che mi tenda una mano.
Guardo occhi che non vedono
e bocche che non parlano,
il muro del silenzio è in me.
Voglio solo andarmene,
e quando sarò lassù
non guarderò più quaggiù.
Solo,
ai piedi di una croce di legno,
imploro Dio di porgermi una scala
per salire verso il cielo.

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