Caro amico ti scrivo perchè non è tempo di gioire

di Claudio Cecca

Carissimo,

sono un militare. Sono uno di quei militari, sono uno tra tutti i militari che lavorano senza una fede politica e a prescindere dal partito di sinistra o destra che sia, al governo o all’opposizione che si trovi, uno di quei militari che lavorano per il tuo stesso Stato. A meno che tu non sia riprorevolmente anarchico, quello stato sei anche tu. Come militare ti ricordo che siamo stati mandati in missioni analoghe a questa dell’Afganistan anche da governi di sinistra. Già, i governi di sinistra come quelli di destra han fatto le stesse cazzate e continuano a farle. Ma è col voto tuo, mio nostro e di tutta la nazione che eleggiamo, vinciamo noi di questo o quel partito, questa o quella formazione politica. Noi militari, chiunque sia al governo, obbediamo a un padrone al pari di come hanno obbedito i tuoi nonni inviati in Russia o in Africa o han combattuto da partigiani.

Le grandi correnti di pensiero di inizio XX secolo, sia di destra sia di sinistra son crollate miseramente. Mussolini, Hitler, il nazismo,il fascismo, Lenin, Stalin e il comunismo, i gulag si son rivelati essere crimini contro l’umanità. Oggi i militari come i civili lavorano per lo steso Stato, lo foraggiano con le loro tasse, mantengono l’ordine civile nel paese secondo un ordinamento legislativo originato proprio da CHI COMBATTEVA, CON SACRIFICIO DELLA PROPRIA VITA il nazismo e fascismo.

Bene, questi morti in Afganistan, come me che son vivo ancora, sono quei militari che anche quando vengono impegnati in missioni umanitarie spazzano dalle strade di Napoli, Palermo, e chissà dove altro ancora, milioni di tonnellate di immondizia lasciata anche per nostra e vostra incuria e scarso senso civico. Perciò se vengono resi gli onori funebri anche per i mafiosi e gli aggressori dello Stato (vedi i fatti di Genova, anche li la divisa rappresenta il NOSTRO Stato), per i caduti sul lavoro, gli incidenti stradali e i decessi per guida in stato di ebbrezza, devono essere resi gli onori anche per chi muore perché inviato dallo Stato, di destra o sinistra che sia il governo, a fare quello che è il proprio LAVORO: I MILITARI.

TUTTI SANNO che ognuno di noi è destinato a morire e tutti sperano che non sia troppo prematuro: lo sa anche chi va allo stadio e prende (o da) una sprangata in testa. Lo sa Chi tira un estintore addosso ad un Carabiniere che può vedersi sparato, lo sa il carabiniere che se non si difende prende un estintore dentro il cranio. Lo sa il comunista che manifesta, lo sa il comunista che lavora alla catena di montaggio o in cartiera che sta lavorando con macchinari molto pericolosi. Lo sa il pompiere, come lo sa la vecchietta che viene scippata e batte la testa. Tutti sanno che dobbiamo morire. Lo sa anche il militare inviato in una missione di pace che magari (anche per volere di altri ) ha preso una brutta piega.

Certo, anche noi militari sappiamo che dobbiamo morire. Ma come voi non militari speriamo che sia il più tardi possibile. E quando muore uno qualsiasi non stiamo li a battere le mani, sopratutto se non ha aggredito,nessuno, o assaltato una banca o una vecchietta il giorno della pensione. Non festeggeremo quando anche TU morirai (spero succeda tra cento anni) perché ci dispiacerà enormemente e sentiremo la tua mancanza. Anche noi militari sentiremo la tua mancanza e di tutti quelli che ora festeggiano per la morte di 6 soldati che in fondo stavano lavorando anche loro e tra mille rischi. Loro han preso, noi militari prendiamo i nostri rischi e ci assumiamo le nostre responsabilità. Qualcuno di noi ci va anche per necessità. Se la tua patria non è questa cambia paese. Ma la tua patria è e rimane questa stessa mia Patria, lavori tu come lavoro io. Se vuoi cambiarla perché non ti va bene datti alla politica e cerca di far qualcosa di costruttivo ma stai attento a non far la stessa fine dei nostri politici, destra o sinistra che siano. Perché altrimenti sarai come loro.

Mio carissimo amico, se non riesci a smettere di gioire ogni volta che muore un militare del tuo stesso paese, uno di quelli che ti toglie anche l’ immondizia da sotto il naso, o uno di quelli che accolgono le tue denunce quando vuoi che la legge sia rispettata e che non ti vengan fatti torti e che ti ritrova gli oggetti che ti han rubato o che arresta chi ti ha violentato la figlia….,se non riesci a smettere di gioire della morte violenta di un tuo connazionale, se non riesci a smettere di gioire della morte di qualcuno che sarebbe potuto anche essere un tuo parente, se non riesci ad unirti al dolore delle famiglie di chi comunque è morto sul lavoro ma per mano di altri, se non riesci a smettere di gioire per chi è morto perché servitore e non servo del tuo stesso stato… Bèh, mi chiedo se davvero ti fa comodo vivere cosi per il semplice gusto di lamentarti anziché rimboccarti le maniche e trovare un lavoro come han fatto quei ragazzi. Non che debba fare per forza il militare ma qualcosa che ti faccia rischiare un pochino di più.

Ora che sai che anche tu devi morire ineluttabilmente sappi che noi non gioiremo quando questo accadrà, non gioiremo comunque sia e qualunque sia la ragione della tua morte: sei un essere umano, sei italiano, sei il nostro vicino di casa, il tifoso della nostra stessa squadra di calcio, sei quello che potremmo dover difendere da una autobomba o da un aereo dirottato, sei il nostro nonno che rischia al ritiro della sua pensione, sei nostro fratello o nostro figlio o nostro marito. Ci dispiacerà persino se il tempo dovesse essere cosi inesorabile anche con te. Ci dispiacerà comunque per quanto hai sofferto e per tutti i tuoi affetti di questa vita terrena. Perché senza neanche conoscerti e neanche averti mai visto rispetto te, la tua vita e le tue sofferenze. E tutta la tua famiglia. Ti rispetto a priori.

Un Caro abbraccio sii un po’ più sensibile dei drammi altrui.

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