6.12.2016 a La Spezia “Note di solidarietà”

a cura Fondazione Francesca Rava
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Stellina, la mascotte di nave Miseno, e il suo amico Squacquero

di Carlo Di Nitto (foto per gentile concessione dell’autore – Diritti riservati)

Stellina era una dolcissima cagnetta che avevamo raccolto da cucciola sulla scogliera del Molo San Vincenzo. Si adattò ben presto a vivere a bordo: le avevamo attrezzato una cuccia a poppa.
Un giorno fece amicizia con un piccione piuttosto “sgangherato” e malmesso che sembrava affetto da dissenteria cronica. Lo chiamammo Squacquero per questo motivo.

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Poco dopo Squacquero morì, forse di vecchiaia e Stellina affranta, per consolarsi, si fidanzò con il cane dell’Ufficio Porto andando a convivere con lui, anche perché soffriva il mal di mare e non usciva più tanto volentieri con noi. Qualche tempo dopo sfornò una bella cucciolata e continuò a vivere felice e contenta con il compagno … a terra.

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Il giro dell’Africa in 80 giorni ed altre storie di Igino Isian Ripai

di Vittorio N Guillot

Questo libro racconta la vicenda bellica di un mio zio acquisito, ufficiale di rotta sul regio sommergibilecostiero Perla che, alla caduta dell’Africa Orientale, per sfuggire agli inglesi, fece il periplo dell’Africa ed arrivò a Bordeaux (BETASOM).

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Successivamente, entrato in Mediterraneo, il “Perla” fu catturato dagli inglesi al largo di Beirut. Mio zio fu fatto prigioniero e trasportato nel campo di Dera Duhn, ai piedi dell’Himalaya.
aspirante-guardiamarina-biagio-ripai-foto-vittorio-n-guillot-www-lavocedelmarinaio-comPrigioniero NON cooperatore e fortemente incavolato col re e Badoglio a causa dell’infame armistizio, fu ospite di sua maestà britannica fino al luglio del ’46, quando fuggì con un compagno di prigionia e raggiunse Napoli imbarcandosi clandestinamente su una nave mercantile.

Biagio, classe 1918, nato a Torre Annunziata, diplomato nautico, nell’ottobre del ’38 fu ammesso alla frequenza del 34° corso allievi ufficiali di complemento presso l’accademia navale di Livorno.
Nel giugno del 1939, nominato aspirante guardiamarina di complemento imbarca sul regio sommergibile Tazzoli, e nel gennaio 1940, come ufficiale di rotta, è destinato sul regio sommergibile Perla che, poco dopo, viene inviato a Massaua, in Eritrea.
Nel febbraio 1941, allo scadere della ferma di leva, è trattenuto in servizio per esigenze di carattere eccezionale (l’Italia è in guerra).
Biagio segue la sorte del “Perla”; partecipa al periplo dell’Africa ed alle missioni del sommergibile, fino alla cattura, davanti a Beirut, nel luglio 1942.

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Inizia così il lungo periodo di prigionia in India, durato ben quattro anni, prima del rientro in Patria, ad agosto del 1946.

Facemmo il nostro dovere perché le circostanze lo richiedevano, vedemmo cadere o scoparire in mare tanti amici con i quali avevamo diviso gioie e ansie della giovinezza. Agimmo senza esaltazioni, e anche senza recriminazioni. Quelli che, dopo di noi, fossero chiamati a prove analoghe, cosa che certo non mi augurom si comporterebbero esattamente come noi, come noi ci siamo comportati come quelli che ci hanno preceduto.
E’ una certezza , non una speranza. Biagio”.

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5-9.12.2016 a Latina mostra di Crest e Modellismo navale

a cura A.N.M.I. Latina
5-9-12-2016-a-latina-mostra-crest-e-modellismo-www-lavocedelmarinaio-comIn occasione della Festa di Santa Barbara, Patrona della Marina Militare, il Gruppo A.N.M.I. di Latina organizza, a cura del Socio Giovanni Valenza, una Mostra dei Crest e di Modellismo delle Unità Navali presso “La casa del Combattente.Apertura della Mostra dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,30.

Ingresso libero.

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Il vecchio quadro di Santa Barbara


di Marino Miccoli



… riceviamo e felicemente pubblichiamo nella giornata dedicata alla memoria di  Santa Barbara.

marino-miccoli-2014-per-www-lavoce-delmarinaio-com_2Sulla parete di una stanza della mia casa paterna, a Spongano, nel Salento, vi è appeso un quadro con una bella immagine di Santa Barbara. Fu acquistato da mio padre (maresciallo della Regia Marina) nei primi anni ’50 a La Spezia. Questa Santa, come sappiamo, è stata eletta quale patrona dei Marinai, dei Vigili del fuoco, degli Artificieri, dei Minatori e, più in generale, di tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco e gli esplosivi, tanto che in Marina si definisce “santabarbara” il luogo in cui sono custodite le munizioni ed il materiale esplodente.
Il quadro rappresenta una giovinetta incoronata e che ha sulle spalle un mantello rosso. La giovin donna è raffigurata mentre impugna, nella mano destra un calice, e nella sinistra una spada. Calice e spada sono rispettivamente il simbolo della sua fede e del suo martirio. Alle sua spalle ci sono raffigurate delle miniere, probabilmente di carbone, e una torre (luogo in cui la Santa fu rinchiusa dal padre a causa della sua fede). 
Ricordo che mio padre, in generale scettico e critico nei confronti della Chiesa e delle sue gerarchie, era però devoto a questa Santa e, a testimonianza di questa sua devozione, anche dopo il suo congedo dalla Marina Militare, in casa nostra il 4 dicembre è stato sempre un giorno particolare, di ricordo e di festa. 
Con questo paterno ricordo ho ereditato quel quadro a cui non ho fatto mai mancare un cero sempre accesso per la devozione alla Santa Patrona dei marinai.

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E’ con piacere che dono al blog de LA VOCE DEL MARINAIO la foto del quadro, nella certezza che sarà apprezzata dal maresciallo Ezio Vinciguerra e dai lettori e visitatori del sito.

Santa Barbara possa proteggere sempre noi e le nostre famiglie.

ezio-pancrazio-vinciguerra-www-lavocedelmarinaio-com_10BUONGIORNO MARINO A TE E AI LETTORI.
QUANDO RICEVETTI DA TE, FIGLIO DI UN SUPERSTITE, QUESTO SCRITTO E QUESTA FOTO, HO COMPRESO, QUALORA CE NE FOSSE ANCORA DI BISOGNO, CHE OGGI 4 DICEMBRE SANTA BARBARA DEVE ESSERE L’UNICO GIORNO PER CELEBRARE.
LA DEVOZIONE A SANTA BARBARA RAPPRESENTA ANCHE QUEI MARINAI E LA GENTE DI BUONA VOLONTA’ CHE NON FECERO PIU’ RIENTRO ALLA BASE O FURONO TRUCIDATI E IMMOLATI. 
A LEI, PER INTERCESSIONE, CI AFFIDIAMO,  NELL’AUGURIO CHE LE “TRADIZIONI”, IMPARTITE DAI PREDECESSORI E PERPETUATE FINO A PRIMA DELL’AVVENTO DEL MONDO GLOBALIZZATO, SIANO IL VERO CREDO DEI MARINAI E DELLA GENTE DI FEDE, SPERANZA E CARITA’.
AUGURI  A TE E UN ABBRACCIO, GRANDE COME IL MARE E COME IL VOSTRO CUORE, GIUNGA A VOI E ALLE VOSTRE CARE GENTI DA QUESTO PETULANTE MARINAIO EMIGRANTE DI POPPA (CHE SI OSTINA ANCORA A CREDERE) E DALLA REDAZIONE DEL BLOG.

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4.12.1942, Nicola Piombo e il regio incrociatore Attendolo

di Carlo Di Nitto

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Il marinaio Nicola Piombo fu dichiarato disperso nell’affondamento, per bombardamento aereo, del regio incrociatore Attendolo.
Mare Mediterraneo (Porto di Napoli), 4 dicembre 1942.
Adesso riposa in pace fra i flutti dell’Altissimo.
(Foto archivio personale Carlo Di Nitto – Diritti riservati).

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4.12.1942, Guardiamarina Luciano Leotta e il regio incrociatore Attendolo

di Carlo Di Nitto

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carlo-di-nitto-per-www-lavocedelmarinaio-comGuardiamarina Luciano Leotta, caduto nell’affondamento per bombardamento aereo del regio incrociatore Attendolo.
La salma di Luciano Leotta, già caro amico di mio padre Vincenzo (*), non andò dispersa e venne recuperata nel relitto dell’Incrociatore “Attendolo”.
Oggi riposa il sonno degli Eroi nel cimitero di Gaeta.
R.I.P. – Mare Mediterraneo (Porto di Napoli), 4 dicembre 1942.

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(Foto archivio personale Carlo Di Nitto – Diritti riservati).

(*) per saperne di più digita sul motore di ricerca del blog Vincenzo Di Nitto.

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4.12.1942, affonda la regia nave Attendolo

di Sergio Cavacece

sergio-cavacece-per-www-lavocedelmarinaio-comLa Regia nave Muzio Attendolo, incrociatore leggero della classe “Condottieri”, fu una moderna unità della nostra Marina da Guerra. Entrata in servizio nel 1935 venne impiegata in missioni di scorta ai convogli diretti in Libia ed Albania, partecipò alla battaglia di Punta Stilo (Reggio Calabria) del 9 luglio1940, alla battaglia della Sirte del 17 dicembre 1941 ed alla seconda battaglia di mezzo agosto combattuta tra il 10 ed il 15 agosto 1942. Proprio nel corso del combattimento il 13 agosto venne silurata dal sommergibile Britannico “Unbroken” il quale asportò completamente la prua. L’Attendolo venne quindi rimorchiata all’interno della base navale di Messina/Reggio Calabria dove sventolava la bandiera a due stelle dell’Ammiraglio di squadra Barone.

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In seguito trasferita a Napoli per le dovute riparazioni, il giorno di S. Barbara e cioè il 4 dicembre del 1942, venne colpita da una o più bombe sganciate da aerei nemici. Domati gli incendi che ivi erano scoppiati in seguito al bombardamento, un falso allarme fece rimandare i lavori di completamento di messa in sicurezza. Questo imprevisto risultò fatale alla nave la quale prima s’inclino e successivamente affondò. A termine del conflitto venne recuperata e demolita.

regia-nave-muzio-attendolo-nel-porto-di-messina-foto-sergio-cavacece-www-lavocedelmarinaio-com

L’Attendolo entra nel porto di Messina. Le palazzine alle spalle sono all’interno di MARISICILIA Messina. Fino ad oggi il fabbricato bianco è la sede di Marigenimil, quello alla sua destra ex Maricommi ancora a destra palazzina ex Sommergibili.

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4.12.1921, varo nave Brondolo

a cura Antonio Cimmino

… a Venezia c’era un arsenale che costruiva navi, e adesso?

La cannoniera lagunare Brondolo, fu varata nell’arsenale di Venezia il 4 dicembre 1921.
Fu classificata posamine nel 1921 e radiata il 25 luglio 1934.

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4.12.1862, il brigantino Saffo e il capitano Domenico Iaccarino

a cura Sergio Pagni

PER GRAZIA RICEVUTA

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