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    15.11.2019, oggi sono stato insignito della tessera di socio onorario dell’Associazione Famiglie Esposti Amianto (A.F.E.A. ODV-ETS), e lo racconterò a Dio!

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    “Lettera aperta”
    Caro Pietro Serarcangeli (*), carissimi associati e rispettivi familiari,
    oggi piango di felicità per questo dono immenso che mi avete fatto, e del bene che mi avete fatto lo racconterò a Dio!

    Lui dice:
    “Raccogli le tue forze e rialzati!  Ci sono sofferenze che scavano nella persona moralmente e fisicamente, ma tu trova il coraggio e la grinta che hai sempre avuto e trasformale in speranza”.

    La nostra speranza, di coloro che lottano per malattie e patologie causate dal servizio che abbiamo svolto, è che questa “assurda storia” finisca al più presto e che possiamo ritrovare quella pace per quegli affetti famigliari, per gli amici, che purtroppo sono stati uccisi, nel silenzio e nell’omertà, e vivere la vita in armonia e serenità in questo paese devastato dalla cupidigia e dagli abusi di potere.
    Racconterò però a Dio anche di coloro che ci hanno volutamente fatto del male…
    Ci è stato tramandato dai nostri padri e dai servitori dello Stato che la dignità e l’etica che sono la sintesi delle più alte virtù militari…non è stato per tutti così, e io lo racconterò a Dio!
    Ci è stato ordinato di assumere un contegno dignitoso e di mettere le nostre vite al servizio della Patria perché chiamati a difendere la pace e la legalità … non è stato per tutti così, e io lo racconterò a Dio!
    Ci è stato detto che la “legge è uguale per tutti” … non è stato per tutti così, e io lo racconterò a Dio!


    Non so quanto tempo terreno mi/ci rimane, questo lo sa’ Dio, ma sono certo che siete un sicuro punto di riferimento, un esempio di vita, perché in voi, in noi, il “rispetto dei valori cristiani” si rispecchiano nella condotta dignitosa e rispettosa degli ordini ricevuti e in sintonia con i criteri di correttezza di chi, con il proprio giuramento, ha accettato di servire il popolo, in divisa, un popolo di militari che grida il suo sdegno per questa situazione che si trascina già da troppo tempo tra rinvii, errori, lungaggini giudiziarie e che provoca profonda indignazione per lo scarso valore che una Nazione dà alla propria sovranità, ai suoi servitori dello Stato, ed è incapace di far sentire la sua voce a livello internazionale… ed io lo racconterò a Dio!
    Il nostro “soffrire” con umiltà e dignità ci riempie di orgoglio, il nostro retto comportamento, da cui traspare entusiasmo e passione per la carriera intrapresa, per la vita, sia di esempio e da scure per chi doveva proteggere, difenderci, ed invece ci ha abbandonato al nostro destino, vendendoci al mercato degli interessi economici e personali… e io racconterò di loro a Dio!
    Come ex militare e cittadino italiano, ma anche come uomo e padre di famiglia, sono vicino a voi e ai vostri cari. Con profonda stima e riconoscenza, vi ringrazio per la “tessera onoraria ricevuta”: vale molto più delle medaglie d’oro e dei lustrini di beceri individui, tutte chiacchiere e distintivi, ed io racconterò del male, che abbiamo da loro ricevuto, facendo i loro nomi e i cognomi a Dio!


    (*) per saperne di più digita sul motore di ricerca del blog il suo nome e cognome oppure su internet digita A.F.E.A. Onlus

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    15.11.2019, a Bosa presentazione del libro di Carlo Sorgia “Tutta colpa della luna”

    a cura Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Il 15 novembre 2019 alle ore 17.00 verrà presentato il giallo di Carlo Sorgia (*) “Tutta colpa della luna” presso la sede dell’Università della Terza Età di Bosa, un giallo ambientato proprio in quella città. Conduce l’evento il prof. Luigi Mastino.

    SINOSSI
    Un ragazzino di sedici anni giace a terra, privo di sensi, vittima di una nuova droga che rischia di mettere a serio rischio la vita dei giovani di Bosa; un vecchio pescatore, soprannominato “la vedetta della piazza”, pagherà a caro prezzo l’aver confidato incredibili segreti; vecchie leggende su passaggi segreti utilizzati in passato dai Templari e oggi, forse, al servizio di astuti spacciatori.
    Sono questi alcuni degli ingredienti di una storia intricata sulla quale sono chiamati a far luce il comandante della stazione dei Carabinieri di Bosa, brigadiere Nieddu, e il suo superiore, maresciallo Lo Cascio.
    Ancora una volta l’autore Carlo Sorgia elabora un giallo in piena regola, che appassionerà e fino alla fine, coinvolgendo il lettore nelle vicende ricche di colpi di scena, che sconfineranno anche nella vita personale e sentimentale dei protagonisti.

    STRALCIO: STRADE E CUNICOLI
    “Siamo arrivati al punto X”.
    Dicendo così chiede aiuto per spostare un grosso arbusto secco, dietro il quale è celata una piccola buca posta alla base periferica del castello. Un foro talmente piccolo che Lo Cascio pensa che sia impossibile poterci entrare dentro. Claudia, la più smilza, ma anche la più coraggiosa, sparisce dentro in un baleno, seguita da Ivano. Il maresciallo, che fin qui ha osservato atterrito, non può fare altro che seguirli e, con molta cautela, affronta questa prova diabolica. Prima i piedi poi il busto, esattamente come ha raccomandato lo studioso, un rapido movimento d’anca per velocizzare l’ingresso e via. Nonostante la pancia, anche lui riesce. Si ritrova in un grande ambiente e, finalmente, può respirare a pieni polmoni. Le paure del buio e di non riuscire a respirare si sono dissolte come per incanto, ma è ancora rintronato dalla tensione. Devono ripetergli, per due volte, che può evitare di stare in quella posizione scomoda, completamente ricurvo su se stesso. Si guarda intorno e, grazie alla luce della pila, si rende conto di trovarsi in una grotta molto ampia. Pareti lisce altissime e sotto di loro un altro ambiente completamente da scoprire. È tutto talmente vasto che la luce delle pile svanisce fino a perdersi. Sono solo loro tre in quella grotta oppure… forse no.
    Un urlo ghiaccia il sangue nelle vene a Lo Cascio e si accorge che Claudia lo sta abbracciando, in maniera così forte da togliergli il respiro. Non capisce. La ragazza mantiene la faccia premuta contro il petto, quasi a chiederne protezione. Col dito indica uno spazio fisico indefinito sopra di loro. Si rende conto, solo dopo avere sollevato lo sguardo, che sono accerchiati da svariate migliaia di pipistrelli. Volano in maniera goffa e, apparentemente, senza senso. Si intrecciano, cambiano d’improvviso strada, si inseguono, volano a gruppi. Un nugolo scuro si sposta da una parte all’altra e poi tanti altri ancora appesi sulla volta superiore. A testa in giù.Ivano, sulle prime, sghignazza per quella scena esilarante. Cerca, infine, di rassicurare Claudia che rimane ancorata al suo collega. Sembra la sua ombra talmente sono appiccicati. I pipistrelli dopo qualche istante si chetano e torna la pace.
    Senza fare rumore, i tre cominciano la loro esplorazione.
    (*) digita sul motore di ricerca del blog il suo nome e cognome per conoscere gli altri suoi libri

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    Piero Di Terlizzi

    Addio Piero,
    anche se molti non ti conoscevano, mi sento di dire a nome di tutta la grande famiglia dei marinai, che occuperai per sempre un posto speciale nei nostri cuori.
    Anche se la tua vita non è stata lunga, l’hai sicuramente vissuta intensamente e fuori dal comune, una vita straordinaria come la tua fine terrena, tra cielo e mare, tra i sogni e i ricordi indelebili, tracciati nell’onda, lungo la scia, fra i flutti…
    Un abbraccio grande, profondo e trasparente, a te e ai tuoi cari, come quel mare che ci portiamo dentro e che nessuno mai potrà inquinarci.
    Adesso che sei salpato per l’ultima missione, risposa in pace, nel grande mare di Nostro Signore e siano perdonati i tuoi e nostri peccati. Prega da lassù per noi e per i tuoi fratelli del 70° corso AUCD Maelstroem.

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    13.11.2016, nel ricordo di Enzo Maiorca …e Rossana Maiorca

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra
    Pubblicato il 10 marzo 2010 su questo blog

    Nasce a Siracusa il 21 giugno del 1931 a Siracusa; ha imparato a nuotare a quattro anni e presto ha cominciato ad andare sott’acqua, anche se, secondo una sua stessa confessione, da piccolo aveva una gran paura del mare. Iniziò l’attività agonistica nell’estate del 1956 dopo aver ricevuto da un amico la notizia che un nuovo record di apnea (-41m) era stato realizzato.
    La vita di Enzo è costellata di records, quello suo è -101 m., battuto dal – 105 m. di Mayol. La sfida tra Maiorca e Jacques Mayol ha ispirato “Il grande blu” (Le Grand Bleu), film di Luc Bedsson del 1988, uscito in Italia solo nel 2002. Nella sua carriera Maiorca ha avuto alcuni rivali storici: il più grande è stato il brasiliano Amerigo Santarelli (ritiratosi nel 1963), poi Teteke Williams, Robert Croft e naturalmente l’acerrimo nemico di sempre Jacque Mayol. In televisione ha collaborato dal maggio 2000 al 2002 con Linea Blu, programma della RAI condotto da Donatella Bianchi, insieme a Umberto Pelizzari. Come scrittore è autore di alcuni libri:
    – A capofitto nel turchino: vita e imprese di un primatista mondiale. Milano, ed. Mursia, 1977.
    – Sotto il segno di Tanit. Milano, Rizzoli, 1980.
    – Scuola di apnea – Immergiamoci con il più grande subacqueo di tutti i tempi, fotografie e consulenza tecnica di Guido Picchetti. Roma, ed. La Cuba, 1982.
    – Il Mare con la M maiuscola. Lights,2001.
    Per la sua esaltante attività sportiva Maiorca ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti: nel 1964 la Medaglia d’Oro al valore atletico del Presidente della Repubblica, e poi il Tridente d’Oro di Ustica; il Premio letterario del C.O.N.I. e la Stella d’Oro al merito sportivo sempre del C.O.N.I. Sposato con Maria, oltre alla famiglia e allo sport, Maiorca ama la campagna, gli animali e la lettura, oltre alla mitologia classica e all’archeologia fenicio-punica. Inoltre, è stato deputato per il partito di Alleanza Nazionale con cui ha cercato di difendere con costante impegno le ragioni per una salvaguardia profonda ed efficace del patrimonio marino e naturalistico.

    Il 1° settembre 2004 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica la Medaglia d’Oro al Merito di Marina con la seguente motivazione:
    Figura di spicco nello sport subacqueo, il Senatore Enzo Maiorca nel corso della sua brillante carriera agonistica ha conseguito risultati eccezionali e preziosi riconoscimenti sia in patria sia all’estero. Indissolubilmente legato al mare, che ama e rispetta, ha dominato la scena mondiale dell’immersione in apnea per un trentennio, prodigandosi, inoltre, con passione e determinazione per la salvaguardia del patrimonio naturalistico marino. Limpido esempio di amore per il mare, inteso come ragione di vita, ha contribuito, con la sua opera e la sua esaltante attività sportiva, ad accrescere il prestigio e lustro della marineria italiana in tutto il mondo.
    Enzo Maiorca è salpato da Siracusa, per la sua ultima immersione, il 13.11.2016.

    Rossana Maiorca la Sirena di Sicilia
    Pubblicato il 29 aprile 2014
    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Una statua in bronzo che rappresenta una sirena, vera anima delle profondità e simbolo dell’unione tra uomo e mare, per ricordare una donna che degli abissi aveva fatto la sua seconda casa. Questo l’omaggio che l’associazione Delphinus, con il sostegno dall’Area Marina Protetta del Plemmirio, ha tributato all’ex campionessa mondiale di apnea Rossana Maiorca, scomparsa prematuramente qualche anno fa. Una statua che rappresenta lo spirito di Rossana, il suo grande amore per il mare e per le sue profondità. Ed è proprio sugli splendidi fondali dell’AMP del Plemmirio, dove Rossana ha imparato ad amare il mare, seguendo le orme di suo padre, il grande Enzo Maiorca.
    Rossana Maiorca è salpata da Catania, per la sua ultima immersione, il 7.1.2005, insieme al suo papà sono immersi nel profondo blu dei mari dell’Altissimo coccolati dagli angeli delfini.

    A Enzo Maiorca è stato cointitolato il gruppo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Siracusa.

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    Il 12 novembre di ogni anno ci riuniamo

    di Antonino Migliaccio
    Comandante e Segr. Comp.le  Med. Onore

    Perché il 12 novembre di ogni anno?
    Perché il 12 Novembre del 1918 proprio da Brindisi fu emanato dal Grande Ammiraglio Thaon di Revel  “l’Editto della Vittoria sul mare” che testualmente leggo: Omissis …
    “ Marinai! Tutti gli Italiani conoscono i nomi dei singoli Eroi e delle Vittorie fulminee. Ma non a tutti è nota l’opera silenziosa aspra e generosa, compiuta in ogni ora, in ogni evento, in ogni fortuna, quando solamente un’assoluta dedizione al dovere poteva superare l’imparità  delle condizioni e la durezza degli ostacoli. Sappia oggi la Patria di quanti sforzi ed eroismi ignoti è fatta questa sua immensa Gloria. Onore sempre a Voi tutti, onesti e prodi marinai d’Italia”. Il Comandante in Capo delle Forze Navali mobilitate Thaon di Revel.

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    Onore ai Caduti Delle Forze Armate – Onore ai caduti della Marina Mercantile Viva l’Italia.

    comandante-antonino-migliaccio-per-www-lavocedelamarinaio-com_Come ogni anno ci troviamo qui in piazza per vivere un momento particolarmente intenso in cui ci si sente uniti Autorità Civili, Militari e Cittadinanza per ricordare quanti familiari e amici sono caduti in guerra donando la propria vita al Paese.
    Davanti a questo monumento che rappresenta per noi Marinai un faro e come il faro che ci dà certezza della rotta, il monumento ci induce alla memoria storica; cioè ad una considerazione essenziale sul nostro vissuto di italiani e del perché ci troviamo qui, popolo libero e democratico, lo dobbiamo a quanti hanno donato  alla Patria quanto di più Sacro avevano, cioè la propria vita. La prima Guerra mondiale del 15/18 fu una guerra di posizione in cui ci riconosceremmo, per la prima volta, popolo unito  e con i suoi più di un milione di morti di cui cinquecentomila civili nella sacca di Caporetto, dove il Paese profuse tutte le sue energie impiegando anche la leva del 1899 ossia i giovani che non avevano ancora 18 anni e che il Generale Diaz disse a fine guerra: “Li ho visti i ragazzi del 99’ andare al fronte cantando, li ho visti ritornare, sparuto gruppo cantavano ancora”.
    La vittoria della Prima Guerra Mondiale, sull’Austria Ungheria segnò il realizzarsi del sogno risorgimentale dell’Italia Unita nei suoi confini naturale.

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    La seconda Guerra Mondiale sciagurata decisione supponendo una probabile guerra lampo, fu una tragedia immane per il nostro popolo.
    Dal libro della storica Elena Aga  Rossi “Una Nazione allo sbando “trascrivo integralmente:
    “ omissis ..  l’8 Settembre del 43’ il Paese uscì dalla Guerra sconfitto, ma senza il marchio di aver sostenuto il regime fascista fino alla fine. Accettare la resa, anche se incondizionata, era l’unica cosa da fare in quel momento in cui il Paese non era più in grado di combattere e continuare a farlo avrebbe significato solo ulteriori morti e distruzioni . omissis”
    Caso eclatante fu che l’ Esercito dislocato in Grecia ed Albania fu, con cinismo, abbandonato a sé stesso senza direttive e comportamenti da adottare con la certezza di non poterlo recuperare con Navi che non sarebbero mai partite e mai arrivate. Purtroppo dall’8 al 28 Settembre il massacro della Divisione Acqui, sull’Isola Greca di Cefalonia, da parte dei tedeschi, fu uno degli episodi più dolorosi e controversi della 2^ Guerra Mondiale. Morirono più di 9400 soldati della Divisione fra morti durante i combattimenti, passati per le armi e scomparsi successivamente in mare. Il Generale Gandin aveva indugiato nelle trattative perché sapeva che qualora sopraffatti tutti sarebbero risultati “ribelli”, in quanto non era stata dichiarata ancora guerra alla Germania. Tale episodio forse convinse finalmente il Governo Badoglio ed il Re a dichiarare guerra ai Tedeschi, che avvenne il 13 Ottobre del 1943. Comunque il massacro della Acqui , che si era rifiutata di consegnare le armi, attaccando per prima, rappresenta una delle pagine più nobili del ns. Esercito. Questi comportamenti unitamente alla Guerra partigiana e di Liberazione fecero sì che l’Italia potesse essere riconosciuta Una –  Libera e Indipendente, nel consesso mondiale. Il Monumento, fermo e perenne, richiama tutto ciò con il ricordo dei nostri Eroi.

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    Due fra tanti:
    CORREALE Gaetano – Tenente di Vascello – Piano di Sorrento – Medaglia d’Argento al Valor Militare “ Organizzato in modo encomiabile il servizio ed il personale della Nave al suo Comando, in due distinte occasioni, nelle quali era stato attaccato il Convoglio da lui scortato, contrattaccava prontamente ed efficacemente il nemico, riuscendo così nel primo incontro  a danneggiarlo e nell’altra circostanza quasi certamente ad affondarlo” – Bellissimo esempio di Ufficiale risoluto, sereno nel pericolo, rapido nella concezione, energico nella esecuzione Militare. Acque di Maiorca 2 Maggio 1918.
    D’ESPOSITO Antonio – Piano di Sorrento – Croce di Guerra al Valor Militare – “ Alla Memoria “ – “  Imbarcato su Piroscafo che veniva silurato da un Sommergibile nemico ed era in procinto di affondare, assolveva i suoi incarichi con slancio ed abnegazione e concorreva alla messa in opera dei mezzi di salvataggio. Scompariva in mare nell’affondamento della Nave. Determinazione del 5 Ottobre 1951”.
    L’8 Settembre 1943 provocò nel Paese una spaccatura che oggi finalmente sembra lasciata alle spalle con la riscoperta della Patria che ripeto non potrà mai essere del Nord o del Sud di Destra o di Sinistra, la Patria è tutto ciò che ci identifica come Italiani.

    Permettetemi di esprimere un ricordo deferente ed idealmente sull’attenti al nostro Presidente Ciampi “scomparso di recente”. Il Presidente degli Italiani, il Presidente che ci ha ridato l’orgoglio di essere italiani, il Presidente di tutti i marinai militari e civili  .
    Egli soleva ripetere che: “…una Nazione senza memoria storica è una Nazione senza futuro”
    Nel 2002 con la Legge 186, con il suo Mandato, furono inseriti nelle Onoranze ai morti in guerra anche i marinai civili, ossia i marittimi insieme ai militari.

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    Detta Cerimonia che si ripete ogni anno il 12 Novembre a Brindisi, dove di fronte al mare, si erge il Monumento al Marinaio d’Italia, alto trenta metri rappresentante un timone in cui sono custodite tutte le identità dei marinai Decorati morti in Guerra.  Ad onore dei ragazzi del Nautico, che si accingono all’imbarco, sappiano che nella Cripta a destra all’interno del monumento, leggeranno:
    “Antonio Zotti Capitano di Lungo Corso di Lussinpiccolo, disperso in mare. Medaglia D’Oro al Valor Militare, la cui motivazione termina: omissis …Rimaneva al suo posto anche quando visto il proprio equipaggio messo in salvo, preferiva scomparire con la sua nave ,che di  li a poco esplodeva,inabissando con sé il suo eroico comandante”. Mediterraneo orientale – agosto 1942.

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