Giovanni, pescatore figlio di pescatore… nipote di pescatore

di Giovanni Caruso (*)

Caro Ezio,
non ti ho mai detto che sono cresciuto sulla barca di mio padre, pescando polipi, calamari, sauri, spatole, buddaci, viriole, seppie, cipolle, murene, cefali, rondini di mare, auguglie etc etc.
Mio nonno era un grande pescatore, come lo era suo padre e il padre di mio nonno.
Mi vergogno a dirlo ma credo che sarò il responsabile della fine di un arte tramandata di generazione in generazione (a meno che non torno in Sicilia).
Ma l’arte è messa da parte, e i ricordi più belli sono legati al mare, o ai suoi venti.
Ricordo che con lo scirocco raramente si andava a pesca.
“Mare imprevedibile” diceva mio padre.
Col Grecale il mare si incazzava, e mio cugino con il windsurf ci andava a nozze.
Il vento di terra o maestrale appiattiva il mare e così via.
Ricordo le maree e i detti di mio nonno. “Scinnenti pisci nenti” (…scendente pesci niente), oppure “muntanti pisci tanti (…montante pesci tanti).
Che meraviglia!.
Il nodo a otto 8 sull’amo per le palature degli scazzupuli, le ope legate ai ganci per pescare i polpi. La lampara a gas con le reti infuocate. Il londro fluorescente per i totani, il pesciolino con la corona per le seppie. Potrei scrivere un romanzo. Sai che quasi quasi …. ehehehe

(*) Per saperne di più sull’autore digita Giovanni Caruso sul motore di ricerca del blog, oppure:
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Una risposta a Giovanni, pescatore figlio di pescatore… nipote di pescatore

  1. Egidio Alberti dice:

    Bravo GIOVANNI, bella storia di vita sul mare. Ti auguro una buona giornata

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