Capo Matapan, l’alloro di casa Bramante

di Marino Miccoli

Buongiorno allo stimato maresciallo Ezio Vinciguerra, anche quest’anno, grazie alla tua disponibilità e sensibilità riguardo ai fatti e agli Uomini che sono stati vittime e protagonisti, ho l’onore e sento il dovere di ricordare, insieme a te,  i Marinai Caduti nella notte del 28 marzo 1941 a largo di Capo Matapan. L’articolo che segue s’intitola: “L’alloro di casa Bramante”.
Devi sapere che scrivere un articolo per questa nefasta e tragica ricorrenza è per me come se fosse divenuto doveroso; lo definirei un appuntamento fisso, importante al quale non mi sento di venire meno. Quest’anno ricordiamo i nostri Marinai recandoci a Siracusa, conscio che una fiera donna ottuagenaria siciliana di nome LUCIA BRAMANTE ha fatto e continua a fare (Iddio ci conservi a lungo questa donna straordinaria che in quel di Siracusa ha concretamente realizzato quanto nemmeno un ammiraglio avrebbe mai pensato!), affinché la memoria del loro sacrificio non si perda nell’oblio!
Ezio, mille grazie per la tua attenzione e ricevi pure un abbraccio grande come il nostro mare.
Buona lettura!
Marino


L’alloro di casa Bramante
di Marino Miccoli

…ovvero come tutti i Marinai Caduti della notte di Capo Matapan sono onorati degnamente ogni anno nella città di Siracusa.

Da epoche assai lontane le fronde di alloro hanno rappresentato per l’uomo un simbolo di gloria e di valore; sappiamo infatti che dall’antichità classica, ovvero dai tempi degli antichi Greci, era in uso adornare il capo degli atleti vincitori delle Olimpiadi con corone formate da fronde di alloro intrecciate; non solo ma anche i poeti, i geni, i saggi e gli eroi ricevevano questo riconoscimento. Era ed è tuttora oggi il lauro nobilis (questo è il suo nome botanico) il simbolo dei campioni, che contraddistingueva coloro che avevano conseguito una vittoria onorevole dimostrando di possedere un grande valore. E’ così che definiamo laureato colui che al termine di un lungo e impegnativo ciclo di studi, ha conseguito una laurea; allorché il traguardo è raggiunto il suo capo è simbolicamente cinto da due serti di alloro intrecciati.
Una corona d’alloro attualmente si usa deporre ai piedi di un monumento o sulla tomba dei Caduti per la Patria per onorane degnamente la memoria.
Ciò accade anche a Siracusa, unica città in Italia e credo nel mondo, laddove recentemente (ottobre 2007) è stata finalmente intitolata una piazza dedicata ai Caduti di Capo Matapan.


Ogni anno, per merito dell’instancabile promotrice signora professoressa Lucia Bramante (che mi ha contattato dopo aver letto alcuni miei scritti pubblicati sul meritevole sito La voce del Marinaio) nella città che diede i natali ad Archimede ha luogo una suggestiva cerimonia che ricorda il sacrificio dei 2303 Marinai italiani caduti nell’agguato che la flotta inglese tenne a largo di Capo Matapan la notte del 28 marzo 1941. Tra questi il Capocannoniere NAZARENO BRAMANTE, amatissimo e compianto padre della signora Lucia, che in quella tragica notte in cui il mare si tinse di rosso sangue, fu tra i dispersi.

In questa sede voglio ricordare le drammatiche cifre della carneficina di Marinai Italiani che avvenne quella notte:
– Regio Incrociatore FIUME: 813 Caduti su 1104 imbarcati;
– Regio Incrociatore POLA: 328 Caduti su 1041 imbarcati;
– Regio Incrociatore ZARA: 782 Caduti su 1098 imbarcati;
– Regio Cacciatorpediniere ALFIERI: 211 Caduti su 257 imbarcati;
– Regio Cacciatorpediniere CARDUCCI: 169 Caduti su 204 imbarcati.

Della mesta e sentita cerimonia che annualmente si tiene in quel di Siracusa vi è un particolare degno di nota che voglio evidenziare: le fronde di alloro con cui viene confezionata la corona provengono da un arbusto di lauro piantumato nel giardino di casa Bramante. La corona viene poi portata al largo da una motovedetta della Capitaneria di porto di Siracusa (sempre sensibile e disponibile a dare il proprio fattivo contributo alla cerimonia di commemorazione) e gettata a mare.
Personalmente trovo molto significativo questo fatto, frutto di un toccante gesto d’amore della figlia per il padre, un amore sincero e incondizionato rimasto immutato (proprio come sempreverdi sono le fronde dell’alloro) nonostante lo scorrere del tempo. Ciò deve farci riflettere sull’importanza di uno dei sentimenti umani più importanti, profondi ed autentici costituito dall’amore filiale. Questo sentimento, non disgiunto dalla consapevolezza dell’immenso valore costituito dalla pace tra le nazioni, ci aiuta ad evitare di ripetere quei tragici errori che l’Umanità ha commesso nel passato.
In conclusione mi piace riportare un significativo brano del discorso che la professoressa Lucia Bramante ha pronunciato durante la manifestazione di commemorazione che si è tenuta a Siracusa nel 70º anniversario di Capo Matapan (29.3.2011): “…l’augurio che la memoria di quanto accaduto quella notte a circa tremila Marinai che ebbero come tomba il mare e a tutti quei fratelli che furono falciati dalla guerra, serva a noi posteri, a tenere vive le radici per trarre dal passato una bussola per il presente! Con imperituro ricordo!”
Grazie di cuore, signora Lucia Bramante, per quanto lei concretamente ha fatto nel far intitolare ai Caduti di Capo Matapan una piazza della città di Siracusa e per quanto Lei continua a fare affinchè il sacrificio dei nostri amati Marinai non sia mai dimenticato. Sappia, stimata professoressa Bramante, che suo Padre e tutti noi siamo ammirati e orgogliosi di Lei.

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3 risposte a Capo Matapan, l’alloro di casa Bramante

  1. Giuseppe Sciuto dice:

    condivodo

  2. Lilly Arezzo della Targia dice:

    ONORE

  3. Raffaele Napolitana dice:

    Onori a tutti i Caduti di Capo Matapan

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