Giacomo Di Tucci, un racconto di vita vissuta (Gaeta 4.2.1913 – 12.5.2006)

di Salvatore Di Tucci
https://www.facebook.com/salvatore.d.tucci

Ciao Ezio,
questo scritto è riferito a mio zio Giacomo Di Tucci. Spero che ti piaccia.
Mi sono intestardito nella ricostruzione della sua vita e delle sue avventure. Ho chiesto anche al caro amico Carlo Di Nitto (1) che mi ha dispensato di suoi preziosi consigli. Questo perché dai suoi racconti mi parlava di tante cose, del Kernak e del Roma, dei suoi affondamenti…
Sicuramente la sua vita è stata qualcosa di unico ed io cercherò di farlo rivivere.
Chiedo scusa se ti ho causato fastidio ma caso mai sono a disposizione per tuoi eventuali consigli.
Un caro saluto a te e per quello che rappresenti.

Carissimo Ezio , ne sarei onorato se potessi condividere le memorie nella “banca della memoria” ricordando Giacomo Di Tucci che nacque a Gaeta il 4 di febbraio del 1913 e morì il 12 maggio del 2006.
P.s. Ti ringrazio e saluti da Gaeta.

Il protagonista di questo racconto è un marittimo gaetano che ha trascorso gran parte della sua vita sul mare, prima in Marina Militare durante la guerra, poi sui navi passeggeri in marina mercantile.
Durante la guerra, fu affondato due volte, restando in acqua per tante ore prima di essere soccorso, raccontava storie di salvataggi e di naufraghi.
Era imbarcato su navi ospedali, sempre in prima linea nei soccorsi e nell’aiuto ai feriti e ricerca dei dispersi. Mi parlava di “Toscana , Piave e Tevere le navi ospedali”, verniciate di bianco, navi con lo stemma della croce rossa che erano state requisite per esercitare questo nobile servizio. 
In seguito navigò su navi di linea tra la Guaira, Buonos Aires e New York erano le rotte degli emigranti… emigranti di poppa come li definisci tu nel tuo bellissimo libro (2).


Solo adesso mi rendo conto che la sua vita e le varie vicissitudini sarebbero state testimonianze importanti da tralasciare alle future generazioni. Un grosso rimpianto, ma ero troppo giovane per prestargli la mia attenzione…
Fu decorato ed insignito di attestato di lunghissima navigazione.
Era da poco terminata la guerra che vide la nostra città rasa al suolo.
La popolazione sofferente cercava di reagire ai lunghi periodi di fame, miseria e tribolazione, le campagne erano tutte abbandonate, i litorali impraticabili a seguito di presenze di mine. La pesca perciò stentava a ripartire anche perché tutto il nostro naviglio era inutilizzabile e parte affondato per non essere utilizzato dai tedeschi.
Pero c’era un grande fermento, gran voglia di fare, di produrre, una grande smania e positività…
Anche Giacomo si dava da fare.

Il libretto di navigazione era pronto. Fece diversi imbarchi e in uno di questi, bordo di un mercantile mi capitò un episodio che ricorderò sempre.
C’era un gran brutto mare, una violenta tempesta che faceva rizzare i capelli a lupi di mare più incalliti, un mozzo con la sua ramazza cercava di pulire i corrugetti.
Si notava dal colore olivastro della faccia il suo malessere, soffriva il mare che gli impediva di fare il suo lavoro con il dovuto impegno.
Il nostromo, osservandolo, invece di confortarlo, lo redarguì severamente.
A questo punto intervenni, “vergognati”, gli dissi, “è solo un ragazzo, potrebbe essere vostro figlio”.
Dopo quell’episodio, con grande discrezione seguivo i suoi passi, perché avevo preso a cuore quel ragazzo che cosi giovane lottava ogni giorno la sua battaglia.
Passarono quasi 15 anni da quel giorno…

Anni duri, non si trovavano imbarchi e si poteva attendere diversi mesi.
Partii da casa per il porto di Napoli il 23 di dicembre, un passeggero era in banchina pronto per partire in serata.
Grande fu il mio stupore nel sentire il mio nome, qualcuno mi chiamava.
Un ufficiale sulla scala mi invitava a salire.
Mi chiese cosa facessi nel porto e se ero disponibile ad imbarcare subito essendo un componente dell’equipaggio sbarcato per malattia. Non capivo perché sapeva il mio nome ma lui ricordò quanto avvenuto circa 15 anni prima, quel mozzo che puliva i ponti ora era il primo ufficiale. Mi ringraziò e con grande commozione, mi abbracciò…

Note
(1) Per saperne di più, digita sul motore di ricerca del blog Carlo Di Nitto;
(2) Per saperne di più, digita sul motore di ricerca del blog o sugli argomenti Emigrante di Poppa.

Questo articolo è stato pubblicato in Emigrante di poppa, Marinai, Marinai di una volta, Navi, Racconti, Recensioni. Permalink.

9 risposte a Giacomo Di Tucci, un racconto di vita vissuta (Gaeta 4.2.1913 – 12.5.2006)

  1. Salvatore Di Tucci dice:

    Grazie Ezio, sei unico

  2. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Buongiorno carissimo e stimatissimo Salvatore Di Tucci, grazie per questo bellissimo ed emozionante racconto che mi ha commosso.
    In ognuno di noi c’è quel mare trasparente che nessuno mai, per nessun motivo, potrà inquinarci. E’ il mare dell’amore come Lui ci ha donato nei suoi primi due comandamenti.
    Un abbraccio a te, ai tuoi cari e ai gaetani grande come il nostro mare…
    P.s. lo onoreremo anche il 12 maggio p.v. sulla nostra banca della memoria del blog.

  3. Salvatore Pilloni dice:

    Ezio, sei un mito !

  4. Salvatore Di Tucci dice:

    le foto di Giacomo, sono di mia cugina che gentilmente mi ha dato, quindi da oggi abbiamo una frequentatrice del blog. Buona serata

  5. Marinaio di Lago dice:

    Grazie infinite

  6. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Buonasera a te Salvatore carissimo, ti prego di ringraziare tua cugina per le foto e ancora grazie per il racconto.

  7. Maria Marea dice:

    Bravissimo hai fatto un gesto meraviglioso

  8. Salvatore Di Tucci dice:

    Figurati Ezio,è mia cugina che non sa come ringraziarti.Quando ha visto il racconto su fb ha capito subito che si trattava del papà. Mi ha chiamato subito per ringraziarmi. Aveva per suo padre una venerazione .Adesso dammi qualche dritta per raccogliere qualche notizia sui suoi imbarchi . Dovrebbe esserci qualcosa dove attingere il suo percorso da marinaio in guerra?Al ministero ci dovrebbe essere qualcosa? Oppure qualche sito particolare. Grazie

  9. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Qualora si cerchino notizie ed informazioni sui singoli militari ci si può rivolgere:
    per lo stato di servizio
    Ministero della Difesa
    Direzione Generale per il Personale Militare
    V Reparto
    viale dell’Esercito, 186 – 00143 Roma;
    per il foglio matricolare da cui trarre notizie relative alla vita militare del Caduto:
    Centro Documentale (ex Distretti Militari) e/o all’Archivio di Stato competente per territorio, in base alla provincia di nascita del Caduto;

    per la documentazione anagrafica (atto di nascita, atto di morte, ecc..):
    al Comune di nascita del Caduto;

    per le notizie/documenti relative alla definizione dello “status giuridico matricolare” di Caduto/Disperso in guerra e relativo inserimento nell’Albo d’Oro:
    Ministero della Difesa
    Direzione Generale della Previdenza Militare, della Leva e del Collocamento al Lavoro dei Volontari Congedati – III Reparto – 10^ Divisione Albo d’Oro – viale dell’Esercito, 186 – 00143 Roma;
    per le vicende storiche del reparto/unità di appartenenza del Caduto:
    agli Uffici Storici dell’Esercito, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri, i cui recapiti potranno essere reperiti sui rispettivi siti internet;
    per le onorificenze e le decorazioni relative al Caduto:
    Ministero della Difesa
    Direzione Generale per il Personale Militare
    V Reparto – 10^ Divisione Ricompense ed Onorificenze
    viale dell’Esercito, 186 – 00143 Roma.

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