Il tuffo della merla

di Roberta – Ammiraglia 88
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La domenica mattina del 3o gennaio 2011 mi sono recata al lago di Ledro per assistere al tuffo e al bagno di alcuni “coraggiosi” (per usare un eufemismo).
Tanto per dare un’idea ai lettori, la temperatura esterna qui in Trentino, nelle città non di montagna, in questa stagione varia dai -5°C ai 10°C circa. Il lago di Ledro è a 660 m slm quindi vi lascio immaginare quanto sia fresco.
Due di questi “matti” li conosco, e di solito fanno anche il tuffo il primo dell’anno a Riva del Garda, bella località del lago di Garda.
Sembrerebbe una “goliardata” di gente che ama l’elemento acqua ed invece c’è la cosa seria in tutto questo, perché c’è una parte seria, anche se ad una prima occhiata non potrebbe sembrare.
Infatti, a monitorare le condizioni fisiche dei “coraggiosi”, c’era il dottor Giorgio Martini  di Trento  collaboratore  del  Centro studi e ricerca dell’Istituto medicina del soccorso di Roma, che anche quest’anno ha sottoposto i partecipanti ad un test, controllando frequenza cardiaca e livelli di saturazione dell’ossigeno sia prima che dopo la prova. I dati raccolti verranno utilizzati a scopo scientifico e discussi con il medico svizzero Ralph Heksch – il massimo esperto nel campo dell’ipotermia – il 26 febbraio prossimo a Lavis al convegno organizzato dai vigili del fuoco.
Le uniche precauzioni che il medico ha suggerito ai bagnanti per evitare un blocco ed uno choc termico alla muscolatura e padroneggiare quindi sull’escursione termica, sono state  le seguenti:
–  una breve passeggiata sulla spiaggia prima del tuffo in acqua a torso nudo;.
– evitare il tuffo diretto bagnandosi la testa e il corpo progressivamente (con il tuffo vi è un 45% in più di dispersione di calore corporeo;
– una volta in acqua muoversi a rana senza immergere il capo.

Per saperne di più sui giorni della merla
http://www.lavocedelmarinaio.com/2011/01/i-tre-giorni-della-merla/

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