La mia Messina

(Antonio Fontana)


Che profumo di zagara
mi sembra ancor di ricordare
giardini di arancio e limone affacciati sullo stretto
bagliori di luce d’acqua
da navi attraversata
e di fronte a me la punta del continente

che festa la vara al grido di viva Maria
fronti sudate tirano corde a piedi nudi
suoni soffiati da anfore antiche
tamburelli impazziti ritmano la sera

ed i giganti a cavallo possenti osservano
mille colori dalla fiera in riva al mare
e nel porto le navi ingoiano treni da trasportare
scafi dalle ali forti sembrano sull’acqua volare

e Tu da sempre lassù o Madonnina
benedici pescatori e viaggiatori
da troppo tempo manco dalla mia Messina

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