La medusa assassina

Udite, udite, panico nel Mediterraneo è arrivata la “medusa assassina”.L’allarme è arrivato quest’estate dalla penisola iberica perché la “caravella portoghese”, pur abitando nell’Oceano Atlantico, ha sfruttato i venti propizi e la piccola vela naturale di cui dispone per ottenere un passaggio verso i mari caldi attraversando, senza difficoltà, lo Stretto di Gibilterra. La “Physalia phisalis”, questo è il suo nome scientifico, è stata avvistata per la prima vola davanti a Malaga ma anche all’altezza di Murcia avendo percorso un bel tratto di mare verso la Francia. Cerchiamo di capire meglio come abbia fatto ad arrivare e, soprattutto, se troverà il suo habitat naturale nel “mare nostrum”.

La Physalia phisalis, molto diffusa nei mari tropicali é composta da una sacca galleggiante lunga circa 15 cm dove ad essa sono attaccati dei filamenti lunghi fino a 30 metri fortemente urticanti La parte emersa è di colore azzurro violacea a volte tendente al fucsia. Galleggia sospinta dal vento ed ha più di 10 tipi di veleni diversi sui suoi filamenti. Ogni veleno ha un suo colore. Non sono conosciuti ancora rimedi per alcuni tipi dei suoi veleni.

Quando un’intera colonia si muove, i filamenti si contraggono ritmicamente, sondando l’acqua sottostante alla ricerca di potenziali prede. Ciascun filamento urticante, negli esemplari adulti, può causare gravi ferite, anche all’ uomo. Per chi fa il bagno è difficile accorgersi dei sottili filamenti il cui impatto procura oltre al bruciore immediato, tachicardia, sudorazione e difficoltà respiratoria. In casi di allergia si rischia anche la morte. Il suo ultimo avvistamento nel mediterraneo risaliva a 10 anni fa. Oggi, la “caravella portoghese” incoraggiata dalle condizioni favorevoli offerte dal cambio climatico e dalla scomparsa di molti pesci, suoi nemici naturali, se dovesse trovarsi bene nel Mediterraneo, potrebbe installarsi e proliferare, creando non pochi problemi al turismo balneare. Con l’eccesso di pesca quindi abbiamo tolto dal mare i pesci e soprattutto le tartarughe marine che mangiavano le meduse. Ci troviamo dunque di fronte a una “presenza” che non viene più contenuta in modo naturale nella sua catena alimentare. Forse i ricercatori scientifici hanno trovato una specie particolare di corallo che potrebbe venirci in aiuto. Per adesso alcuni sommozzatori stanno monitorizzando il fenomeno e sembra proprio che una specie di corallo si nutra non solo di plancton ma anche di meduse. Ma il corallo è risaputo si muove pochissimo nel corso della sua vita e non si adatta facilmente a tutti i tipi di mare. Certamente ritrovarsela in acqua durante l’estate non sarebbe per niente piacevole anche perché “la caravella portoghese” è una medusa ingannatrice dal corpo è piccolo ma dai filamenti estremamente sottili, lunghissimi ed insidiosi che rendono difficile, se non addirittura impossibile per chi fa il bagno, accorgersi di un pericolo concentrato in pochi millimetri di membrana così distante dalla sua testa.

Ma c’è una buona notizia: le piogge abbondanti di questi ultimi anni stanno creando una barriera di acqua dolce e fredda generalmente poco gradita alle meduse e quindi anche alla Physalia phisalis.

Per ora, quindi, niente allarmismi o previsioni catastrofiche soprattutto in vista della la prossima stagione estiva. Ma per il prossimo futuro? Intelligenti pauca!

(Pancrazio “Ezio” Vinciguerra)

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