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    19 – 30 marzo 2014 “Maratona per i Marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dalla Madonna di Loreto al Vaticano

    Oggi 19 marzo 2014 è partita in perfetto orario alle ore 10.00, dalla piazza della Madonna di Loreto (Santuario della Santa Casa di Loreto), la maratona pro-Marò da Loreto a Roma (dal Papa). Da Loreto a Roma dal Papa per i marò prigionieri in India arriverà a Roma  a sostegno di Massimiliano La Torre e Salvatore Girone prigionieri in India. La manifestazione dovrebbe concludersi domenica 30 marzo p.v. in Vaticano al cospetto di Papa Francesco.
    Per ulteriori informazioni:
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=725706450782722&set=a.278676485485723.70220.278661802153858&type=1&theater

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    Rimosso anche a Castellammare di Stabia il banner dei due fucilieri di marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

    di Anmi Stabia

    Castellammare di Stabia, 26 ottobre 2013.
    Avendo notato, con enorme disappunto, che dalla facciata del palazzo comunale di Castellammare di Stabia, era stato tolto il banner di solidarietà ai Fucilieri del San Marco, il Presidente del Gruppo A.N.M.I. di Castellammare, ha trasmesso per conoscenza, al Sindaco avv. Nicola Cuomo, la missiva inviata dall’Ammiraglio Pagnottella – Presidente nazionale A.N.M.I. – al Sindaco di Roma che ha effettuato analoga rimozione.
    Si allega:
    – foto di palazzo Farenese con il banner di solidarietà ai Marò;
    – lettera invaiata al Sindaco di Castellammare;
    – missiva dell’Amm. Pagnottella al Sindaco di Roma.

    Il banner a Castellammare di Stabia esposto presso il Comune - www.lavocedelmarinaio.com
    Lettera anmi c.mare inviata al sindaco - www.lavocedelmarinaio.com
    Lettera di ANMIPRES al Sindaco di Roma

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    Massimiliano Latorre e Salvatore Girone …“Frà”

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra
    www.lavocedelmarinaio.com

    Benvenuti amici vecchi e nuovi. Marinai e non…Frà!
    Le nostre rotte si incrociano anche se provengono da diverse esperienze, da diversi passati, da diversi presenti e …chissà, forse, collaborando oggi, collaboreranno insieme nel futuro.
    Ma di questo non ci preoccupiamo, sappiamo che tutto si gioca nell’oggi, perché è ciò che oggi decidiamo che darà l’impronta a ciò che arriverà. Il vostro rilascio senza se e senza ma.
    Il rilascio immediato di due Frà  del Reggimento San Marco.
    Discutiamo di tanti aspetti della vita, alcuni condivisi, altri meno, ma che importa se non ci fosse un po’ di pepe non saremmo reali, ed invece mi piace pensare che siamo persone e non solo nik, link e profili non meglio identificati.
    Con molti ho stabilito contatti almeno telefonici, con altri ci siamo conosciuti, ma lo scopo di tutto questo è dare visibilità ad un mondo che in genere ci preferisce ignorare, non credo per cattiveria, ma perché questa nostra società ha stabilito dei modelli in cui non c’è posto per la malattia, l’handicap, l’anziano, il corpo sgraziato e perché no… i preconcetti su noi Militari.
    La nostra realtà non è fatta di grandi fratelli, né di isole dei famosi, e credo di poter affermare che nessun di noi baratterebbe il “giuramento” alla Patria per anteposti scopi personali.
    Questi siamo noi, i Frà, veri  sconosciuti, ma che tali non ci si sentiamo perché facciamo solo ciò che l’amore sconfinato per l’Italia ci suggerisce: Patria e Onore.
    Non siamo perfetti, ma nell’imperfezione siamo il ritratto stesso della bellezza, una bellezza che viene dal cuore, un cuore tutto tricolore.
    Frasi scontate?
    Non credo proprio, basta conoscere qualcuno di noi per rendersi conto di  storie di ordinario coraggio e di un mondo, quello militare, fatto di sentimenti, quelli più autentici.
    Noi siamo umili,  puri di anima, e la gente di buona volontà lo percepisce.
    Quelli come noi, che mettiamo la faccia in quello che facciamo, non abbiamo più paura.

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    20.5.2013, in ricordo di Sandro Macchia

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    In ricordo di Sandro Macchia e il paese della bussola rotta

    Più di sette anni  fa e più esattamente il 29 gennaio 2013, Sandro Macchia ex parà, ex guardia del corpo di Berlusconi, ex Italiano stanco della vita…
    Mi scrisse:
    Alla luce dei recenti fatti, dove i due fratelli Massimiliano Latorre e Salvatore Girone rischiano la pena di morte perché da indiscrezioni giornalistiche la magistratura indiana li processerà per terrorismo, riporto quello che mi scrisse nell’epilogo di un suo articolo dal titolo significativo
    Tutto tace perché siamo il paese della bussola rotta” (*):
    “In questa commedia di Bollywood, dove non ci gongoliamo dalla gioia, emerge un cavillo legale, doloroso come un nervo scoperto, vuoi vedere che ora le accuse sono quelle di ingresso armato in territorio indiano in quanto imbarcati come ospiti e non come equipaggio?
    Allora si che l’India ha giurisdizione e noi continueremo ad essere il paese dalla “Bussola Rotta” forse a causa dell’angolazione tra il Nord Magnetico ed il Nord Bussola dovuto alle deviazioni subite dalla bussola magnetica di bordo a causa del campo magnetico generato dai materiali ferrosi di bordo.
    FINE DEL FILM.”

    Sandro-Macchia-e-il-suo-immenso-mare-di-Otranto-www.lavocedelmarinaio.com_

    Aggiungo:
    “Io ti dico che l’uomo è uomo quando non è testardo. Quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa.
    Quando riconosce un errore commesso se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze, e non cerca scuse. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura.” Eduardo De Filippo

    (*) https://www.lavocedelmarinaio.com/2013/01/tutto-tace/

    Adesso riposa in pace Sandro e perdonali.
    https://www.lavocedelmarinaio.com/2013/06/dalla-parte-del-cuore/

    “È approssimativo il condannare a prescindere, o assolvere a prescindere:
    la differenza tra aver sparato e ucciso i pescatori è enorme:

    1- i militari Italiani hanno sempre dichiarato di aver aperto il fuoco su di una imbarcazione sospetta, e sparato a scopo intimidatorio 20 colpi circa, a debita distanza dal peschereccio.
    Dai rilievi radar e GPS, l’attivazione del codice ROSSO che deve esser trasmessa al COI “ centro operativo interforze” vi sono diverse ore di discordanza e diverse differenze in miglia nautiche con diversa posizione geografica. Discordanza confermata dal comandante della nave mercantile.
    L’ingaggio a fuoco ( da sempre dichiarato dal personale militare Italiano) con una barca di ”pirati” non risulta esser la stessa imbarcazione, sia per colori che per forma del natante.

    2- I testimoni (pescatori) a bordo del peschereccio St. Antony hanno dichiarato che sono stati oggetto di fuoco da una nave rossa e nera, (tutte le navi cargo sono rosse e nere) con fuoco intenso e prolungato per alcuni minuti, oltre i due minuti.

    3- Le autorità indiane hanno accertato che mancano 20 colpi circa ( questi da sempre dichiarati dai militari di averli sparati a scopo intimidatorio verso un peschereccio sospetto in posizione GPS diversa) 

    NOTARE che a raffiche brevi 20 colpi si esauriscono in poche decine di secondi, non in diversi minuti, oltre i due come da testimonianze dei pescatori a bordo della S.A. 

    le perizie parlano di calibro diverso da quello in dotazione alla NATO ossia 5,56 x 45, i proiettili periziati parlano di calibro simile al 7,62 calibro impiegato anche dall’esercito Indiano, e dalle forze armate dello Sri Lanka.

    NOTA:
    Tra le due nazioni vi sono stati 530 morti, I PESCATORI Indiani vanno abitualmente a pescare tonni nello stretto di Palk. E il peschereccio St. Antony, qualora fosse stato nelle vicinanze della Enrica L. era in una area dove non vi è nessuna zona pescosa, per esser più chiari a 25/30 miglia nautiche in oceano aperto con fondali dai 700 ai 1.150 mt di profondità, la pescosità è vicina allo zero. la mappa degli scontri della guardia costiera dello Sri Lanka già dal 2006 con centinaia di vittime sono attribuiti tutti a scontri armati con i separatisti Tamil (LTTE) scontri che avvengono praticamente tutti sulla linea di confine fra le acque territoriali dello Sri Lanka e quelle Indiane per la difesa delle loro aree di pesca.
    Il Prof. Sasikala dichiara dall’autopsia sono stati periziati proietti “circonferenza 24mm” e “lunghezza 31mm”.
    Posto che un proiettile che colpisce un bersaglio si può solo accorciare e non allungare, per ovvi principi della fisica, risulta evidente che l’unico compatibile col referto dell’autopsia è proprio il 7,62x54R sparato dalla mitragliatrice PK. Non in dotazione all’esercito Italiano. La dichiarazione di compatibilità: si può dire compatibile un proietto che ha caratteristiche simili a proietti prodotti e distribuiti nel mondo con numeri di oltre un miliardo di pezzi nell’anno di produzione e distribuzione alle forze armate di tutto il mondo, quindi la compatibilità non è risultanza di prova certa.
    Lasciando aperto il diritto di giustizia e di processo per accertare il vero, comunque non di competenza indiana, gli stessi indiani hanno:
    arrestato dei militari su di una nave battente bandiera tricolore (similmente è come se li avessero arrestati a Milano in piazza del Duomo)

    approssimato perizie, prove, e testimonianze*.
    Sbadatamente affondato il peschereccio, smarrito le armi, cremato i corpi dei pescatori.

    *depositato perizie con diciture non attinenti alla balistica forense e imprecise, per non dire molto approssimative le testimonianze dei pescatori a bordo, sono state ritrattate e corrette con una cadenza precisa in funzione dello stato di avanzamento degli atti depositati dalla difesa alla corte del Kerala, cosa che lascia un enorme dubbio di plagio!

    Altresì come da protocollo militare durante il codice ROSSO, e ingaggio a fuoco i team a bordo devono trasmettere via IRIDIUM sia l’attivazione del codice che le video immagini dell’ingaggio a fuoco al COI (centro operativo interforze). Qualora il team a bordo abbia rispettato gli ordini e quindi le procedure del protocollo ”esistono” le prove video e fotografiche della sparatoria. Particolare mai dichiarato dal Ministero della difesa Italiano probabilmente classificato “ SEGRETO ” i dati foto/video trasmessi al COI, contengono posizione GPS, data, ora. Dati che risolverebbero il caso in pochi secondi qualora regolarmente trasmessi, ricevuti, e archiviati.
    Che si lasci alla magistratura competente far luce al caso, e che sia fatta giustizia in caso di errore dei militari, ma nel rispetto di trattati internazionali la magistratura competente è quella Italiana.
    Senza nulla togliere alle importanti vicende di altri connazionali arrestati per presunti reati dove purtroppo non vi sono molti spazi di azione del MAE per riportarli rapidamente a casa, il file dei militari ha regole chiare e precise. Per gli altri casi si attende l’applicazione del trattato bilaterale di interscambio, trattato sottoscritto dal Ministro Terzi, firmato dal Presidente della Repubblica nell’estate del 2012.
    Tutti desideriamo il rispetto delle leggi per dar giustizia a “vittime” italiane arrestate da nazioni “democratiche” è per questo che si deve partire principio del rispetto delle leggi internazionali esistenti.
    Con assoluta certezza non sta a me scagionare i militari, ma non sta in mano a chi scrive assassini solo perché mantiene posizione antimilitariste, per chi vuole GIUSTIZIA questa deve essere applicata in modo chiaro e paritetico, a tutti, la giustizia va applicata con modalità chiara e trasparente.
    E si deve applicare a connazionali civili, …. E la si applica a militari in divisa Italiana”
    Sandro Macchia, commento del Novembre 2012.

    …e dopo si suicidò gettandosi da una rampa di scale…..dicono!!!

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    19.4.2013, ricordando Albino Deidda

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Il 19 aprile del 2013, il Sergente nuotatore paracadutista Albino Deidda, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, mollava l’ancora e salpava per l’ultima missione. Fino all’ultimo respiro il suo pensiero fisso è stato per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
    Rendiamo a Lui gli onori come si conviene e come gli compete.

    “IO, ALBINO DEIDDA, NUOTATORE PARACADUTISTA GUASTATORE, APPARTENENTE ALLA DECIMA MAS, 91enne SI MA NON RINCOGLIONITO, M.B.V.M., DICO A VOI FRATELLI PRIGIONIERI IN INDIA, NON MOLLATE MAI CHE TANTO PIU’ BUIO DI MEZZANOTTE NON VIENE. SE AVESSI 50 ANNI DI MENO AVREI TROVATO ALTRI FRATELLI NUOTATORI PARACADUTISTI PER RIPORTARVI A CASA CON O SENZA CONSENSO ALCUNO”.