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    Marconi e il Titanic

    di Marino Miccoli

    Con piacere ho accolto l’invito dello stimato Manuel Muttarini (Gold Associate Member della prestigiosa Titanic Historical Society) (*) a scrivere un breve articolo che trattasse di quelle che furono le reazioni e le opinioni espresse dal grande scienziato italiano inventore del telegrafo senza fili Guglielmo Marconi in occasione del drammatico affondamento del transatlantico Titanic avvenuto la notte del 14 aprile 1912.

    Occorre premettere che è stata l’apprezzata professionalità di uno stenografo a far sì che il trentottenne Guglielmo Marconi non si trovasse sul transatlantico Titanic il giorno del suo affondamento. Egli con la moglie era stato invitato dalla White Star Line a partecipare al viaggio inaugurale di quella meravigliosa quanto tristemente famosa nave ma egli, a causa delle numerose pratiche cartacee da sbrigare e della sua conoscenza dell’abile e svelto stenografo che prestava servizio sul Lusitania, preferì imbarcarsi tre giorni prima su quest’ultimo transatlantico per raggiungere New York.
    Apprese della grande sciagura quando, sbarcato negli Stati Uniti, seppe che a Cape Race (una località situata in Terranova, sulla costa atlantica del Canada, vicino alle rotte transatlantiche) era stato captato un radiomessaggio che lasciava supporre essere avvenuto un grave disastro in mare.
    Quando il Carpathia attraccò al molo 54 di New York carico dei naufraghi del Titanic, Marconi si recò subito dai radiotelegrafisti per apprendere direttamente da loro quello che era successo. Parlò con Thomas Cottam del Carpathia e con Harold Bride marconista in seconda del Titanic (il primo marconista J. G. Phillips era perito nel naufragio). Si fece un’idea di quello che era avvenuto e da subito sentì di dover intervenire in favore dei marconisti che erano stati ingiustamente criticati, soprattutto difese l’operato di Phillips, il giovane che guadagnava 30 dollari al mese e che era voluto rimanere stoicamente al suo posto, nonostante il Comandante del Titanic lo avesse dispensato da ogni responsabilità.
    Sebbene Guglielmo Marconi fosse fiero del comportamento dei marconisti, era però amareggiato perchè convinto che si sarebbero potute salvare molte più vite. In particolare, leggendo il libro che la signora Degna Marconi Paresce (figlia del grande scienziato italiano) ha pubblicato alcuni anni addietro veniamo a conoscenza che egli affermò: “Certe navi non poterono ricevere la richiesta d’aiuto del Titanic perché stavano ricevendo il bollettino delle ultime notizie da Cape Cod. Se a bordo ci fossero sempre due marconisti, uno avrebbe potuto badare al notiziario e l’altro avrebbe dovuto stare all’ascolto di eventuali segnali di pericolo, senza con questo interferire sui messaggi a lunga distanza”.

    In seguito l’attenzione di Marconi si concentrò sull’opportunità di dotare le scialuppe di salvataggio di un apparecchio rice-trasmittente di facile uso, affinché anche un uomo profano in materia potesse azionarle; finalmente nel 1926 una lancia così attrezzata del Royal National Lifeboat Institution riuscì a comunicare con una base a terra distante 185 miglia.
    In merito al fatto che il Carpathia aveva ritrovato i naufraghi del Titanic a notevole distanza dalla posizione originariamente segnalata (a ben 34 miglia di distanza…) egli sostenne la necessità di istituire dei radio-fari sulle coste dell’oceano, in modo tale da impedire errori di localizzazione di tale gravità che poi nei fatti si traducevano in un elevato numero di vite umane perdute.
    Egli evidenziò inoltre la necessità di dotare le grandi navi di linea di stazioni rice-trasmittenti più potenti, che fossero così in grado di collegarsi con entrambe le rive dell’oceano.
    L’illustre scienziato italiano fu senz’altro gratificato allorquando i superstiti dell’affondamento si recarono in massa da lui in albergo per manifestargli tutta la loro gratitudine e riconoscenza per la sua invenzione; durante quella commovente visita gli donarono una medaglia d’oro su cui era raffigurato Apollo, il nume profetico e splendente della sua bellezza. Guglielmo Marconi li ringraziò commosso.
    Anche noi siamo e dobbiamo essere grati al grande scienziato italiano perché nella storia recente dell’umanità la sua invenzione è stata di importanza capitale per la salvezza di un numero incalcolabile di vite umane. Consideriamo ciò un motivo di orgoglio in più per noi di essere Italiani.

    Transatlantico fotografato a Napoli, dalla coperta del Regio Esploratore Alvise da Mosto, sullo sfondo appare il Vesuvio al tramonto (foto d’epoca degli anni ’30)

    (*) 
    Cari Ezio e Marino,
    Vorrei che prima di questo splendido saggio aggiungeste questo pezzettino dedicato a voi.
    Ho conosciuto Ezio Vinciguerra qualche anno fa. Chiedendogli umilmente uno scambio di Link. Ho trovato ben altro di un sito. Una persona vera, sincera e amichevole. Ho cominciato a postare per tutti voi le mie ricerche. Mi avete dato la forza di continuare. Ogni parola scritta sul mio sito, è stata scritta su un’iphone e spedita al mio webmaster Stefano a cui devo molto. Molte notti con ore piccole, molte foto di persone scomparse, molte note della mia armonica dedicate a quella sciagura da sempre mi danno la forza di approfondire in modo semplice..Qualche Domenica fa, il signor Miccoli, con la sua gentilezza e cultura mi ha informato di una vicenda che non conoscevo cosi bene. Cosi l’articolo che leggerete tra breve sarà sul mio sito con una dedica al signor Miccoli a cui devo molto. Caro Marino spero di ricevere ancora suoi articoli e le stringo la mano per avermi illuminato con il suo sapere.

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    Certe volte gli amici …


    CERTE VOLTE
    Certe volte
    si scrive
    per il puro bisogno di scrivere
    e per null’altro.
    Certe volte
    le qualità insite in ognuno di noi
    si attirano le inimicizie.
    Certe volte la paura
    non risiede nello straordinario
    ma nella vita di tutti i giorni.
    Certe volte serve solamente
    la consapevolezza e la certezza
    di essere e non di apparire.
    Pancrazio”Ezio” Vinciguerra

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    Giuseppe Puglionisi (5.3.1922 – 11.5.1988)

    di Savatore Puglionisi

    (5.3.1922 – 11.5.1988)

    … riceviamo e con infinito orgoglio e commozione pubblichiamo.

    Pancrazio carissimo, questo è mio padre Giuseppe, nato il 5.3.1922 e deceduto il 11.5.1988.

    È stato prigioniero in Libia durante la Seconda Guerra Mondiale, prima degli Inglesi e poi degli Americani come si vede in queste foto storiche.

    Non si sottrasse mai ai doveri di militare e si distinse per coraggio ed umanità. Fu decorato di “ Croce al Merito di Guerra” e fregiato dei riconoscimenti delle Campagne di Guerra a cui partecipò nella Seconda Guerra mondiale.

    Finita la guerra, scampato alla morte, egli fu fra quei fortunati che ritornarono a casa con il primordiale desiderio di mettere su famiglia e diventare un padre esemplare.
    Non dimenticò mai però quelle dolorose vicende vissute in quegli interminabili lunghi anni di guerra, tanto da raccontarcele dettagliatamente ed io conservo di lui un affettuoso ricordo.
    Oggi pagherei chissà quanto per riparlargli almeno per un minuto. Quante cose avrei da dirgli, e quante cose ancora da chiedergli. Qualunque cosa io faccia, non potrò ringraziarlo mai abbastanza per tutto ciò che ci ha dato in valori ed insegnamenti.

    Sono convinto che un giorno lo rincontrerò ed allora sarò fiero di imbarcarmi con lui, agli ordini del Grande ed Eterno Comandante, per navigare insieme nei mari sconfinati e tranquilli dell’Eternità.
    Ciao Pancrazio, un grande abbraccio, sei sempre un grande e caro amico.

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    Il senso della vita è la solidarietà

    di Leo Gullotta

    Odio gli spigoli e gli angoli. Preferisco le forme rotonde…
    Anche nelle persone amo la rotondità, nell’essere, nell’agire nel dare…

    “Fate scendere questi diritti giù, sin nel profondo del vostro cuore, fino a quando essi non diventino intima parte di voi…
    Non lasciatevi mai abbattere da ciò che, ogni giorno, provi ad offendere la vostra intelligenza, la vostra sensibilità e la vostra umanità, ma, al contrario, combattete, con tutte le vostre forze, ogni tentativo di negazione di tali diritti ed ogni subdolo sforzo di chi ve li voglia far apparire necessariamente subordinati all’applicazione di logiche di compromesso.
    Siate sempre solidali con tutti coloro che vi circondano e sappiate prendervi cura del vostro cuore come fate del vostro corpo sino a quando non sarete in grado di stupirvi per tutto ciò che la vita vi regala ogni giorno…
    Ricordate sempre che aiutare chi vi sta accanto significa aiutare soprattutto voi stessi e il vostro futuro!”.

    …E’ il 9 di gennaio del 1946. Sono le 13, credo, e sto venendo al mondo. E’ incredibile! Sentite cosa dico:
    LEO: Uhheeeeeeeeeeeeeeeee!!!
    E’ la prima battuta della mia vita. E chissà se fa ridere…
    E’ l’inizio di una sceneggiatura? Si certo, ma è soprattutto l’inizio di una vita semplice, normale, uguale a mille altre.
    Ma nel 1946 accaddero altre cose, ben più significative della nascita di tanti e tanti bambini come me…

    http://www.leogullotta.it

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    Daniele Perico (22.9.1919, Ponte San Pietro (BG) – 27.11.1942)

    di Gaetano Magenta

    (22.9.1919, Ponte San Pietro (BG) – 27.11.1942)

    ricevemmo e riproponiamo nella certezza che il nostro apporto di ricerca alla Banca della Memoria, per non dimenticare il sacrificio dei nostri predecessori, sia apprezzato dai lettori di buona volontà.

    25 gennaio 2018,
    Carissimo Ezio,
    stiamo cercando un Marinaio della seconda guerra mondiale nativo di Ponte San Pietro (BG).
    Da ricerche effettuate conosciamo due nomi ma non sappiamo chi dei due è Marinaio e quindi chi è il nostro “ricercato”:
    – PERICO DANIELE N. 22/09/1919 MORTO 27/11/1942;
    – PERICO LODOVICO N. 14/101920 MORTO 04/03/1944.
    Alla luce di questo, ti chiedo se è possibile sapere chi dei due è il Marinaio? Su che nave era imbarcato e ogni altra notizia che tu riusciresti a reperire.
    Ti sono grato solo per il tuo tempo che vorrai dedicarci e ti abbraccio
    Magenta Gaetano

    26 gennaio 2018
    Buongiorno Magenta carissimo,
    sono in grado di dare delle risposte al tuo/vostro quesito.
    Mi occorre sapere quanto segue:
    – se avete da mandarmi qualche foto in vostro possesso di Perico Daniele e Perico Lodovico per un eventuale articolo sulla banca della memoria de lavocedelmarinaio.com;
    – in che rapporti siete con il Comune citato perché anche in questo caso potrei far scaturire un eventuale articolo citando i caduti. Quanto precede per un eventuale cerimonia di A.N.M.I. Bergamo a cui penso tu sei un associato.
    In attesa di risposta e materiale ricevi un abbraccio grande come il mare.

    26 gennaio 2018
    Carissimo Ezio,
    sono stato dal 2009 al 2014 il Presidente del Gruppo A.N.M.I. di Bergamo  MOVM “Ugo Botti”.
    Ieri  il Presidente del Gruppo di Ponte S. Pietro mi ha chiesto di fare delle ricerche in merito ad un certo “PERICO” di Ponte S. Pietro senza dirmi altro perché altro non conoscevano. Dopo una breve ricerca da me effettuata su un data base del Ministero della Difesa sono riuscito ad avere quei due nominativi ma non conoscevano il grado e la specialità se Esercito o Marina.
    Non abbiamo altro materiale neanche fotografico ed il Comune è in difficoltà per reperire altro.
    Ora veniamo allo scopo.
    Il gruppo di Ponte S. Pietro ha in fase di ultimazione la costruzione di un monumento che sarà inaugurato il 15/04/2018. Il Gruppo sta stilando un giornalino per l’occasione con i nominativi e le storie dei marinai del Paesino e l’unico “ignoto” è appunto questo Perico.
    Spero di essere stato chiaro. Se tu avessi del materiale in più te ne saremmo veramente grati.
    Ti abbraccio
    Magenta Gaetano

    Egregio Magenta, ti rispondo con qualche notizia in più.
    1 – SECONDA GUERRA MONDIALE
    I Marinai deceduti di Ponte San Pietro sull’Albo d’Oro della Marina risultano i seguenti 2:

    Marò Specialista del Tiro Perico Daniele nato il 22/9/1919 a Ponte San Pietro (BG)
    Imbarcato sulla regia nave Crispi è deceduto il 27/11/1942 durante un bombardamento da parte di aerei britannici durante una attività di scorta in Egeo. Non è disperso per cui dovrebbe essere seppellito o nel cimitero di Ponte San Pietro o da altra parte. Notizie dettagliate sul Cacciatorpediniere Crispi possono essere lette al seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Crispi_(cacciatorpediniere)

    Secondo Capo Cannoniere Rota Colombo nato il 11/6/1908 a Ponte San Pietro (BG)
    Non è chiaro purtroppo se era imbarcato sulla regia nave Pola o era destinato a terra a Pola (Istria) – probabilmente quest’ultima – deceduto in prigionia in Germania il 09/9/1944. Forse la salma è rientrata in Italia.

    Inoltre posso dare notizie su questi altri due caduti di Ponte San Pietro:
    Soldato Cavalli Alberto, nato il 20 settembre 1914 a Ponte San Pietro (BG)
    Figlio di fu Pietro e Consonni Teresa – matricola 1726 – deceduto a Danzig/Danzica (voivodato di Pomerania) il 26 gennaio 1945 – sepolto a Bieleny/Varsavia (Polonia) – Cimitero Militare Italiano d’Onore – posizione tombale: ossario di sinistra – fila 4 – tomba 59.
    Soldato Perico Lodovico, nato il 14 ottobre 1920 a Ponte San Pietro (BG)
    Internato nello Stammlager III b – matricola 300677 – deceduto a Salchendorf/Siegen (nord Reno-Westfalia) il 4 marzo 1944 alle ore 11.00 / presso il Kommando 3064 – causa della morte: polmonite e flebite – sepolto l’8 marzo 1944 nel cimitero di Salchendorf – riesumato e traslato a Francoforte sul Meno (Germania) – Cimitero Militare Italiano d’Onore – posizione tombale: riquadro o – fila 11 – tomba 22.

    2 – GRANDE GUERRA
    N.B. Può darsi che sul monumento ai Caduti siano riportati nominativi di Caduti che erano residenti a Ponte San Pietro ma non vi erano nati oppure, viceversa, non sono riportati nominativi di Caduti nati a Ponte San Pietro ma residenti in altri comuni. Gli Albi d’Oro sono stati compilati per Comune di nascita.

    3 – VARIE
    Risulta concessa la sotto notata medaglia, nel 1938, al Maresciallo che comandava la Stazione Carabinieri.
    Maresciallo Capo Di Pietro Giorgio
    Medaglia d’Argento al Valor Militare
    Motivazione:
    “Comandante stazione distaccata, unitamente a militare dipendente inseguiva due rapinatori armati di fucile a canne mozze che affrontava con determinazione e sprezzo del pericolo in conflitto a fuoco nel corso del quale rimaneva mortalmente ferito. Luminoso esempio di elevate virtù morali e di dedizione al dovere, testimoniato con l’olocausto della vita.” Ponte San Pietro (Bergamo), 14.06.1938.
    Un abbraccio grande come il mare e grande come il cuore solidale dei Marinai di una volta, i Marinai per sempre di Bergamo e dintorni.
    P.s. Siamo a vostra disposizione per ogni eventuale conferenza “a tema” da effettuarsi il 14 aprile p.v. a Ponte San Pietro.