• Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    10.7.1911, entra in servizio regia nave 2 PN

    di Carlo Di Nitto

    …c’erano una volta in Italia arsenali che costruivano navi, e adesso?

    Questa torpediniera, seconda della classe PN – 1^ serie (39 unità), dislocava 140 tonnellate a pieno carico e raggiungeva la velocità di 27 nodi. Era stata realizzata su un progetto elaborato dai cantieri Pattison di Napoli.
    La sigla stava ad indicare il cantiere di costruzione e la località, quando nella loro realizzazione furono impegnati altri cantieri:

     

    – “PN” : Pattison, Napoli da 1 a 12 e da 33 a 38;

    – “OS” : Odero, Sestri da 13 a 24:

    – “AS” : Ansaldo, Sestri da 25 a 32;

    – “RM”: Regio Arsenale di La Spezia la n° 39.

    La “2 PN” era stata varata il 3 febbraio 1911 ed era entrata in servizio il 10 luglio 1911.
    Nel 1912, facendo base a Taranto, fu adibita a nave ammiraglia dipartimentale. Durante la grande Guerra, fu molto attiva per vigilanze costiere e collegamenti con l’Albania.
    Il 5 novembre 1918 fece parte della Squadra Navale che operò per l’occupazione della piazzaforte ex austroungarica di Pola.
    Alla fine del conflitto fu destinata nelle acque istriane e dalmate per servizio di dragaggio.
    Rimasta in riserva dal dicembre 1920 al gennaio 1923, fece base alternativamente fra Brindisi e Saseno fino alla metà del 1927 quando, rimorchiata a Taranto, rimase inattiva in attesa della radiazione, avvenuta il 1° luglio 1929.
    Va evidenziato che sulle prime due unità realizzate (“1 PN” e “2 PN”), gli equipaggi imbarcarono subito dopo il varo per poter seguire l’allestimento e formare un nucleo di istruttori per le numerose, successive, unità gemelle ordinate dalla Regia Marina Italiana.

    Le torpediniere “PN” sono considerate le migliori torpediniere “costiere” mai realizzate dalla Regia Marina Italiana. Furono delle buone unità sotto molto aspetti,come dimostrato dal grande numero di unità costruite (71 unità suddivise in tre serie).

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Un mare di amici

    10.7.2014, ricordando Leonardo Mele

    I Frà del Corso 83 SAL/Fr

    Ciao Leo,  è il sesto anniversario della tua scomparsa.
    Perderti è stato il dolore più atroce della nostra vita, come se le tenebre ci avessero inghiottito.
    Ti ricordiamo come con dignità e orgoglio indossavi la divisa, il tuo sorriso, la tua leggerezza di amare la vita, l’essere amico presente con tutti.
    Un fiume ti ha spazzato via e ti ha depositato nei flutti dell’immenso mare dell’Altissimo.
    Ora sei tra gli angeli del Paradiso, lì perché il Signore Dio nostro accoglie i buoni e tu sei stato buono.
    Guardaci e guidaci dall’alto dei cieli, proteggi da ogni male la tua famiglia e le famiglie dei marinai e tutti coloro che nella Gerusalemme terrena ti hanno amato.
    Riposa in pace.

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    10.7.1901, Acton Emerich Rugero

    di Francesco Carriglio
    www.augusta-framacamo.net 

    (Napoli, 16.8.1834 – Napoli, 10.7.1901)

    Acton Emerich, appartenente ad una antica e nobile famiglia originaria d’Inghilterra e di cui un ramo crasi trapiantato “nel Regno delle Due Sicilie, era nato il 16 agosto 1834 dal barone Carlo Acton, Brigadiere Generale nella marina delle Due Sicilie e Consultore’ di Stato, e da Zoé dei conti Guigues d’Albon, nobile dama francese. Educato come i suoi fratelli, viceammiragli Ferdinando e Guglielmo Acton, nel Collegio di Lucca, entrò poi nel Collegio di Marina a Napoli. Guardiamarina nel 1851, alfiere di vascello nel 1855, tenente di vascello nel 1859, capitano di fregata nel 1866, capitano di vascello nel 1875, contrammiraglio nel 1885, vice ammiraglio nel 1891. Fu comandante dello corazzate «Re di Portogallo » e « Messina », della fregata « Italia », delle corazzate « Palestre » e « Principe Amedeo » e primo comandante della corazzata « Dandolo » che, ai suoi tempi, rappresentava una delle unità più potenti della nostra marina. Abilissimo marinaio e conoscitore dell’arte navale. Da ammiraglio fu comandante degli arsenali di Venezia e di Napoli, e da vice ammiraglio fu per lungo tempo comandante della piazza navale di Maddalena, nostro baluardo occidentale e base di operazione della flotta in quel tempo. Da contrammiraglio comandò la divisione della squadra permanente e poi la divisione navale del Levante. Era uomo di grande sangue freddo e di coraggio indomito e lo provano gli atti di valore compiuti nella sua carriera. Dal Governo di Napoli ebbe la Croce di Grazia di S. Giorgio per essersi, distinto – nell’azione di Catania contro i ribelli. Nel 19 maggio 1861 ebbe la Croce di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Nella guerra del 1866 era comandante in 2° della corazzata « Re di Portogallo » (comandante Capitano di Vascello Riboty) allorché nella battaglia di Lissa ebbe l’abbordo col vascello austriaco « Il Kaiser », e prese parte al bombardamento dei forti di San Giorgio. In tale occasione egli venne insignito della decorazione di ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia con la seguente motivazione: « Per le prove costanti di valore date nelle fazioni del 18 e 19 luglio 1866 contro le batterie che difendevano l’entrata del porto di S. Giorgio e per il fatto d’armi del 20 luglio contro la squadra austriaca nel quale, ferito nel capo, continuò a restare al suo posto (Regio decreto 15 Agosto 1867) ». In occasione dei moti sediziosi di Palermo dei giorni 19, 20, 21 settembre 1866 assunse il comando delle forze da sbarco della squadra. Conferitagli la medaglia d’oro al valer militare con R. decreto del 15 agosto 1867. Per essersi distinto nelle repressioni dei moti sediziosi di Palermo, 19, 20 e 21 settembre 1860. Il rapporto del generale Angioletti Gazzetta Ufficiale del Regno, 20 settembre 1866 così riferisce il fatto; « L’assalto condotto con intelligenza, eseguito con bravura, riuscì dovunque a malgrado di una feroce resistenza. Il comandante Acton coi suoi di marina oltrepassava il limite assegnategli e si spingeva in direzione di Porta Carini, ove conquistava l’una dopo l’altra due barricate difese con grande accanimento ». L’ammiraglio Riboty, comandante la squadra di Palermo, così riferisce: « Il comandante Acton erasi dimostrato buon capitano, soldato intrepide, e il generale Angioletti lo poneva nella sua relazione ufficiale fra i tre i quali ebbero occasione di maggiormente, distinguersi. per intelligenza e per il disprezzo di ogni fatica e pericolo. Degno — dopo di lui — di memoria il tenente di vascello Grandville che fu tra i primi all’assalto delle barricate a Porta Carini e della strada maestra del Capo e che ferito gravemente restò alla testa della sua compagnia animandola con le grida di Viva il Re, Viva l’Italia ». Il vice ammiraglio Acton morì a Napoli il 10.7.1901 e, come decorato di medaglia d’oro, la sua spada e decorazioni sono conservate alla Regia Accademia Navale di Livorno.

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni

    10.7.1938, Salvatore Amato

    di Antonio Cimmino

    (Castellammare di Stabia 10.7.1938 – 4.8.2018)

    Salvatore Amato, di Vincenzo e di Concetta Sansone, nasce a Castellammare di Stabia (NA) il 10 luglio 1938. Ha prestato servizio presso il 3° Gruppo Dragamine Napoli-Castellammare di Stabia dal 22.12.1960 al 31.7.1962 (matricola 02405/R).

    E’ salpato per l’ultima missione il 4.8.2018.

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    Francesco Fasino (Boscoreale, 10.7.1912 – Mare, 13.12.1942)

    di Antonio Cimmino

    (Boscoreale 10.7.1912 – Disperso in mare 13.12.1942)

    …e il regio sommergibile Corallo

    Il capo silurista di 3^ classe Francesco Fasino nasce a Boscoreale il 10 luglio 1912. Era imbarcato su regio sommergibile Corallo.
    Nella notte del 13 dicembre 1942, a circa quattordici miglia da Bougie, il sommergibile fu individuato da da quattro fregate inglesi che lo colpirono con le artiglierie mentre cercava di immergersi.

    Al termine dello scontro il regio sommergibile Corallo fu speronato dalla fregata Enchantress (che a sua volta si procurò gravi danni) e affondò assieme all’intero equipaggio tra cui il comandante Tenente di vascello Guido Guidi, 5 altri ufficiali e 43 fra sottufficiali e marinai.