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    Quel gesto dei militari di portarsi la mano alla fronte in saluto alla Bandiera

    di Enzo Arena (*)

    Quel gesto di portarsi la mano alla fronte per salutare militarmente la bandiera ogni volta che salivo o scendevo la passerella della Nave o Sommergibile dove ero imbarcato, poteva sembrare un gesto tanto abituale ed istintivo che veniva fatto meccanicamente. Invece no!
    Quel gesto che ripetevo anche decine di volte in un solo giorno, era un gesto che sentivo dentro, era un gesto che mi dava il piacere di essere ossequioso nei confronti di un simbolo così grande che riusciva a darmi orgoglio.
 Mi soffermavo spesso a guardare con piacere anche tutti i colleghi che, come me, compivano quel gesto con amore e rispetto.
    Al suono del fischio che accompagnava “l’alza o l’ammaina bandiera” interrompevo qualsiasi cosa stessi facendo e, a capo scoperto, sull’attenti e con lo sguardo fisso sulla bandiera che lentamente saliva o scendeva lungo l’asta, seguivo con i brividi, così come facevano tutti i colleghi.
    Solo dopo che la bandiera aveva concluso il suo percorso ed il fischio o la tromba lo avevano segnalato, riprendeva il normale scorrere della vita nel nostro mondo.
    Grande il potere di quel simbolo! Per qualche minuto, tutti i giorni, alle otto del mattino ed al tramonto, la bandiera fermava lo scorrere della vita.

    Il saluto alla Bandiera (Enzo Arena)

    Ti salutavo cento volte al giorno
    mentre salivo o scendevo passerella.
    Guardavo in alto e tu sempre presente.
    Io sull’attenti e tu sempre più bella.

    Eri il buongiorno, il buon vento,
    il “buon tutto” e… anche in mare,
    al tramonto con fischio e con onori:
    sere lontane e colme di preghiere.

    Il tuo lento salire lungo l’asta,
    il mio sentir la pelle accapponare.
    Cara bandiera, ti prego, resta in alto!
    Continua tanti cuori a far sperare!

    Ti vedo meno, ti vedo bistrattata.
    Ti vedo offesa, ferita e con stampella,
    Ma resta lì! Stai sempre a sventolare.
    Cara bandiera, sei sempre la più bella.

    (*) per conoscere gli altri scritti dell’autore, digita sul motore di ricerca del blog il suo nome e cognome.

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    Un nemico invisibile

    di Roberta Bais (*)

    (*) per conoscere meglio Roberta
    www.ammiraglia88.it
    www.mondovespucci.com

    UN NEMICO INVISIBILE
    13 marzo 2020 – Roberta Bais

    Un nemico sta girando
    e la gente sta inquietando.
    C’è maggiore allerta da ieri,
    lo attestano anche gli infermieri!

    Tutti uniti dobbiamo stare,
    il virus dobbiamo contrastare.
    Con rapidità si trasmette …
    ma noi mettiamolo alle strette!

    “Io sto a casa” è l’adagio
    per ridurre il contagio.
    Esci solo per la spesa
    eviterai la sua ascesa.

    Nessun bacio e nessun abbraccio!
    Tutti lontani almeno un braccio!
    Anche se la cosa non è spontanea
    pensa che, per fortuna, è temporanea!

    Goditi la vita, senza le quotidiane corse
    e nel fare la spesa modera le borse.
    Considera il tempo che hai riconquistato,
    pensa ai ritmi a cui eri abituato.

    Nota come le auto si sono ridotte,
    c’è un silenzio che pare l’una di notte!
    Certamente l’aria tornerà ad essere buona
    dopo le restrizioni legate al virus corona.

    Ora si sente anche lo scorrere del fiume
    e non è lui che ha alzato il volume!
    Meno rumori e più pace,
    e tutto ciò non dispiace!

    Apri la finestra, pensa in positivo,
    anche se il nemico appare aggressivo.
    Tutti uniti, con un buon libro sul divano,
    non avremo fatto “sacrifici” invano.

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    C’è una cosa che vorrei dire sull’amore (Fabio Longo)

    C’E’ UNA COSA CHE VORREI DIRE SULL’AMORE
    di Fabio Longo

    “L’amore è un sentimento strano. 
    C’è senza esistere, 
    si nutre di stati d’animo di ogni tipo,
    non segue vie logiche
    o prevedibili.
    A volte provoca dolore,
    lacrime e sofferenza.
    È un sentimento nobile
    perché immune da calcoli
    di convenienza economica o di altro tipo.
    È trasversale all’età,
    perché vive e cresce nel tempo.
    È uno dei pilastri del mondo
    anche se, a volte,
    sembra fragile e indifeso, anche
    se c’è se sempre una cosa…
    che vorrei dire sull’amore”.

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    8 marzo, per non dimenticare mai Giovanna Reggiani

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    – 8 MARZO FESTA DELLA DONNA –

    … a Giovanna Reggiani e a tutte le donne uccise dall’uomo e dal loro degrado.

    A te, donna, che a questa terra rabbuiata dall’odio doni una luce d’amore, che a un mondo di fiele doni il sapore della dolcezza; che a un mondo senz’anima doni il cuore e la speranza, che a questo mondo orribile doni la tua grazia e la tua bellezza, che ad un mondo morente doni la gioia della vita e della speranza, che nel dolore del parto doni la vita ed il sorriso di un bambino, che nella distruzione della società combatti per i figli e per l’unità della famiglia. 
    A te, donna, non a caso primo essere femminile creato da Dio, perché il mondo di allora, come quello di adesso, possa stupirsi e gioire della tua presenza.
    A te, donna, che sei l’espressione più bella, carezza d’amore e colomba di pace, nido di dolcezza e culla della vita.
    A te, donna. Grazie.