• Attualità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Poesie,  Recensioni,  Storia

    Fili di memoria (Giovanni Novelli)

    di Giovanni Novelli (*)
    in collaborazione con A.N.M.I. STABIA e www.liberoricercatore.it

    Tu non sai dove ti portano
    Forse vicino forse lontano
    Spiegate le vele del pensiero
    Tracci sull’onda il tuo sentiero

    Il vento capriccioso è tuo amico
    ed anche dispettoso tuo nemico
    La terra sembra solo un miraggio
    sempre la cerchi ad ampio raggio

    Sulle orme dei tuoi sentieri tortuosi
    incontri a volte anch’esseri mostruosi

    La melodia così ti appare dissonante
    vibra rimbomba il fragore rumoreggiante

    Ti specchi negli abissi del mare
    rifletti cose belle e cose amare
    Tu persa nel profondo dell’abisso
    nella chiara imago di un crocifisso

    La luce delle stelle ti accompagna
    Il sole ti illumina da una montagna

    Un gabbiano che vaga in lontananza
    un ramoscello portatore di speranza
    un tronco che la terra ti rimembra
    riporta il vigore alle tue membra.
    Incontri raramente altrui vascelli
    con cui puoi scambiare ramoscelli
    quella scintilla nel tuo cuore
    che può sedar ogni rumore

    avvolgere con fiamma contagiosa
    membra intinte di speranza briosa
    che cercano il tanto amato sposo
    e senza di lui mai trovan riposo.

    I fili sì confusi si intrecciano contorti
    e sembran in nessun dove disporti

    Ma nelle profondità del mare
    tu vedi cose belle e da amare
    e trovi la tua terra ed il tuo sale
    ritrovi te stessa lungi dal male.

    Il moto il mutamento tra i fili del tempo
    vivendo l’eterno presente al contempo
    sì vagando persa tra onde perigliose
    trovi dimenticate perle meravigliose.

    Lì eterno ed immutabile il suo amore
    sì vaghi ma lo porti sempre nel cuore.

    (*)  Diritti riservati.

    AIUTACI NELLA RICERCA DI FOTO FATTI  E QUANT’ALTRO SU QUESTO BLOG OPPURE SU: www.liberoricercatore.it

    Libero Cercatore - www.lavocedelmarinaio.com

  • Attualità,  Che cos'è la Marina Militare?,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Poesie,  Racconti,  Recensioni,  Storia

    Il saluto alla Bandiera

    di Enzo Arena

    Enzo-Arena-per-www.lavocedelmarinaio.com_1Quel gesto di portarsi la mano alla fronte per salutare militarmente la bandiera ogni volta che salivo o scendevo la passerella della Nave o Sommergibile dove ero imbarcato, poteva sembrare un gesto tanto abituale ed istintivo che veniva fatto meccanicamente. Invece no!
    Quel gesto che ripetevo anche decine di volte in un solo giorno, era un gesto che sentivo dentro, era un gesto che mi dava il piacere di essere ossequioso nei confronti di un simbolo così grande che riusciva a darmi orgoglio.
    Mi soffermavo spesso a guardare con piacere anche tutti i colleghi che, come me, compivano quel gesto con amore e rispetto.
    Al suono del fischio che accompagnava “l’alza o l’ammaina bandiera” interrompevo qualsiasi cosa stessi facendo e, a capo scoperto, sull’attenti e con lo sguardo fisso sulla bandiera che lentamente saliva o scendeva lungo l’asta, seguivo con i brividi, così come facevano tutti i colleghi.
    Solo dopo che la bandiera aveva concluso il suo percorso ed il fischio o la tromba lo avevano segnalato, riprendeva il normale scorrere della vita nel nostro mondo.
    Grande il potere di quel simbolo! Per qualche minuto, tutti i giorni, alle otto del mattino ed al tramonto, la bandiera fermava lo scorrere della vita.

    Il saluto militare

    Il saluto alla Bandiera (Enzo Arena)

    Ti salutavo cento volte al giorno
    mentre salivo o scendevo passerella.
    Guardavo in alto e tu sempre presente.
    Io sull’attenti e tu sempre più bella.

    Eri il buongiorno, il buon vento,
    il “buon tutto” e… anche in mare,
    al tramonto con fischio e con onori:
    sere lontane e colme di preghiere.

    Il tuo lento salire lungo l’asta,
    il mio sentir la pelle accapponare.
    Cara bandiera, ti prego, resta in alto!
    Continua tanti cuori a far sperare!

    Ti vedo meno, ti vedo bistrattata.
    Ti vedo offesa, ferita e con stampella,
    Ma resta lì! Stai sempre a sventolare.
    Cara bandiera, sei sempre la più bella!

  • Attualità,  Che cos'è la Marina Militare?,  Emigrante di poppa,  Marinai,  Marinai di una volta,  Poesie,  Racconti,  Sociale e Solidarietà,  Storia

    A te donna

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra


    … a Giovanna Reggiani e a tutte le donne uccise dall’uomo e dal loro degrado.

    Ezio Pancrazio  Vinciguerra (www.lavocedelmarinaio.com)A te, donna, che a questa terra rabbuiata dall’odio doni una luce d’amore, che a un mondo di fiele doni il sapore della dolcezza; che a un mondo senz’anima doni il cuore e la speranza, che a questo mondo orribile doni la tua grazia e la tua bellezza, che ad un mondo morente doni la gioia della vita e della speranza, che nel dolore del parto doni la vita ed il sorriso di un bambino, che nella distruzione della società combatti per i figli e per l’unità della famiglia.
    A te, donna, non a caso primo essere femminile creato da Dio, perché il mondo di allora, come quello di adesso, possa stupirsi e gioire della tua presenza.
    A te, donna, che sei l’espressione più bella, carezza d’amore e colomba di pace, nido di dolcezza e culla della vita.
    A te, donna. Grazie.

    A te donna (in memoria di Giovanna Reggiani) di Pancrazio Ezio Vinciguerra - www.lavocedelmarinaio.com

  • Attualità,  Che cos'è la Marina Militare?,  Marinai,  Marinai di una volta,  Poesie,  Recensioni

    La mia divisa

    di Enzo Arena

    Enzo Arena per www.lavocedelmarinaio.comCari colleghi/amici non più in servizio attivo, credo di interpretare la nostalgia e le sensazioni che ognuno di noi prova quando, a volte per caso a volte volutamente, si imbatte nell’armadio che conserva la nostra divisa o in un cassetto nel quale è conservato un distintivo, un berretto, due stellette, oppure la scarpe bianche che ci fanno venire in mente i modi più svariati e bizzarri per pulirle. Ricordate?

    Ammiraglio Enzo Area per www.lavocedelmarinaio.com

    La mia divisa (Enzo Arena)

    La mia divisa
    si sente trascurata,
    dentro un armadio
    adesso a riposare.
    Io me la guardo
    e lei comincia a dire.
    Io me l’ascolto
    e lei mi tocca il cuore.

    Ricordi?….berretto,
    stellette ed eri fiero.
    Ero con te
    in ogni posto andavi.
    Ero blu, ero bianca,
    ero “di bordo”.
    Ero il tuo orgoglio
    quando mi indossavi.

    Cara divisa,
    non cambio la mia pelle.
    Non sei mai stata
    un semplice vestito.
    Cucita addosso
    ed anche dentro il cuore.
    Tu lo sai bene
    che non ti ho mai tradito!

     

    il Marinaio Enzo Area per gentile concessione a www.lavocedelmarinaio.com

  • Pittori di mare,  Poesie,  Recensioni

    A Natale (Loris Babini)

    A Natale 
    (Loris Babini)
    Presepe di Teresa Arpaia (f.p.g.c. a www.lavocedelmarinaio.com - diritti riservati dell'autrice)
    Incorniciati

    da colorati luccichii,

    risuonano sorridenti auguri

    ricambiati da sorrisi auguranti.

    E poi,
    raccolto nel suo silenzio,
    ciascuno di noi
    si augura:

    – che i genitori non soffrano


    – che i figli guariscano


    – che i fratelli non si perdano


    – che gli amici stiano meglio


    – che i nipoti possano sempre sorridere;

    Maria e Giuseppe di Teresa Arpaia (f.p.g.c. autrice a www.lavocedelmarinaio.com - diritti riservati dell'autrice)facendone religioso appello
    a un bambino
    che rinasce
    da più di duemila anni
    e/o al destino
    perché non abbandonino
    mai,
    le nostre speranze.

    Nota
    Foto per gentile concessione dell’artista Teresa Arpaia.
    Per ulteriori informazioni digitare sul motore di ricerca del blog:  Loris Babini e Teresa Arpaia.