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    28.5.1856, varo della regia nave Torquato Tasso

    di Antonio Cimmino

    …a Castellammare di Stabia c’era una volta un arsenale che costruiva navi, e adesso?

    La regia pirofregata a ruote Torquato Tasso fu costruita nel Real Cantiere Navale di Castellammare di Stabia e varata il 28 maggio 1856. Le sue caratteristiche tecniche principali erano le seguenti:

    – dislocamento: 1450 tonnellate;
    – scafo in legno con carena ramata;
    – dimensioni: 63,3 x 9,9 x 4,9 metri;
    – due ponti;
    – due alberi a brigantino – goletta con bompresso;
    – 4 caldaie Guppy e macchina alternativa da 300 cavalli costruita a Pietrarsa (Napoli);
    – armamento all’origine: 1 obice da 117 libbre con canna a ferro liscio, 1 cannone da 60 libbre a omba Myllar con canna a ferro liscio, 8 obici Paixans da 30 libbre con canna a ferro liscio, 2 cannoni da 12 libbre in bronzo su affusto (da sbarco);
    – equipaggio: 178 uomini.
    Affondò per fortunale il 21 febbraio 1860 al largo di Civitella del Tronto.

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    Salvatore Zichichi

    di Giovanni Serra (*)

    (Trapani, 10.1.1920 – 27.11.2011)

    … riceviamo e con immenso orgoglio  pubblichiamo.

    Ciao Ezio,
    ti invio la storia di un altro grande Marinaio della mia famiglia, mio zio Salvatore Zichichi, il fratello più grande di mia madre.
    Salvatore Zichichi, nasce  a Trapani il 10.1.1920.
    Arruolato nel C.R.E.M. della Difesa M.M. di Messina, in qualità di Allievo Fuochista M/n per la ferma di anni quattro a premio, dal 01/10/1938 con il grado di Com. 1^ classe e poi promosso a Sottocapo.
    Dopo Mariscuole Pola fu destinato a  Marinalles Genova e imbarcato sul regio torpediniere Clio dal 1940 fino al 1942, elogiato dal Comando di bordo con le seguenti motivazioni:
    – “per contegno fermo e sereno tenuto durante l’affondamento di un sommergibile nemico”;
      per aver eseguito prontamente, nel miglior modo, tutti gli ordini ricevuti, e tenere un contegno fermo e sereno, durante una riuscita azione contro sommergibili nemici”.
    Sospeso e poi richiamato, fu destinato a Marina di Tripoli e Tunisi.
    Dal 1943 al 1946 fu prigioniero degli Alleati, rientrò dalla prigionia e fu congedato il 19/07/1946.
    Continuò la sua vita, per mare, lavorando a bordo delle barche delle Tonnare di San Giuliano e Bonagia a Trapani.
    E’ deceduto il 27.11.2011.

    (*) digita il suo nome e cognome sul motore di ricerca del blog per conoscere gli altri suoi articoli.

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    Regio sommergibile Macallè

    di Riccardo Preve

    Il regio sommergibile Macallè,  classe “600 – serie Adua”, fu impostato presso i Cantieri O.T.O. di La Spezia il 1° marzo 1936.
    Fu varato il 29 ottobre 1936 e consegnato il 1° marzo 1937.
    Fu affondato il 15 giugno 1940 e radiato il 18 ottobre 1946.

    Caratteristiche tecniche
    Dislocamento: 697,254 t. – Imm. 856,397
    Dimensioni: Lunghezza 60,18 m. – Larghezza  6,45 m.
    Motori: 2 motori diesel FIAT + 2  motori elettrici Marelli – 1 batteria di accumulatori al piombo composta da 104 elementi. Motori a scoppio 1400 hp. – Motori elettrici 800 hp.
    Velocità: in superficie: 14 knt. – in immersione: 7,5 knt
    Armamento: 4 tubi lanciasiluri AV da 533 mm. – 2 tubi lanciasiluri AD da 533 mm. – 6 siluri da 533 mm. – 1 cannone da 100/47 mm. – 2 mitragliere singole da 13, 2 mm. – 152 proiettili per il cannone
    Equipaggio: 4 ufficiali, 32 tra sottufficiali e marinai
    (Fonte “Sommergibili italiani” di A. Turrini e O. Miozzi – U.S.M.M.)

    Carlo Acefalo (Monastero di Vasco, 16.1.1916 – Mar Rosso, 18.6.1940)

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    27.5.1921, disarmo regia nave Liguria

    di Carlo Di Nitto

    Il regio ariete torpediniere (incrociatore protetto) “Liguria”, classe “Regioni”, dislocava 2460 tonnellate a pieno carico.  Era stato varato l’8/6/1893 presso i cantieri Ansaldo di Sestri Ponente, entrando in servizio nella Regia Marina l’1/12/1894. Classificato inizialmente come “ariete torpediniere”, al momento del varo venne riclassificato “incrociatore protetto di 3ª classe”.
    Pur essendo una unità carente di protezione e poco veloce, possedeva tuttavia ottime qualità nautiche e operando in condizioni di tempo difficile dimostrò ottime stabilità, galleggiabilità e manovrabilità, caratteristiche importanti per la precisione dei tiri delle artiglierie con mare grosso.
    Operò nei mari del sud America e dell’estremo Oriente. Dal 1903 al 1905 compì una campagna di circumnavigazione del globo percorrendo 52.000 miglia. Venne quindi utilizzato come nave appoggio aerostati e scuola per cannonieri e fuochisti. Durante la guerra italo – turca operò in Mar Rosso.
    Nel 1915 fu riclassificato ed impiegato come posamine e nel 1917 assunse il servizio di nave appoggio idrovolanti. Alla fine delle ostilità venne distaccato nel Dodecaneso. Rimpatriato, fu trasferito stazionario ad Ancona come nave sede della locale Difesa Marittima.
    Il 27 maggio 1921 fu posto in disarmo e radiato il 15 giugno successivo fu venduto, subito dopo a privati per la demolizione.
    Il suo motto fu “In tempestate securitas” (porto sicurezza nella tempesta).

    Nella foto il “Liguria” è ripreso nel 1902 circa, ancora pitturato con la tipica colorazione “vittoriana”: scafo nero, sovrastrutture bianche, fumaioli e alberature giallo ocra.

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    Erasmo “Mamuccio”Corretti, (Gaeta, 10.10.1919 -27.5.2003)

    di Carlo Di Nitto

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    (Gaeta, 10.10.1919 -27.5.2003)

    Era conosciuto da tutti come “Mamuccio”, che a Gaeta è un diminutivo di Erasmo significando, infatti, Erasmuccio.

    Nacque nel rione Piaja il 10 ottobre 1919, una contrada modesta abitata prevalentemente da pescatori e contadini, lo stesso quartiere di nascita di mio padre con il quale, fin da ragazzo strinse una sincera ed affettuosa amicizia destinata a perpetuarsi per sempre negli anni a venire.
    Dopo un’adolescenza e una gioventù passata sul mare come pescatore, quando scoppiò la guerra il buon Mamuccio partì militare in Marina ed entrò a far parte dell’equipaggio della Regia Nave da Battaglia “Vittorio Veneto” con la categoria di Cannoniere, partecipando a tutte le 56 missioni di guerra compiute dalla “Vecchia Signora” (come amava chiamarla).

    Era a bordo nella nefasta notte di Taranto tra l’11 ed il 12 novembre 1940; combatté il 27 novembre 1940 a Capo Teulada e il 28 marzo 1941 nei tragici scontri di Gaudo e Matapan quando la “Vittorio Veneto” venne seriamente colpita da un aerosilurante nemico; assistette il 9 settembre 1943 alla dolorosa fine della Corazzata “Roma”.

    In quanto carissimo amico di suo figlio Franco fin dall’infanzia, sono sempre vissuto a stretto contatto con Mamuccio Corretti che ci incantava con i suoi racconti di mare e di guerra. Ci parlava degli ammiragli Campioni, Iachino e di come aveva avuto occasione e l’onore di stringere la mano all’ammiraglio Bergamini. Descriveva con efficacia la cupa atmosfera all’interno di una torre da 381 dove i cannonieri venivano rinchiusi quando veniva dato il posto di combattimento e del modo in cui una volta, schiaffeggiandolo, aveva riportato alla ragione un sottufficiale che, nel corso di uno scontro navale, era stato colto da una crisi di panico.

    Parlava della sua “Vecchia Signora” con l’orgoglio di chi c’era stato e della forte squadra di calcio della “Vittorio Veneto” che aveva battuto per ben sei a zero la rappresentanza della Corazzata “Duilio”. E gli occhi gli brillavano di fierezza, ma anche di tristezza e commozione quando ricordava la triste fine per demolizione di quella superba unità.
    Al termine della guerra, tornato alla vita civile, riprese il lavoro di pescatore dimostrando sempre spirito d’iniziativa ed energia per valorizzare le attività del mare e i suoi operatori. Fu infatti fra i fondatori della Cooperativa Pescatori “Santa Maria di Porto Salvo” e del “Gruppo Ormeggiatori del Porto di Gaeta”, nel cui registro venne iscritto al n° 1, continuandoci poi ad operare.

    Il fraterno rapporto di amicizia con mio padre rimase immutato per tutta la vita e ogni occasione era buona per fargli dono delle sue specialissime “alici salate”, uniche ed irripetibili per freschezza e qualità di preparazione. Anche le “parnocchie” (squilla mantis) che Mamuccio gli regalava, non erano comuni crostacei ma una specie di “mostri marini” che selezionava appositamente per l’amico di sempre.
    Conosciuto e benvoluto da tutti per la sua rettitudine, conservò inalterate, fino agli ultimi giorni, la sua disponibilità e la sua pazienza, ponendo la propria esperienza al servizio della comunità marinara.
    Ricorderò sempre il suo sereno ed accattivante sorriso, la sua semplicità, i suoi racconti, i suoi paterni consigli. E, nella consolidata amicizia con il figlio Franco, conserverò senza fine il rispetto della sua Memoria.
    E’ scomparso il 27 maggio 2003.

    Didascalie delle immagini:
    Foto 1 – Ricordo della partita “Vittorio Veneto” – “Duilio”, terminata per 6 a 0 a favore della “Vittorio Veneto”.
    Foto 2 – Libretto di ricognizione.
    Foto 3 – Il Cannoniere Erasmo Corretti guarda la “sua” Vittorio Veneto.
    Foto 4 – Erasmo Corretti ed il “suo” porto.
    Foto 5 – L’ormeggiatore n° 1 del Compartimento Marittimo di Gaeta.
    Foto 6 – La “Vecchia Signora” Nave Vittorio Veneto.