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    27.5.1921, disarmo regia nave Liguria

    di Carlo Di Nitto

    Il regio ariete torpediniere (incrociatore protetto) “Liguria”, classe “Regioni”, dislocava 2460 tonnellate a pieno carico.  Era stato varato l’8/6/1893 presso i cantieri Ansaldo di Sestri Ponente, entrando in servizio nella Regia Marina l’1/12/1894. Classificato inizialmente come “ariete torpediniere”, al momento del varo venne riclassificato “incrociatore protetto di 3ª classe”.
    Pur essendo una unità carente di protezione e poco veloce, possedeva tuttavia ottime qualità nautiche e operando in condizioni di tempo difficile dimostrò ottime stabilità, galleggiabilità e manovrabilità, caratteristiche importanti per la precisione dei tiri delle artiglierie con mare grosso.
    Operò nei mari del sud America e dell’estremo Oriente. Dal 1903 al 1905 compì una campagna di circumnavigazione del globo percorrendo 52.000 miglia. Venne quindi utilizzato come nave appoggio aerostati e scuola per cannonieri e fuochisti. Durante la guerra italo – turca operò in Mar Rosso.
    Nel 1915 fu riclassificato ed impiegato come posamine e nel 1917 assunse il servizio di nave appoggio idrovolanti. Alla fine delle ostilità venne distaccato nel Dodecaneso. Rimpatriato, fu trasferito stazionario ad Ancona come nave sede della locale Difesa Marittima.
    Il 27 maggio 1921 fu posto in disarmo e radiato il 15 giugno successivo fu venduto, subito dopo a privati per la demolizione.
    Il suo motto fu “In tempestate securitas” (porto sicurezza nella tempesta).

    Nella foto il “Liguria” è ripreso nel 1902 circa, ancora pitturato con la tipica colorazione “vittoriana”: scafo nero, sovrastrutture bianche, fumaioli e alberature giallo ocra.

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    Erasmo “Mamuccio”Corretti, (Gaeta, 10.10.1919 -27.5.2003)

    di Carlo Di Nitto

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    (Gaeta, 10.10.1919 -27.5.2003)

    Era conosciuto da tutti come “Mamuccio”, che a Gaeta è un diminutivo di Erasmo significando, infatti, Erasmuccio.

    Nacque nel rione Piaja il 10 ottobre 1919, una contrada modesta abitata prevalentemente da pescatori e contadini, lo stesso quartiere di nascita di mio padre con il quale, fin da ragazzo strinse una sincera ed affettuosa amicizia destinata a perpetuarsi per sempre negli anni a venire.
    Dopo un’adolescenza e una gioventù passata sul mare come pescatore, quando scoppiò la guerra il buon Mamuccio partì militare in Marina ed entrò a far parte dell’equipaggio della Regia Nave da Battaglia “Vittorio Veneto” con la categoria di Cannoniere, partecipando a tutte le 56 missioni di guerra compiute dalla “Vecchia Signora” (come amava chiamarla).

    Era a bordo nella nefasta notte di Taranto tra l’11 ed il 12 novembre 1940; combatté il 27 novembre 1940 a Capo Teulada e il 28 marzo 1941 nei tragici scontri di Gaudo e Matapan quando la “Vittorio Veneto” venne seriamente colpita da un aerosilurante nemico; assistette il 9 settembre 1943 alla dolorosa fine della Corazzata “Roma”.

    In quanto carissimo amico di suo figlio Franco fin dall’infanzia, sono sempre vissuto a stretto contatto con Mamuccio Corretti che ci incantava con i suoi racconti di mare e di guerra. Ci parlava degli ammiragli Campioni, Iachino e di come aveva avuto occasione e l’onore di stringere la mano all’ammiraglio Bergamini. Descriveva con efficacia la cupa atmosfera all’interno di una torre da 381 dove i cannonieri venivano rinchiusi quando veniva dato il posto di combattimento e del modo in cui una volta, schiaffeggiandolo, aveva riportato alla ragione un sottufficiale che, nel corso di uno scontro navale, era stato colto da una crisi di panico.

    Parlava della sua “Vecchia Signora” con l’orgoglio di chi c’era stato e della forte squadra di calcio della “Vittorio Veneto” che aveva battuto per ben sei a zero la rappresentanza della Corazzata “Duilio”. E gli occhi gli brillavano di fierezza, ma anche di tristezza e commozione quando ricordava la triste fine per demolizione di quella superba unità.
    Al termine della guerra, tornato alla vita civile, riprese il lavoro di pescatore dimostrando sempre spirito d’iniziativa ed energia per valorizzare le attività del mare e i suoi operatori. Fu infatti fra i fondatori della Cooperativa Pescatori “Santa Maria di Porto Salvo” e del “Gruppo Ormeggiatori del Porto di Gaeta”, nel cui registro venne iscritto al n° 1, continuandoci poi ad operare.

    Il fraterno rapporto di amicizia con mio padre rimase immutato per tutta la vita e ogni occasione era buona per fargli dono delle sue specialissime “alici salate”, uniche ed irripetibili per freschezza e qualità di preparazione. Anche le “parnocchie” (squilla mantis) che Mamuccio gli regalava, non erano comuni crostacei ma una specie di “mostri marini” che selezionava appositamente per l’amico di sempre.
    Conosciuto e benvoluto da tutti per la sua rettitudine, conservò inalterate, fino agli ultimi giorni, la sua disponibilità e la sua pazienza, ponendo la propria esperienza al servizio della comunità marinara.
    Ricorderò sempre il suo sereno ed accattivante sorriso, la sua semplicità, i suoi racconti, i suoi paterni consigli. E, nella consolidata amicizia con il figlio Franco, conserverò senza fine il rispetto della sua Memoria.
    E’ scomparso il 27 maggio 2003.

    Didascalie delle immagini:
    Foto 1 – Ricordo della partita “Vittorio Veneto” – “Duilio”, terminata per 6 a 0 a favore della “Vittorio Veneto”.
    Foto 2 – Libretto di ricognizione.
    Foto 3 – Il Cannoniere Erasmo Corretti guarda la “sua” Vittorio Veneto.
    Foto 4 – Erasmo Corretti ed il “suo” porto.
    Foto 5 – L’ormeggiatore n° 1 del Compartimento Marittimo di Gaeta.
    Foto 6 – La “Vecchia Signora” Nave Vittorio Veneto.

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    26.5.1912, radiazione regia nave Lepanto

    di Carlo Di Nitto

    Una fortezza galleggiante.

    La regia corazzata veloce Lepanto, classe “Italia”, dislocava 15900 tonnellate. Ideata dal grande progettista navale Benedetto Brin, venne varata il 17 febbraio 1883 nei Cantieri Fratelli Orlando di Livorno ed entrò in servizio il 16 agosto 1887.
    L’attenta progettazione della classe “Italia”, all’avanguardia per i tempi, consentì la realizzazione di due unità molto veloci (18 nodi), con grande autonomia (8700 miglia a 10 nodi) e potente armamento. Una volta ultimate, risultarono di una mole talmente notevole da non avere rispondenza in altre navi dell’epoca. Le grandi dimensioni consentirono una confortevole abitabilità all’equipaggio, con la possibilità di poter imbarcare (almeno teoricamente) un’intera divisione dell’esercito.

    Dopo l’entrata in servizio, la “Lepanto” svolse intensa attività di squadra effettuando numerose crociere per esercitazioni e rappresentanza. Nel 1893, per diversi mesi, fu destinata in Sicilia per collaborare al mantenimento dell’ordine pubblico. Ritornata al nomale servizio di squadra continuò l’attività di esercitazioni e rappresentanza. Nel 1896 disimpegnò anche compiti di nave scuola per mozzi e timonieri.

    Dal 1902 al 1910, facendo base a La Spezia, fu utilizzata come nave scuola per cannonieri impegnata in navigazioni, prove di tiro per addestramento e necessità di ordine pubblico.
    Il 26 maggio 1912 venne radiata una prima volta. Il 13 gennaio 1913 fu iscritta nuovamente nei ruoli del Naviglio Militare come nave sussidiaria di 1° classe e destinata a La Spezia come nave scuola per apprendisti e specialisti.

    Il 1° gennaio 1914 passò in disarmo e il 15 gennaio successivo venne definitivamente radiata.
    Il 27 marzo 1915 fu venduta a privati per la demolizione.
    Il suo motto fu “In hoc signo vinces” (In questo segno vincerai).

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    26.5.1917, varo della regia nave Sparviero

    a cura Antonio Cimmino

    …c’era una volta un cantiere che costruiva navi, e adesso?

    La regia nave esploratore Sparviero fu varato nei cantieri Pattison di Napoli il 26 maggio 1917.
    Nel 1920 fu ceduto alla Romania con il nome di Marasesti.
    Incorporato nella marina Sovietica nel 1944 sotto il nome di Lyogkyj, fu restituito alla Romania nel 1946 che lo ridenominò D 12.
    L’unità venne radiata e demolita nel 1963.

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    Regia nave Diana

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Breve storia della regia nave Diana
    L’avviso veloce Diana fu progettato come yacht del Capo del Governo e successivamente modificato per le esigenze belliche.
    Costruito presso i Cantieri del Quarnaro a Fiume fu impostato il 31.5.1939, varato il 25.5.1940 ed entrò in servizio il successivo 12 novembre.

    La sua brevissima vita fu costellata anche da spiacevoli episodi. Un primo incidente si verificò il 28 settembre 1940 nel porto di Messina, quando entrò in collisione con il regio sommergibile Onice danneggiandolo; u secondo episodio avvenne il 1° novembre 1940 mentre la nave era in manovra nel porto di Fiume dove accidentalmente speronò e affondò il regio rimorchiatore Quarnero.
    Inviata nell’isola di Rodi per approvvigionamento viveri (il comandante ricevette una medaglia d’argento al valor militare da parte del governatore del Dodecaneso).

    La regia nave Diana fu impiegata anche come nave appoggio durante la fallimentare incursione della X Flottiglia MAS contro Malta. Salpò da Augusta al comando del Capitano di Corvetta Mario Di Mauro il 25 luglio 1940 con a bordo 9 barchini esplosivi e un motoscafo modificato che avrebbero dovuto distruggere le ostruzioni. L’attacco fu un totale fallimento per il rilevamento dei radar, tutti i barchini e gli SLC andarono distrutti o catturati, mitragliati da aerei britannici … solo in undici marinai si salvarono su una cinquantina di operatori.
    La regia nave Diana effettuò la sua ultima missione a Tobruk dove fu silurata ed affondata dal sommergibile HMS Thrasher il 29.6.1942 alle ore 11.45  e s’inabissò rapidamente a 75 miglia a nord del Golfo di Bomba (Cirenaica) in posizione 33°30’N e 23°30’E.
    I soccorsi arrivarono tra il 29 e il 30 giugno, da parte della nave ospedaliera Arno che si occupò del recupero dei superstiti.
    Perirono 336 uomini.

    Caratteristiche tecniche
    Dislocamento: normale: 2.487 tonnellate – pieno carico: 2.591 tonnellate
    Dimensioni: lunghezza: 113,9 (fuori tutto) mt. – larghezza: 11,7 mt. – immersione: 3,9 mt.
    Motori: 4 caldaie – 2 turbine – 2 eliche
    Potenza: 31.100 HP
    Velocità: 28 nodi
    Armamento: 2 pezzi da 102/35 – 6 pezzi da 20/65 – 2 scaricabombe A.S. – 87 mine
    Equipaggio : 152 uomini.

    Dello stesso argomento sul blog:
    https://www.lavocedelmarinaio.com/2019/06/29-6-1942-in-ricordo-di-erasmo-franciosa-e-laffondamento-del-regio-avviso-veloce-diana/

    Si consiglia la lettura del seguente articolo

    Francesco Caccavale

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    25.5.2019, varo nave Trieste

    a cura A.N.M.I. STABIA

    Nave Trieste è un’unità d’assalto anfibio multiruolo/multifunzione  che, con i suoi 214 metri di lunghezza, è la più grande nave militare italiana costruita nel dopoguerra, destinata a diventare la futura ammiraglia della flotta.
    E’ classificata Landing Helicopter Dock (LHD)  può raggiungere una velocità massima di 25 nodi.
    Sarà principalmente impiegata, con  la forza da sbarco della Marina Militare allo scopo di assicurare il trasporto  di un elevato numero di mezzi, personale e materiali (circa 1200 metri a disposizione ) con il fine di assolvere compiti di soccorso, supporto sanitario, funzioni di comando e controllo nell’ambito di emergenze in mare, evacuazione di connazionali e assistenza umanitaria (una zona ospedale con sale chirurgiche e una sala degenza per 27 ricoverati gravi).
    Sono previsti oltre 1.000 posti letto per l’equipaggio residente (in particolare per assicurare l’operatività di un battaglione da sbarco di 600 uomini). A similitudine delle altre LHD, il suo bacino allagabile, lungo 50 metri e largo 15, consentirà a nave Trieste di operare, con i più moderni mezzi anfibi, con altre unità navali dei paesi aderenti alla N.A.T.O.
    In onore alla città che le ha dato il nome, il suo motto è “Fulge super mare” (Risplende sul mare).
    La definitiva consegna alla Marina Militare è prevista per il mese di giugno 2022.