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Regio cacciatorpediniere Artigliere

di Carlo Di Nitto

Il regio cacciatorpediniere Artigliere (1°) , classe “Soldato” (o “Bersagliere”), dislocava 415 tonnellate a pieno carico. Fu varato il 22 gennaio 1907 presso i Cantieri Ansaldo Armstrong di Sestri Ponente, ed entrò in servizio il 18 settembre successivo.
Iniziò la propria attività addestrativa nel mese di settembre 1907 in Alto Tirreno facendo parte della 3^ Squadriglia cacciatorpediniere. Durante le grandi manovre del successivo ottobre ebbe a bordo il Re d’Italia partecipando successivamente a crociere di addestramento anche in acque greche.

In occasione del disastroso terremoto calabro – siculo del 28 dicembre 1908 partecipò attivamente alle operazioni di soccorso. Nell’aprile 1909 ebbe nuovamente a bordo i Sovrani d’Italia in visita alle popolazioni colpite dal terremoto. Fu quindi inviato in missione nelle acque del levante in occasione dei torbidi colà verificatisi e che portarono al massacro delle popolazioni armene.
Durante il conflitto italo turco operò nelle acque cirenaiche, catturando una nave ottomana e svolgendo scorta convogli. Fu poi inviato in mar Rosso, partecipando alle operazioni per il blocco delle coste d’Arabia, in Egeo e in acque albanesi.
Dopo lo scoppio della Grande Guerra operò in Adriatico, nel basso Tirreno e nel mar Ligure per crociere di vigilanza, scorta e di difesa del traffico.
Al termine delle ostilità operò in Dalmazia per la sorveglianza della navigazione con l’Italia. Nell’aprile 1919 raggiunse Smirne e il Dodecaneso ove disimpegnò intensa attività per la protezione di connazionali. L’ 1/7/1921 fu riclassificato come torpediniera con la sigla AR.
Nel gennaio 1920, tornato in Italia, fu trasferito a Taranto dove rimase inattivo fino alla radiazione, avvenuta il 14 giugno 1923.
Il suo motto fu: “Sempre e ovunque”.

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