Attualità,  Per Grazia Ricevuta,  Racconti,  Recensioni,  Un mare di amici

Mamma Alfia

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Alfia Cacopardo (New York, 11.11.1917 – Castelmola (ME), 11.4.2020)

 

Carissima Mamma Alfia, che mi/ci fatto nascere quando nel paese di Castelmola non c’era la levatrice,
nel tuo passaggio terreno ci hai insegnato che la difficoltà non è vivere ma partecipare decorosamente, perché la vita non ha un significato suo, siamo noi che glielo attribuiamo. Cercare l’amore e donare amore come hai fatto tu, ha significato, per “Brancasieddu” (*) e per tutti coloro a cui hai partecipato a donarci la vita, che quell’amore si rincorre in silenzio (guarda caso proprio in questo giorno di silenzio e di riflessione in cui te ne vai e Lui domane rinasce…). L’amore che ci hai donato non fa rumore, ma dipinge pensieri di tutto ciò che vogliamo per danzare sopra di esse.
Per quanto grandi possano essere le stelle e per quanto insignificanti possiamo essere noi a loro confronto, se non ci fosse qualcuno ad ammirarle, la loro esistenza non avrebbe senso. Il cuore sta sempre dalla stessa parte, lo si comprende meglio quando si cresce, e anche se i nostri occhi sono abituati ad osservare la luce fioca delle candele, “condannati a vivere in mille posti diversi”, senza domiciliare in nessun luogo, le stelle del firmamento ci aiutano ad orientarci in quest’affollatissima galassia di passaggio della nostra labile esistenza.
L’Amore, quello vero, è un sentimento nobile perché immune da calcoli di convenienza economica o di altro tipo… e noi “picciriddi” eravamo felici quando ci raccontavi le poesie (ed hai fatto anche innamorare il mio amico Gianni Morandi), perché?

Perché l’amore è trasversale all’età, perché vive e cresce nel tempo. È uno dei pilastri del mondo anche se, a volte, sembriamo fragili e indifesi, anche se c’è una cosa che vorrei dire sull’amore: “non c’è amore se non c’è un cuore puro come il tuo”.
Adesso Mamma Alfia, ascolti il palpito del cuore misericordioso di Dio, goditi la Luce del suo volto, riposa in pace fra i Suoi flutti e veglia da lassù su di noi, come hai “maternamente” vegliato su Brancasieddu e i tuoi figli in questa vita terrena. Amen.
P.s. Sono certo che insegnerai agli angioletti le poesie e le storie che tanto piacevano a Brancasieddu e ai figli tuoi!

(*) vezzeggiativo di Pancrazio.

https://www.facebook.com/giannimorandiofficial/videos/10157514920923438/UzpfSTEwMDAwMTUxNzQ4ODA1NzoyOTY4NDE5NTczMjE4NTk2/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *