Attualità,  Curiosità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

Sala dei garbi (sala a tracciare)

di Antonio Cimmino

Il “tracciato alla sala” è un disegno esatto nella scala reale (1:1) rilevato dai disegni cartacei del progettista per rilevare, con tracciati supplementari e con sagome modelli, i dati necessari alla costruzione di una nave.
Per le navi da guerra corazzate, si rilevano i profili delle piastre corazzate che vengono inviati alla fonderia per poi montarle a bordo durante l’allestimento. Sempre per le navi in ferro, sono rilevati i profili di altri pezzi fusi come, ad esempio, occhi di cubia, bracci portaelica, dritto di poppa ecc..
I tracciatori, con l’aiuto dei falegnami, costruiscono anche sagome (seste) e simulacri da inviare nell’officina navale per le successive fasi della lavorazione. Essi quindi stavano a monte del processo produttivo.
Le linee geometriche di nuove navi da costruire erano armonizzate nelle tre viste:
– piano longitudinale;
– piano verticale o trasversale;
correggendo inesattezze ed incompletezze non apprezzabili su modello oppure Piano di costruzione in scala; inoltre per ampliare sviluppi e tracciati strutturali, rilevare garbi al vero per poi lavorare in officina (su materiale prescelto), strutture comunque sagomate, quartabonate e rette.
Dagli anni ’80 del 1700 e fino agli inizi degli anni ’70 del 1900 si è continuato ad operare sostanzialmente in maniera immutata nella metodologia del lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *