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Carlo Marenco di Moriondo (Torino 12.10.1915  – Mare, 9.1.1941)

a cura Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

(Torino 12.10.1915  – Mare, 9.1.1941)

Nacque a Torino il 12 ottobre 1915. Figlio dell’ammiraglio Alberto Marenco di Moriondo, volle seguire le orme paterne e nel 1933 entrò nell’Accademia Navale di Livorno conseguendo, nel giugno 1938 al termine dei regolari corsi, la nomina a Guardiamarina. Imbarcò prima sul regio incrociatore Trento, quindi sulla regia nave coloniale Eritrea, dislocata in Mar Rosso e sulla quale conseguì la promozione a Sottotenente di Vascello nell’ottobre 1939.
Passato ad operare nell’ambito di una Squadriglia M.A.S., nel gennaio 1940 imbarcò sul regio sommergibile Argo. Alla vigilia del secondo conflitto mondiale passò sul regio sommergibile oceanico Glauco, il quale nelle acque dell’Oceano Atlantico sostenne, il 9 gennaio 1941, un cruento duello d’artiglieria con un piroscafo nemico armato con armi di calibro superiore. Assunta personalmente la direzione del tiro, venne prima ferito da schegge e poi travolto da una forte ondata, quando le sue forze erano ormai allo stremo, scomparve in mare.

Alberto Marenco di Moriondo


ONORIFICENZE

Medaglia d’oro al Valor Militare alla Memoria
«Giovane ufficiale (Sottotenente di Vascello) imbarcato sin dall’inizio delle ostilità su di un sommergibile, partecipava a numerose azioni di guerra facendo rifulgere in ogni occasione le sue superbe doti di entusiasmo e di ardimento.
Nel corso di una missione in Atlantico, durante la quale il suo sommergibile ingaggiava aspro combattimento col cannone contro un piroscafo armato nemico, accortosi che l’armamento del pezzo era in difficoltà a causa della violenza del mare, scendeva di slancio con spontanea decisione, dalla torretta in coperta e, raggiunti i suoi uomini, assumeva la direzione del tiro, partecipando egli stesso al caricamento del pezzo ed alla sua manovra.
Investito dall’onda di esplosione di un proiettile scoppiato a poca distanza dal sommergibile e ferito da scheggia, veniva violentemente lanciato contro la torretta. Incurante del suo stato e spinto solo dal suo generoso impulso, riusciva con sforzo sovrumano a rialzarsi e trascinatosi di nuovo presso i suoi uomini, aiutava a caricare il pezzo e ordinava il fuoco. Stremato di forze si abbatteva qualche istante dopo in coperta e, travolto da un’ondata scompariva in mare.
Esempio in vita di entusiasmo e di attaccamento al servizio, esempio in morte di eroica virtù.

Oceano Atlantico, 9 gennaio 1941

Croce di Guerra al Valor Militare
«Imbarcato su un sommergibile, durante un’azione di attacco col cannone contro un grosso piroscafo armato e scortato, dimostrava slancio e sprezzo del pericolo, contribuendo efficacemente al successo dell’azione. Mediterraneo Occidentale, notte del 26 giugno 1940.» — Determinazioni del 16 luglio 1940.

Croce di Guerra al Valor Militare
«Atlantico, 16 giugno 1940-9 gennaio 1941.» — Determinazioni del 6 febbraio 1946.
Fonte www.marina.difesa.it

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