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Ammiraglio d’Armata Domenico Cavagnari – Sottosegretario di Stato e Capo di Stato Maggiore della Regia Marina

di Giorgio Gianoncelli

(Genova, 20.7.1876 – Roma, 2.11.1966)

“La guerra che inizia oggi impegnerà duramente la Marina. Abbiamo di fronte due delle più potenti flotte del mondo, e dietro di esse due popoli di antica tradizioni marinare, ricchi di armi e di ogni risorsa”.

Domenico Cavagnari nasce a Genova il 20 luglio 1876, entra alla Regia Accademia Navale di Livorno il 3 novembre 1889 all’età di dodici anni, termina il corso di studi ed è nominato Guardiamarina del Corpo di Stato Maggiore nell’anno 1894 e il primo agosto 1895 è in servizio operativo.
Il neo ufficiale segue tutta l’evoluzione della giovane Marina, lunghi periodi d’imbarco con numerose missioni all’estero e incarichi importanti a terra.
Nel 1912 da Capitano di Corvetta al comando della cannoniera “Archimede” è destinato a Costantinopoli con l’incarico di Addetto Navale Italiano.
Nella Grande Guerra è al Comando della 6° Squadriglia Torpediniere per la difesa marittima di Venezia e nel 1916 è gratificato di una M.A.V.M. per “importanti azioni di guerra”.
Nel 1917 è promosso Capitano di Fregata e per l’assistenza ad un MAS nel forzamento di una difesa austriaca si guadagna la seconda M.A.V.M. e diventa Capo di Stato Maggiore dell’Amm. Paolo Thaon di Revel per la difesa marittima di Venezia. Dopo la Ritirata di Caporetto (novembre 1917), ritorna al comando in mare su nave “Orsini”.

Nel 1918 è promosso Capitano di Fregata. Nella notte del 2 luglio ha uno scontro a fuoco con alcuni Caccia austriaci. Mette a segno alcuni colpi e gli austroungarici in rapida fuga nel buio della notte.
Il 4 novembre 1918 poche ore prima della resa dell’agguerrito contendente, con intuito patriottico e… diplomatico, con nave “Orsini” occupa il porto di Lussinpiccolo (Fiume), città ambita dagli anglo-francesi come loro base logistica.
Verso la ne dell’anno 1919 è Vice direttore del Regio Istituto Idrografico di Genova, incarico che mantiene fino al mese di novembre 1922, poi, assume l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Marina Ammiraglio Paolo Thaon di Revel, incarico che mantiene no al mese di febbraio 1925. Seguono vari imbarchi con campagne addestrative.
Nell’anno 1923 per i trascorsi in guerra e l’intensa attività di riordino della Marina, è insignito dell’Ordine Militare dei Savoia.
Il 15 dicembre 1927 è promosso contrammiraglio con destinazioni a terra e il 21 ottobre 1929 è al comando della Regia Accademia Navale di Livorno.
È Promosso ammiraglio di divisione il 21 dicembre 1930.
Lasciato il comando dell’Accademia nel gennaio 1932 assume il comando dell’incrociatore “Trento” per un’importante missione in Cina in sezione con il Caccia “Espero”.
Il 1° giugno 1934 è Capo di Stato Maggiore della Regia Marina e Sottosegretario di Stato con il Capo del Governo, Ministro ad interim della stessa.
Al fianco di un… testone come Mussolini, l’ammiraglio Cavagnari regge le sorti della Regia Marina come…può, si scontra con i suoi migliori colleghi, ma la lotta dura è sempre quella per gli aerei, lotta vinta dai Generali dell’Aviazione sostenuti dai gerarchi del regime perché ad essi gli aerei servono per… giocare, mentre all’Ammiraglio servirebbero per combattere meglio una guerra nata precaria.
Dopo i primi … incontri sul mare con gli agguerriti avversari, in particolare dopo la notte di Taranto (11 novembre 1940), la posizione ministeriale del Capo di Stato Maggiore traballa e nei bruni uffici del Ministero qualcuno prepara la… liquidazione sui due piedi del caratteriale ma onesto Capo della Regia Marina che, anche lui come i suoi colleghi che lo contestano, vuole la portaerei e gli aerei in dotazione alla Squadra Navale per mettere in condizione gli Equipaggi di non morire perché… bersaglio facile nel mirino dell’avversario.
Domenico Cavagnari, rigido ufficiale, forse anche troppo, non è riuscito ad avere la portaerei e nemmeno gli aerei già di proprietà della Marina, macchine belliche necessarie per affrontare con maggiore sicurezza gli eventi della guerra ed anche salvare molte giovani vite umane e non solamente Marinai; per le bizze mussoliniane non ottiene il necessario, in compenso, nel dopoguerra è aggredito da aspre critiche e accuse, secondo me, esagerate per non dire ingiuste.
All’ammiraglio d’Armata Domenico Cavagnari subentra l’ammiraglio designato d’Armata Arturo Riccardi, e la guerra continua.
Muore a Roma il 2 novembre 1966.

Un commento

  • Massimo Talini

    Il giudizio sull’Ammiraglio, sopra riportato, non sempre sembra condivisibile. Sia per la posizione assunta sulla questione delle portaerei, sia per l’atteggiamento nei confronti delle innovazioni tecnologiche. Si narra che sulla questione “radar” (radiotelemetro in quegli anni) sostenesse di “Non voler trappole a bordo”. Anche nei rapporti umani, il fecondo scambio di opinioni che aveva caratterizzato da sempre la Marina, venne a cessare con il suo avvento e si instaurò una rigida gerarchia che favorì gli incensatori del capo, a scapito degli Ufficiali dotati di autonomia di pensiero. Testimonianza post bellica dell’Amm. Iachino.

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