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Manlio, l’ultimo Garibaldi marinaio (Caprera, 23.4.1873 – Bordighera, 12.1.1900)

di Antonio Cimmino

(Caprera, 23.4.1873 – Bordighera, 12.1.1900)

Manlio Garibaldi, l’ultimogenito di Giuseppe e di Francesca Armosino, nacque a Caprera il 23 aprile 1873.
Suo padre aveva ottenuto l’annullamento del precedente matrimonio con la comasca Giuseppina Raimondi, regolarizzando così la sua posizione con la piemontese Armosino – con cui conviveva da oltre un decennio –  discendente di armeni esuli dalle persecuzioni turche.

La Raimondi, più giovane del nostro eroe di 35 anni, convolò a nozze nel gennaio del 1860 ma, era da tempo legata all’ufficiale di cavalleria Luigi Caroli (di cui ebbe un figlio nato morto). Scoperta la tresca, Garibaldi avviò una lunga pratica di annullamento conclusasi solo nel 1879. Dopo Anita e prima di Raimondi ed Armosino, questa ultima in pratica si curava della sua malferma salute accompagnata da fastidiosa artrite,  l’eroe dongiovanni ebbe altre donne: la pianista inglese Emma Roberts, la scrittrice Maria Espérance von Schwartz  ed una scappatella con la cameriera Battistina Ravello. Il mandrillo dei due mondi ebbe 12 donne, tre mogli, tredici figli e numerose fidanzate.

Tornando al giovane Manlio, questi aveva ereditato dal padre e dal nonno, la passione per il mare; di bello aspetto, alto e con capelli scuri scuri, fu uno dei primi cadetti della neonata Accademia Navale di Livorno nel 1888.
Per stare più vicina al figlio, Francesca Armosino si trasferì  nel 1888 a Livorno, così come aveva disposto suo marito prima di morire,  in una grande costruzione: Villa Donokoe
Di questo figlio Giuseppe Garibaldi sognava grandi cose, per lui aveva scritto un romanzo: “Manlio”.
Il personaggio descritto si rifaceva alla vita avventurosa di Garibaldi, in Africa e nelle Americhe per poi tornare in Italia a lottare contro gli austriaci.

Manlio, conseguita la nomina di Guardiamarina si imbarcò sulla regia fregata corazzata Castelfidardo e successivamente sul regio incrociatore corazzato Giovanni Bausan varato per la Regia Marina nei cantieri inglesi di Armstrong Mitchell & Company di Elswick. L’unità dopo una intensa attività nel Mar Rosso, lasciò l’Eritrea per una missione oceanica nel Sud America. Manlio Garibaldi come sottotenente di vascello, ebbe così l’occasione di visitare molti luoghi in cui aveva soggiornato suo padre.

L’incrociatore visitò anche New York e fu soggetto a delle riparazioni nel cantiere Brooklyn Navy Yard. Tornato in patria  Manlio con il grado di tenente di vascello (1896) fu destinato alla regia corazzata Italia (varata a Castellammare di Stabia il 29 settembre 1880). Ma le sue condizioni di salute nel 1897 lo costrinsero a lasciare il servizio. Era affetto da una grave forma di tubercolosi. Si spense a Bordighera (Imperia) il 12 gennaio 1900. Le sue spoglie furono traslate a Caprera e riposano in una tomba accanto a quella del padre. Così terminò l’avventura marinara della famiglia Garibaldi.

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