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Simone Pacoret di Saint Bon (Chambery, 20.3.1828 – Roma, 25.11.1892)

di Francesco Carriglio
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(Chambery, 20.3.1828 – Roma, 25.11.1892)

Nato a Chambery il 20 marzo 1828, entrò a 14 anni nella Scuola di Marina di Genova, ottenendo alla fine dei corsi (giugno 1847) l’ambito grado di guardiamarina di 1^ classe, col quale, un anno dopo, durante la prima guerra di indipendenza, si trovò sul brigantino Daino. Esso era aggregato ad una squadra sarda, che doveva operare in Adriatico contro gli austriaci. Dato l’andamento generale delle operazioni poche furono quelle affidate al «Daino», fra esse alcuni attacchi contro le fortificazioni di Caorle, ai quali partecipò insieme con alcune cannoniere venete. Essendo rimpatriata la squadra nel 1849, il Saint Bon ebbe altre destinazioni, e, nel 1855, all’apparecchiarsi della spedizione di Crimea, col grado di tenente di vascello fu imbarcato quale ufficiale in 2° sulla pirocorvetta «Costituzione». Essa intraprese la campagna in Mar Nero nell’aprile 7855 e provvide ai rifornimenti ed. ai bisogni dell’esercito piemontese; dopo 14 mesi rientrava in Italia. Terminata la guerra del 1859, alla quale la squadra non ebbe campo di prender parte, la Savoia, terra natale del Saìut Bori, fu. ceduta alla Francia; egli optò per la nazionalità italiana ; allora era luogotenente di vascello di 1^ classe, in comando della Regia nave «Ichnusa». Da questa, promosso di grado, passò sulla pirocannoniera “Connenza”, con la quale si trovò all’assedio. di Gaeta nel 1861. La «Connenza» e la «Vinzaglio», il 22 gennaio. furono destinate a bombardare le batterie, del, fronte ovest della piazza, che erano in posizione molto elevata ed armate con potenti cannoni; il duello era ineguale, pur tuttavia le navi per due ore sostennero e mantennero il tiro, causando danni e ricevendone, finche fu necessario porsi a ridosso per riparare le avarie più gravi. A sera il comandante Saint Bon e quello della «Vinzaglio» (comandante Burone Lercari) erano nuovamente pronti ad entrare in azione. Le due cannoniere furono poscia adattate come brulotti per forzare l’entrata del porto di Gaeta: l’impresa era rischiosa e doveva essere condotta da pochissimi uomini; i due comandanti non esitarono nel chiedere che venisse loro mantenuta la direzione della missione; però la caduta di Gaeta avvenne prima che i preparativi fossero stati condotti a termine. Nel periodo fra il 1861 ed il 1866 il Saint Bon ebbe varie destinazioni, fra le quali: una missione in Francia e una in Inghilterra; il Comando del Collegio di Marina di Napoli; una carica presso il Gabinetto del Ministro della Marina ed il comando della nave scuola «Principe Umberto», con la quale eseguì una campagna di più di un anno. Nel luglio 1866, essendo allora capitano di fregata, riceveva ordine di prendere il comando della «Formidabile», sulla quale imbarcò, alla vigilia di partenza da Ancona, per l’azione di Lissa. La sua condotta entro Porto San Giorgio provocava la concessione della medaglia d’oro al valore, data col Regio decreto del 15 agosto 1867, con la seguente motivazione: Per la sua intrepida condotta in Lissa nel 1866, al comando della. Regia nave «Formidabile». Il comandante Saint Bon alla fine della guerra, e dopo gli, strascichi che essa aveva lasciati, era considerato come uno dei migliori ufficiali della Marina, e non solo per la sua eroica condotta nelle varie azioni guerresche, ma anche per la sua intelligenza, manifestatasi in molti singolarissimi studi, e per la sua genialità nelle diverse questioni d’organizzazione della Marina. Non è dunque straordinario ch’egli abbia avuto nel corso della sua carriera, anche prima di assurgere ai più alti gradi, importantissimi incarichi, nei quali sempre più si rendeva manifesto il suo valore intellettuale. Il 10 luglio 1873, da soli 6 giorni promosso contrammiraglio, per designazione del Riboty, ebbe nel Ministero Minghetti il portafoglio della Marina, carica che lasciò nel 1876 insieme con gli altri ministri dimissionari; assunse allora il comando del Dipartimento di Spezia, poi quello della squadra, in seguito di altri dipartimenti, e resse infine l’Ufficio di Stato Maggiore. In ogni destinazione lasciò un’impronta della sua attività e del suo spirito moderno, ponendo nella risoluzione dei vari problemi marittimi un acume tutto proprio, finché nel 1885, già vice ammiraglio, ritornò al Dicastero della Marina, essendo capo del Governo il marchese di Rudinì. Nel frattempo il Saint Bon era stato già più volte eletto deputato e poscia elevato agli onori del laticlavio. Il 25 novembre 1892, colpito da un fiero attacco di polmonite, il grande ammiraglio moriva a Roma.

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