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15.11.2019, a Bosa presentazione del libro di Carlo Sorgia “Tutta colpa della luna”

a cura Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Il 15 novembre 2019 alle ore 17.00 verrà presentato il giallo di Carlo Sorgia (*) “Tutta colpa della luna” presso la sede dell’Università della Terza Età di Bosa, un giallo ambientato proprio in quella città. Conduce l’evento il prof. Luigi Mastino.

SINOSSI
Un ragazzino di sedici anni giace a terra, privo di sensi, vittima di una nuova droga che rischia di mettere a serio rischio la vita dei giovani di Bosa; un vecchio pescatore, soprannominato “la vedetta della piazza”, pagherà a caro prezzo l’aver confidato incredibili segreti; vecchie leggende su passaggi segreti utilizzati in passato dai Templari e oggi, forse, al servizio di astuti spacciatori.
Sono questi alcuni degli ingredienti di una storia intricata sulla quale sono chiamati a far luce il comandante della stazione dei Carabinieri di Bosa, brigadiere Nieddu, e il suo superiore, maresciallo Lo Cascio.
Ancora una volta l’autore Carlo Sorgia elabora un giallo in piena regola, che appassionerà e fino alla fine, coinvolgendo il lettore nelle vicende ricche di colpi di scena, che sconfineranno anche nella vita personale e sentimentale dei protagonisti.

STRALCIO: STRADE E CUNICOLI
“Siamo arrivati al punto X”.
Dicendo così chiede aiuto per spostare un grosso arbusto secco, dietro il quale è celata una piccola buca posta alla base periferica del castello. Un foro talmente piccolo che Lo Cascio pensa che sia impossibile poterci entrare dentro. Claudia, la più smilza, ma anche la più coraggiosa, sparisce dentro in un baleno, seguita da Ivano. Il maresciallo, che fin qui ha osservato atterrito, non può fare altro che seguirli e, con molta cautela, affronta questa prova diabolica. Prima i piedi poi il busto, esattamente come ha raccomandato lo studioso, un rapido movimento d’anca per velocizzare l’ingresso e via. Nonostante la pancia, anche lui riesce. Si ritrova in un grande ambiente e, finalmente, può respirare a pieni polmoni. Le paure del buio e di non riuscire a respirare si sono dissolte come per incanto, ma è ancora rintronato dalla tensione. Devono ripetergli, per due volte, che può evitare di stare in quella posizione scomoda, completamente ricurvo su se stesso. Si guarda intorno e, grazie alla luce della pila, si rende conto di trovarsi in una grotta molto ampia. Pareti lisce altissime e sotto di loro un altro ambiente completamente da scoprire. È tutto talmente vasto che la luce delle pile svanisce fino a perdersi. Sono solo loro tre in quella grotta oppure… forse no.
Un urlo ghiaccia il sangue nelle vene a Lo Cascio e si accorge che Claudia lo sta abbracciando, in maniera così forte da togliergli il respiro. Non capisce. La ragazza mantiene la faccia premuta contro il petto, quasi a chiederne protezione. Col dito indica uno spazio fisico indefinito sopra di loro. Si rende conto, solo dopo avere sollevato lo sguardo, che sono accerchiati da svariate migliaia di pipistrelli. Volano in maniera goffa e, apparentemente, senza senso. Si intrecciano, cambiano d’improvviso strada, si inseguono, volano a gruppi. Un nugolo scuro si sposta da una parte all’altra e poi tanti altri ancora appesi sulla volta superiore. A testa in giù.Ivano, sulle prime, sghignazza per quella scena esilarante. Cerca, infine, di rassicurare Claudia che rimane ancorata al suo collega. Sembra la sua ombra talmente sono appiccicati. I pipistrelli dopo qualche istante si chetano e torna la pace.
Senza fare rumore, i tre cominciano la loro esplorazione.
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