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Il solcometro – L’origine della velocità in “Nodi”

di Mario Veronesi (*)

mario-veronesi-per-www-lavocedelmarinaio-comQuando il comandante di un veliero voleva conoscere la propria velocità, faceva filare a poppa una sagola, sulla quale erano presenti dei nodi distanziati fra loro. In tal modo mentre il veliero avanzava, la sagola si svolgeva fuoribordo facendo sfilare un nodo dopo l’altro, quindi dopo 30 secondi di clessidra venivano contati quanti nodi erano passati, che così rappresentavano con molta approssimazione la velocità della nave. All’estremità della sagola affondata, era fissata una tavoletta (solcometro a barchetta che gettato in mare da poppa fa svolgere una sagola, graduata con dei nodi a distanza fissa. La parola solcometro trae origine dalla metafora “solcare il mare”, termine che rimanda all’idea della nave che con il suo moto, quasi fosse un aratro, traccia un “solco” sulla superficie del mare), che fungeva da ancora galleggiante.
Nell’immagine un “Solcometro” – foto internet.

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(*) per saperne di più sull’autore, digita il suo nome e cognome sul motore di ricerca del blog.-

Un commento

  • Massimo Talini

    E’ opportuno dire che i nodi sulla sagola erano posti alla distanza (teorica) di 15,46 m (in realtà un po’ meno) pari alla 120ma parte del miglio nautico. Così, filando n nodi in 30 secondi pari alla 120ma parte dell’ora, si poteva dedurre una vecocità di n miglia orarie (1 nodo = 1 miglio all’ora). I 30 secondi erano scanditi da una clessidra tarata allo scopo.

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