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24.7.1943, affondamento regia nave postale Santa Lucia

di Carlo Di Nitto

Ancora una volta un semplice documento racconta una storia.
Questa volta il documento ci ricorda la tragedia del Piroscafo “Santa Lucia” del quale ricorre il 76° anniversario dell’affondamento, causato dall’attacco di aerosiluranti britannici.
Il “Santa Lucia” era il piroscafo postale che faceva servizio tra Gaeta e le isole Ponziane ed era familiarmente chiamato “il Tram dei Ponzesi”. In quel funesto 24 luglio del 1943 era comandato dal cap. L.C. Cosimo Simeone da Gaeta, un abilissimo uomo di mare  ed aveva un equipaggio composto da 17 marinai civili, oltre ad altri 7 marinai militari destinati alla difesa dell’unità da eventuali attacchi nemici.

La nave era stata militarizzata per un breve periodo  dalla Regia Marina con la sigla F 73 ed era stata impiegata per il servizio di vigilanza foranea a Napoli. Per questo motivo era stata pitturata in grigio e le era stato montato un cannoncino a prua,. Nonostante fosse stata successivamente smilitarizzata e tornata al servizio civile, mantenne queste caratteristiche fino al giorno del suo affondamento.


Il 23 luglio 1943, durante il viaggio di andata da Gaeta verso le isole, il “Santa Lucia” era già stato fatto oggetto di un attacco aereo nemico, ma le abili manovre del comandante Simeone erano riuscite ad evitare il peggio.  La mattina del giorno successivo, 24 luglio, il piroscafo ripartì da Ponza per il viaggio di ritorno verso il continente, ma a circa due miglia al traverso di Punta Eolo a Ventotene, venne attaccato da una squadriglia di aerosiluranti inglesi. A nulla valsero questa volta le manovre diversive attuate dal comandante Simeone. Colpita da un siluro, la nave si spezzò in due ed affondò in meno di un minuto trascinando con se la maggior parte delle persone che trasportava. I superstiti furono soltanto cinque e tra questi il comandante Simeone che, raccolto gravemente ferito in mare, morirà due giorni dopo a Napoli. Le vittime accertate furono 65, delle quali 46 passeggeri civili. Si ipotizza però che furono molte di più per la possibile presenza a bordo di confinati politici e di militari germanici.

Come in altre occasioni, nella mia costante ricerca di materiale inerente la storia della Marina ho trovato la scheda statistica relativa all’imbarco sul “Santa Lucia” del cannoniere armaiolo Riccardi Luigi da Barra (Napoli), classe 1915, che scomparirà disperso nell’affondamento.


Questo documento non è più in mio possesso. L’ho infatti donato alla Signora Mirella Romano figlia di Carmine Romano, disperso nella tragedia, e curatrice a Ponza di un piccolo Museo dedicato alla Memoria delle vittime. Non potevo affidarlo a mani migliori.
I Marinai non dimenticano.
Onore ai Caduti.

Nave postale Santa Lucia
di Antonio Cimmino, Pancrazio “Ezio” Vinciguerra e Carlo Di Nitto

Il 24 luglio 1943 la nave postale postale Santa Lucia con molti passeggere a bordo, oltre l’equipaggio civile e 7 marinai della Regia Marina, salpato da Ponza e diretto a Ventotene, fu attaccato da 7 aerosiluranti britannici Bristol-Beaufighter chevolavano a pelo d’acqua provenienti da Tunisi.

Il comandante Cosimo Simeone, esperto capitano di lungo corso, tentò di manovrare zigzagando accostandosi a Ventotene, ma la piccola nave fu colpita da un siluro che la spezzò in due e, in meno di un minuto, affondò portandosi in fondo al mare decine di uomini.
Nonostante l’invio di unità di soccorso, solo 5 superstiti furono recuperati.
I soccorsi furono effettuati da 2 pescherecci, il motoscafo Medolino della Pubblica Sicurezza, un aereo per idro-soccorso decollato da Napoli, la regia corvetta Euterpe e la regia torpediniera Ardimentoso.
Passeggeri imbarcati
– 17 marinai equipaggio civile;
– 7 marinai della regia Marina addetti al cannoncino di bordo;
– 46 passeggeri
per un totale di 70 persone.

Si salvarono:
– il Comandante Cosimo Simeone poi deceduto nell’ospedale di Napoli;
– Luigi Ruocco, marinaio di coperta, classe 1904, matricola 42495 di Compamare Castellammare di Stabia.

Furono recuperati:
– fante Fernando Capoccioli nato a Roma l’11.8.1909;
– carabiniere Vincenzo Moretti, nato a Palestrina il 10.6.1920;
– Francesco Aprea, nato a Ponza il 3.5.194.

Cadaveri recuperati:
– fuochisti Giuseppe Esposito, classe 1902, matricola 4279 di Compamare Castellammare di Stabia;
– fuochista- carbonaio Ettore Albanelli, classe 1904, matricola 71812 di Napoli.

Morirono tutti i 7 uomini della Regia Marina.

Il “Santa Lucia” faceva servizio di linea fra Gaeta e le Isole Ponziane. Il Comandante Cosimo Simeone era di Gaeta. Nel 2013 a Gaeta il Gruppo A.N.M.I. e la Sezione Medaglie d’Oro Lunga Navigazione Marina Mercantile, unitamente con il Comune, hanno fatto intitolare un largo cittadino alle Vittime del Santa Lucia.
Il 24 luglio 2013 è stata collocata la targa da seguente foto:

(foto dalla rete)


Cosimo Simeone, capitano di lungo corso
. Scomparso per l’affondamento del Piroscafo “Santa Lucia” del quale era il Comandante. Mare Mediterraneo (Isola di Ventotene), 24 luglio 1943.

Marinaio mitragliere Luigi Maggiacomo, disperso il 24 luglio 1943 nell’affondamento del piroscafo “Santa Lucia” (già vedetta foranea F 73) avvenuto a circa 2 miglia per 350° da Punta Eolo, isola di Ventotene.
L’unità, attaccata da aerosiluranti britannici verso le ore 10.00 circa, nonostante le manovre diversive effettuate venne colpita da un siluro, si spezzò in due ed affondò in meno di un minuto trascinando con sé la maggior parte delle persone che trasportava.
Luigi Maggiacomo era nato ad Itri (compartimento marittimo di Gaeta) il 26 ottobre 1917.

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