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20.7.1866, regie navi Re d’Italia e Palestro e la battaglia di Lissa

di Carlo Di Nitto e Caludio Confessore

…l’infausta giornata di Lissa e dei caduti delle regie navi Re d’Italia e Palestro.



Nell’immagine, l’affondamento della regia nave “Re d’Italia” nel dipinto di C. Frederik Sorenson conservato nell’Heeresgeschichtliches Museum di Vienna.

Il dipinto mostra la nave mentre affonda dopo essere stata speronata dalla “Ferdinand Max”, nave ammiraglia dell’Ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff.
Negli avvenimenti di Lissa, svoltisi fra il 17 ed il 20 luglio 1866, si sono svolte due distinte azioni nelle quali l’eroismo di ufficiali, di sottufficiali e di semplici marinai ha posto un suggello di gloria con mirabili esempi di coraggio, forza d’animo ed ardimento al risultato definitivo dell’azione.

Il 19 luglio l’armata navale italiana procedeva al bombardamento delle opere fortificate dell’isola per render facile lo sbarco dei reparti di occupazione che sarebbero dovuti sbarcare la stessa sera e il mattino dell’indomani.

La Corazzata Re d’Italia rimase isolata fra le navi austriache e, dopo avere schivato l’attacco, non poté più sfuggire a quello dell’Unita Ferdinand Max, ammiraglia di Tegetthoff che la speronava, in breve tempo si capovolse nel gorgo del mare dando iniziò alla tragedia.
Onore a tutti gli oltre 620 Caduti di Lissa.

La battaglia di Lissa
di Claudio Confessore

Secondo alcune fonti storiche a Lissa gli austriaci ebbero 38 morti, 138 feriti e nessuna unità persa in combattimento, mentre gli italiani 620 morti, 161 feriti e l’affondamento di due unità corazzate, la Re d’Italia e la Palestro.

Ad esclusione dei feriti di cui non ci sono in ambito italiano fonti che confermano il numero, per quanto concerne le vittime riporto il seguente specchietto tratto dall’Albo d’Oro della Marina Militare.

Ai richiedenti possiamo fornire anche i nominativi di tutti deceduti. I dati sono ricavati dall’Albo d’Oro della Marina Militare.

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