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Ipocrisia e l’amor di patria

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

L’ipocrisia è il linguaggio che usano i corrotti, di quelli, per intenderci, che non amano la verità ma amano esclusivamente se stessi.
Il linguaggio che usano gli ipocriti quindi nasce dalla bugia, verso gli altri e verso se stessi, e la bugia è il peccato dei corrotti, di quelli che cercano di ingannare, di coinvolgere, di persuadere gli altri alla loro menzogna.


La verità, al contrario dell’ipocrisia, va sempre coniugata con la parola amore, verso Dio, verso il prossimo, verso se stessi: se non c’è verità in noi, non c’è amore!
Per amare ed essere amati, non basta usare un linguaggio più o meno edulcorato, ma bisogna mettere in atto ciò che si pensa e che si dice. Non bastano parole di adulazione, di persuasione diabolica, perché l’ambiguità, il compromesso, l’irresponsabilità, il mancato dialogo e l’aiuto verso il prossimo, i tornaconti personali, la sfrenata ambizione, la smisurata superbia, l’omissione, l’omertà, la menzogna, l’ambiguità, gli egoismi, ecc. ecc. ci conducono, alla fine della nostra esistenza terrena, alla solitudine.

Qual’è allora la strada da percorrere per combattere l’ipocrisia e quindi gli ipocriti?
Educare, come siamo stati educati, nell’azione, alla responsabilità sociale, partendo dal nucleo familiare, perché chi soffre pene spirituali e materiali, senta quel sostegno e quella vicinanza che alleviano la pesantezza della solitudine: ma sempre nella verità dell’amore perché è l’unico linguaggio, spirituale e materiale, che ci porta all’unica condizione di vivere, degnamente, la Parola di Dio.

Un commento

  • ignacio egidio cavo

    Ho vissuto la tua pagina Ezio…e ti dirò caro fra bravo Lupo Di Mare, sono daccordo con te..

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