Attualità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Racconti,  Recensioni,  Un mare di amici

Come una mamma per il suo bambino

di Marisa Toraldo

Riceviamo e, con profonda commozione mista di dolore e gioia, pubblichiamo.

Le persone temprate dalla sofferenza hanno affinato una sensibilità speciale. Sanno essere dolci e non sdolcinate, sanno essere dure senza far male, sanno dosare la rabbia distinguendola dall’odio, sanno il significato del silenzio, sanno distinguere l’essenziale dal superfluo, conoscono il peso delle lacrime e il valore di un brivido e soprattutto sanno che nulla ti è dovuto e ciò che hai puoi sempre perderlo. Sono persone così fiere delle proprie cicatrici da potersi permettere di fare a meno di qualsiasi maschera…libere di essere vulnerabili, di provare emozioni e soprattutto libere di correre il rischio di essere felici come una madre che ha concepito il suo bambino.

Sostieni il gruppo Alessandro Nasta: “L’acrobata del mare”
https://www.facebook.com/groups/283939205079777/?fref=ts

Alessandro Nasta  vive - Copia - www.lavocedelmarinaio.com


Articoli correlati:
https://www.lavocedelmarinaio.com/2013/07/sono-morto-due-volte/
https://www.lavocedelmarinaio.com/2012/05/addio-alessandro/
https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/05/i-marinai-e-lo-stress-a-bordo/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *