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I ragazzi della leva in Marina

di Enrico Vardanega (ex Sergente Motorista Navale di nave Geniere)


Dopo l’effetto novità tutto quel mondo nuovo cambiava d’abito davanti agli occhi attenti e talvolta spauriti e preoccupati di chi stava vivendo quei giorni.
Ora quel mondo si presentava come in realtà, c’era chi assegnava compiti, chi impartiva ordini e, i comportamenti personali da tenere, nel rispetto della divisa indossata e delle sue immancabili regole, dovevano essere rispettate.
Le nostre reazioni, del tutto personali a seconda dell’indole e del carattere di ciascuno, il nuovo modo ed il senso del vivere insieme a bordo di una nave, prevedeva un’altra tipologia di pensiero e di azione.
Era la vita militare.
Le piccole grandi emozioni dell’età, si tingevano di bianco e azzurro e una quotidiana e silenziosa sfida senza mai darlo a vedere.
Ora tutto era chiaro, bisognava starci dentro fino alla fine, ma quel tempo sembrava lungo
ed interminabile.

La crescente consapevolezza che la vita sarebbe stata in ogni caso quella vita, indirizzava tutti gli sforzi a realizzare un salto di qualità dei pensieri e del vivere, insomma un cambiamento radicale.
Era anche il tempo del dispiegamento della bandiera della gioventù.
Non mancarono piccoli tormenti e fastidiose ferite che toccarono l’animo, nessuno per lo meno se ne faceva carico, e in  quanto a me, pian piano, imparai ad andare avanti con le mie forze.
Mettevo nel berretto d’ordinanza anfore e stelline, una sorta di calendario che scandiva il mese già trascorso prima di arrivare a mettere le ultime per il giorno del congedo.
Strani concetti di allora che, qualche tempo dopo, sarebbero stati riconsiderati sotto una luce diversa.
La terza e ultima fase di quella vita, fu qualcosa di surreale mentre, a mia insaputa, si stava completando una pagina indelebile proprio di quella vita che un giorno mi sarebbe stata restituita, come regalo inaspettato, nei meandri dei ricordi della mia memoria.
Tutto era  ben confezionato, e un bel fiocco azzurro mare che avevo conosciuto, temuto, amato, e di quel mare che aveva riempito i miei occhi di cotanta bellezza…
E io, ma sarebbe meglio dire noi, ne avemmo preso atto.

Eravamo i ragazzi della leva di mare, che per un attimo ci siamo ritrovati a vivere fianco a fianco, con la stessa divisa, sotto la stessa Bandiera …la stessa gioventù: la migliore.

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