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Tutta colpa della luna di Carlo Sorgia

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

“Tutta colpa della luna” è l’ultimo libro di Carlo Sorgia (*) (Edizioni LFA Publisher) che narra di un ragazzino di sedici anni giace a terra, privo di sensi, vittima di una nuova droga che rischia di mettere a serio rischio la vita dei giovani di Bosa; un vecchio pescatore, soprannominato “la vedetta della piazza”, pagherà a caro prezzo l’aver confidato incredibili segreti; vecchie leggende su passaggi segreti utilizzati in passato dai Templari e oggi, forse, al servizio di astuti spacciatori.Sono questi alcuni degli ingredienti di una storia intricata sulla quale sono chiamati a far luce il comandante della stazione dei Carabinieri di Bosa, brigadiere Nieddu, e il suo superiore, maresciallo Lo Cascio.
Ancora una volta l’autore Carlo Sorgia elabora un giallo in piena regola, che appassionerà e fino alla fine, coinvolgendo il lettore nelle vicende ricche di colpi di scena, che sconfineranno anche nella vita personale e sentimentale dei protagonisti.
Se ne consiglia la lettura.

Dalla prefazione
Siete divoratori di polizieschi, preferibilmente d’impostazione classica?
Le opere di Edgar Allan Poe, Agatha Christie e altri maestri del giallo occupano uno spazio privilegiato nelle vostre librerie?
Bene, Tutta colpa della luna, quest’ultimo lavoro di Carlo Sorgia che vi accingete a leggere, non vi lascerà delusi.
Bosa, elegante borgo dell’Oristanese adagiato sulle rive del Temo, dominato dall’antico castello dei Malaspina, fa da cornice (non una novità per l’autore, come sa chi ha letto Delitto a Bosa, ambientato nove anni prima) a un losco caso di traffico di stupefacenti sul quale dovrà indagare l’esperto maresciallo Lo Cascio, un carabiniere – e un uomo, sposato, con figli – senza vocazione da eroe, semmai avvezzo ai vecchi metodi e animato da un radicato senso del dovere.
A partire dal momento in cui il sedicenne Luigi verrà ritrovato esanime all’uscita dalla discoteca, abbattuto da un mix di alcol e pasticche sotto gli occhi disperati di Francesca, figlia del brigadiere Nieddu, gli investigatori si troveranno a fronteggiare l’azione della criminalità organizzata, annidata come un cancro anche in quel tranquillo angolo della Sardegna. Un avversario implacabile, indifferente al valore della vita umana.
A Lo Cascio capiterà di conoscere Claudia, giovane collega tanto affascinante quanto arguta, un valido aiuto nel dipanare la matassa delle indagini… o qualcosa di più?
Non è questa la sede per anticipare i passaggi chiave della trama, ma suggerisco di prestare attenzione al tratto narrativo di Carlo Sorgia: lineare, privo di inutili orpelli, pudicamente sfrontato – l’ossimoro, si sa, piace ai poeti, e Sorgia pratica con successo anche questo genere – nel rivelare al lettore gli scherzi che può giocare ai comuni mortali il silenzioso astro nel quale Eschilo indovinava una rana d’oro in cielo.
Mi piace, inoltre, sottolineare la solidità dell’impalcatura dell’opera, nel rispetto della lezione di Nabokov, per il quale lo stile e la struttura sono l’essenza di un libro; le grandi idee solo risciacquatura di piatti.
Qui, del giallo convenzionale non manca nulla: c’è il rebus da risolvere, l’indagatore con la sua squadra, la calibrata definizione dell’universo interiore dei protagonisti, la preferenza per un metodo di indagine che impone di seguire piste che da indizi si trasformano in prove.
Niente di nuovo? Il bello è proprio questo, in un’epoca di esperimenti editoriali – chiamiamoli così – a dir poco discutibili.
La luna, protagonista essa stessa del romanzo, proietta infine i suoi raggi su un mistero vecchio di secoli, tuttora irrisolto: quello della presenza e del ruolo dei cavalieri Templari in Sardegna.
Senza pretese di indagine storica, l’autore propone con discrezione una tesi che non mancherà di incuriosire gli appassionati e gli studiosi del Medioevo.
Fabio Marcello
Giornalista, critico letterario

(*) Carlo Sorgia nasce a Cagliari, classe 1949. Dirigente, pensionato, presso una banca estera scrive e pubblica poesie e narrativa. A Cavallo della Vita ed Booksprint- romanzo autobiografico, Il Sangue è solo un Liquido? Storia di una famiglia ritrovata ed. La Riflessione (2014), Delitto a Bosa ed. Di Buono editore (2016). Fa parte di commissioni letterarie in qualità di giurato.
Il suo blog: www.carlosorgia49.weebly.com
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