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Angelo Berardi (Taranto, 9 giugno 1887 – 4 dicembre 1918)

di Claudio53

Premessa a cura dell’autore

Caro Padre,
in uno dei giorni della settimana, e precisamente martedì o mercoledì, se il tempo sarà buono, verrò in dirigibile a trovarvi, approfittando dell’occasione che un dirigibile della Marina andrà da Roma a Brindisi, io, però, sbarcherò a San Vito.
Arrivederci, dunque, a presto.
Bacio Te e la Mamma e tutti in famiglia.
Tuo Aff.mo figlio Angelo

Questo era il contenuto del telegramma con cui il Maggiore del Genio Angelo Berardi, asso dei dirigibili ed eroe della Grande Guerra, inviava al padre per comunicargli del suo arrivo a casa per licenza. È il tarantino più decorato della Prima Guerra Mondiale muore in un incidente aviatorio poco dopo la fine delle ostilità. Taranto gli rese significativi riconoscimenti. Il Comandante di Marina Sud, Ammiraglio di Divisione Salvatore Vitiello, nel suo discorso alla cerimonia di Santa Barbara, tenuta nella Cattedrale di Taranto, ha ricordato la figura di Berardi. L’Ammiraglio non è di Taranto, ma ha ricordato un tarantino che la città ha per decenni vergognosamente dimenticato. Dove sono gli storici locali e le Associazioni culturali e d’Arma? Ad eccezione di pochissime eccezioni, la maggioranza dei “presunti” storici, o che si reputano tali, appaiono più come degli apprendisti stregoni che ancora parlano di sabotaggi e di spie (per entrambi i conflitti mondiali) continuando a fare propaganda di guerra e a scrivere articoli o libri in cui imprecisioni e falsi storici continuano ad inquinare la corretta conoscenza.

Il 4 dicembre 1918, in seguito alla fine della Grande Guerra e la cessazione delle ostilità, il Maggiore Angelo Berardi, Comandante del Cantiere Aeronautico di Bosco-Mantico di Verona, stava facendo ritorno alla sua città natale di Taranto come passeggero sul dirigibile O5 della Regia Marina che insieme al gemello O6 erano in trasferimento da Ciampino a Grottaglie.
La Grande Guerra era terminata da un mese con l’Austria-Ungheria e poco meno con la Germania, a Taranto si festeggiava Santa Barbara, patrona della Marina Militare, i due Dirigibili della Regia Marina dopo aver superato Amendolara incontrarono avverse condizioni metereologiche. Dell’O6 si persero le tracce sul Golfo di Taranto mentre il dirigibile O5 riuscì ad arrivare sino a San Vito (nota). La forte burrasca in corso impediva al dirigibile di ancorarsi, urtò anche un caseggiato, la furia del vento stava distruggendo l’aeronave e all’ordine di abbandonare l’aerostato i due Comandanti di Marina imbarcati si lanciarono da un’altezza di tre metri salvandosi mentre il Berardi, insieme al nostromo, tentò ulteriormente l’ancoraggio ma la bufera che imperversava travolse il dirigibile che si schiantò in mare, i resti dell’eroe non vennero mai ritrovati. I rottami dell’aeronave furono rinvenuti 15 miglia a Sud-Ovest di Santa Maria di Leuca mentre alcuni indumenti del Berardi furono recuperati sul lido di Leporano.
Nato a Taranto il 9 giugno 1887, il Maggiore del Regio Esercito Angelo Berardi, pluridecorato ed astro dei dirigibili. Entrò a quindici anni nel Collegio Militare di Roma per frequentare successivamente la Regia Accademia Militare d’Artiglieria e Genio di Torino. Nel 1910 ottenne il grado di sottotenente. Promosso Tenente nel 1911 venne destinato presso il Battaglione Dirigibili prendendo parte alla guerra di Libia.
Ufficiale di bordo nel 1914, Comandante in Seconda di Dirigibile nel febbraio del 1916, Comandante nell’agosto del 1917, fu sempre in zona di guerra dall’inizio alla fine del conflitto.
Fu decorato con ben 4 Medaglie d’Argento al Valor Militare, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare, una Croce di Guerra Italiana, una Croce di Guerra Belga, una Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia, il Nastrino di Guerra con tre stellette, la promozione a Maggiore per merito di Guerra ed una serie notevole di encomi ed elogi.
Eseguì 86 ascensioni di cui 64 di bombardamento e stabilì il record in altezza per Dirigibili raggiungendo la quota di 6250 metri.
La sera del 4 dicembre 1918 un sintetico annuncio della “Agenzia Stefani” comunicò la tragedia dei due dirigibili nella quale aveva trovato la morte anche il Maggiore Angelo Berardi Comandante del Cantiere Aeronautico di Bosco-Mantico di Verona.
In tale località nel mese di maggio del 1919 furono effettuate delle cerimonie commemorative, fu inaugurata una targa in bronzo dell’architetto Gennari che si componeva di una corona intrecciata di alloro e quercia che racchiudeva una lunetta con ai lati le aquile romane e nella chiave dell’arco una piccola “Vittoria Alata”. All’interno era incisa una epigrafe di Gabriele D’Annunzio:

Il Dirigibile M11 assunse il nome di “Dirigibile Angelo Berardi” e l’aeroporto, ancora oggi in attività ed impiegato per aerei da turismo, porta il nome di Aeroporto Angelo Berardi.

A Taranto sin dal febbraio 1919 la Giunta Comunale aveva preso delle determinazioni in merito alle azioni per onorare il glorioso caduto ma difficoltà politiche non consentirono di attuarle subito e per la cerimonia si dovette aspettare il mese di settembre per organizzare la manifestazione commemorativa.
La cerimonia si svolse il 14 settembre 1919 e in esito alle decisioni della Giunta fu inaugurata una Lapide posta sul Palazzo Uffizi della città su cui è incisa una epigrafe di Alessandro Criscuolo.

A Berardi fu intitolata anche la via della casa in cui nacque, sulla cui facciata fu posta a ricordo una lapide su cui è incisa la frase:

GHIRLANDATA DI GLORIA È QUESTA CASA
VI NAQUE 9 GIUGNO 1887
ANGELO BERARDI
MAGGIORE DEL GENIO
EROICO NAVIGATORE DEL CIELO
S.P.Q.T.
31 AGOSTO 1919

Ad un anno esatto dalla tragica scomparsa, il 4 dicembre 1919, all’Aeroscalo di San Vito fu inaugurato un imponente monumento all’aviatore Berardi (oggi il monumento è all’interno della Scuola Sottufficiali di San Vito a Taranto).

Nel centro del monumento è incisa la seguente iscrizione dettata dal Professor Luigi Amaduzzi.

ANGELO BERARDI
MAGGIORE DEL GENIO
DELL’AEREA NAVE GUIDATOR SECURO
FULMINATORE DI NEMICI
DAI VIGILI CIELI
DONDE SORRISERO ALL’ITALIA
GLI ALBORI DELLA VITTORIA
QUI
NELLA TEMPESTOSA NOTTE
DEL IV DICEMBRE MCMXVIII
SPEZZATA DAL TURBINE L’INVITTA PRORA
TROVÒ DEGNA TOMBA
NELLA GRANDIOSITÀ DEL MARE

La tomba “vuota” di Angelo Berardi si trova preso il cimitero San Brunone di Taranto.

(nota) La dinamica degli eventi non appare chiara, secondo alcune fonti sembra che i due dirigibili siano entrati in collisione a causa delle avverse condizioni metereologiche. Solo la consultazione della documentazione ufficiale consentirà di chiarire l’esatta dinamica della tragedia.

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