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10.11.1942, affondamento del regio sommergibile Emo

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra, Antonio Cimmino, Claudio Confessore e Giorgio Gianoncelli.

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aniello-desiderio-www-lavocedelmarinaio-comQuesto breve articolo è dedicato in memoria di Desiderio Aniello, nato a Castellammare di Stabia l’8 agosto 1919. Durante il Secondo Conflitto Mondiale fu imbarcato sul Sommergibile EMO di Base a Betasom, e dopo l’autoaffondamento del battello fu recuperato in mare e fatto prigioniero dagli inglesi. E’ deceduto il 25 novembre 1988.

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Sommergibile EMO Classe Marcello
GENERALITA’
Il regio sommergibile EMO fu impostato il 16 febbraio 1937 nei cantieri CRDA di Monfalcone, varato il 29 giugno 1939, consegnato il 14 ottobre 1938 e fu assegnato alla 22^ Squadriglia del II GRUPSOM di Napoli. Ha svolto 14 missioni in Mediterraneo e 6 fuori percorrendo in emersione 33.630 miglia ed in immersione 3.604 per un totale di 240 giorni di mare. Effettuò, inoltre, 24 uscite per addestramento sommergibilisti.

CARATTERISTICHE TECNICHE
Tipo Sommergibile: Oceanico
Dislocamento: in superficie 1060,00 t., in immersione 1313,00 t.
Dimensioni: lunghezza 73,00 m., larghezza 7,20 m.
Immersione media: 5,10 m.
Profondità di collaudo: 100 metri.
Apparato motore in superficie: 2 diesel C.R.D.A. 2 eliche potenza 3200 cv
Apparato motore in immersione: 2 elettrici CRDA potenza 1100 cv, 1 batteria di accumulatori al piombo di 132 elementi
Velocità: in superficie 17,4 nodi, in immersione 8 nodi
Autonomia in superficie: 2500 miglia a 17 nodi, 7500 a 9,4 nodi, 9760 a 8 nodi (in sovraccarico)
Autonomia in immersione: 8 miglia a 8 nodi, 120 miglia a 3 nodi
Combustibile: 63,135 m3 carico normale, 107,035 m3 sovraccarico
Armamento:
• 4 tubi lanciasiluri AV da 533 mm.
• 4 tubi lanciasiluri AD da 533 mm.
• 2 cannoni da 100/47 mm mod. 1938.
• 2 mitragliere Breda mod. 31 binate da 13,2 mm.
• 12 siluri da 533 mm.
• 300 colpi per i cannoni
• 3000 colpi per le mitragliere
Equipaggio: 7 ufficiali, 50 tra sottufficiali e marinai.

ATTIVITÀ SVOLTA
Dall’1 al 13/7/1940, Comandante C.C. Carlo Liannazza, pattugliamento tra Alboran e la costa del Marocco.
Il 27/8/1940 parte da Napoli per raggiungere Bordeaux.
Dal 10 al 24/9/1940, come da prassi, prima di raggiungere Bordeaux rimane in agguato in Atlantico e gli viene assegnata da pattugliare l’aerea al largo della Sierra Leone. In tale mare affonda il Piroscafo Britannico “Saint Agnes” di 5.199 t.
Il 3/10/1940 entra a Bordeaux.
Dal 31/10/1940 al 20/06/1941 effettua varie missioni in Atlantico intervallate da piccole soste lavori. Tra il 2 e il 3/11/1940, per una violenta burrasca, perde in mare il Sottocapo Giuseppe De Gobbi e resta ferito il Comandante. Il 6 rientra a Bordeaux e successivamente il Comandante viene sostituito dal Tenente di Vascello Giuseppe Rosselli Lorenzini che in seguito lo sostituirà anche sul sommergibile Cagni e che avrà, dopo la guerra, una brillante carriera assumendo dal 22 ottobre 1970 al 4 maggio 1973 l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina.
Ripresa l’attività il 14/3/1941 affonda il Piroscafo britannico “Western Chief” di 5.759 t.
Il 7/6/1941, alle ore 07.45, attacca e colpisce con due siluri due piroscafi di 3.000 e 1.900 t. circa, questi affondamenti non saranno confermati dai britannici nel dopoguerra.
Il 20/8/1941, dopo circa due mesi di lavori in arsenale, parte da Bordeaux per rientrare in Mediterraneo, prima di passare Gibilterra, come al solito, rimane in agguato dal 22 al 28 a ponente dello stretto e l’1/9/1941 arriva a Napoli per essere poi trasferito alla scuola sommergibili di Pola.
Dall’1/10 al 12/12/1941 effettua 24 uscite di addestramento per la Scuola sommergibilisti di Pola.
Il 16/12/1941 è destinato a Taranto ed inizia nuovamente l’attività operativa trasportando materiali per l’Africa Settentrionale fra Taranto, Bardia, Suda e Cagliari. In uno di questi trasporti arrivato a Bardia fu ingaggiato dell’artiglieria nemica, attestata lungo la costa prospicente, ed in tale scontro rimase ferito il Comandante ed il timoniere di manovra Campisi di Siracusa. Il 5/1/1942 entra a Suda e l’8 rientra a Taranto da dove successivamente riparte per Cagliari.
Dal 17/4 al 3/5/1942 è in agguato a Nord di Capo Caxine (Algeria). Dal 13 al 18/6/1942 ritorna di nuovo in agguanto davanti la costa Algerina per operare successivamente dal 23/6 al 16/7/1942 Sud di Ibiza.
Dopo questa missione il Capitano di Corvetta Giuseppe Roselli Lorenzini viene sostituito dal T.V. Giuseppe Franco.
L’11/8/1942 parte da Cagliari per operare di nuovo, a partire dal 12, davanti alla costa Algerina a Nord-Est di La Galite. Lo stesso giorno lancia quattro siluri contro una nave britannica e per accertare il risultato dei lanci sale in superficie ma venendo scoperto da un Cacciatorpediniere britannico è costretto ad una immersione rapida ed a rompere il contatto. Il 17 agosto è di nuovo a Cagliari.
Dal 18 al 29/10/1942 è nuovamente in agguato lungo la costa algerina. Ritornato a Cagliari ripartirà il 7/11/1942 per pattugliare a Nord della Sardegna ma dopo qualche giorno riceve l’ordine di spostarsi a Nord di Algeri poiché era in corso lo sbarco Alleato in Algeria.
Alle 1200 del 10 novembre 1942, nel corso di una manovra per attaccare unità nemiche, fu avvistato dal Cacciasommergibili britannico Lord Nuffield (FY 221) che sganciò numerose bombe di profondità costringendo l’EMO ad immergersi a quota più profonda. Costretto a riemergere per le numerose avarie subite, ingaggiò il combattimento sparando con il cannone contro l’unità nemica, ma, non potendo più mettere in moto i motori, fu autoaffondato alle ore 1300 circa, in PSN 36° 50′ Nord – 002° 50′ Est (al largo di Algeri).

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I superstiti vennero tratti in salvo dalle unità britanniche e successivamente trasferiti nei campi di prigionia. Sono Caduti 13 uomini nell’azione:
• Guardiamarina Mario Giacchelli di Trieste;
• 2°c. Antonio Amato di Napoli
• 2°c. Vittorio Marchese di Napoli
• 2°c. Domenico Massimelli di Genova
• Sc. Giuseppe Brazzini di Dicomano (Firenze)
• Sc. Vincenzo Cavagna di Milano
• Sc. Mario Di Giusto di Torino
• Sc. Pasquale Esposito di Castellabate (Salerno)
• Sc. Vincenzo Malleo di Palermo
• Com. Gervasio Cossu di San Gavino Monreale (Medio Campidano)
• Com. Antonio Santoro di Mola di Bari (Bari)
• Com. Antonio Spirito di Alghero (Sassari)
• Sc. Giuseppe De Giobbi di Cosio Valtellino (Sondrio)
Lorenzo Trimarco, uno dei superstiti, trasferitosi in America dopo la guerra, ottenne dallo Stato della Pennsylvania il permesso di circolare con la targa dell’auto personalizzata con il nominativo “EMO”.

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Americo Carluccio
di Giorgio Gianoncelli (*)

Dal Mare alla Alpi.

Il Direttore di Macchina del regio sommergibile Angelo Emo, Tenente del Genio Navale Americo Carluccio, Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

L’ingegnere navale Americo Carluccio, originario di Salerno, non appena raggiunto l’età per il pensionamento, lascia la città d’origine e approda nella città di Sondrio dove vive e lavora un suo figliolo, anch’egli ingegnere meccanico. La presenza in Sondrio dell’ufficiale del sommergibile comune a Giuseppe De Giobbi l’abbiamo conosciuta molto tardi, quando la salute dell’uomo era già compromessa da una malattia devastante. La notizia avuta tramite il parrucchiere che si reca in casa per il servizio relativo (la forza di comunicazione dei barbieri è sempre attiva).
Dopo la doverosa telefonata alla famiglia, un mattino faccio visita all’ufficiale trovo quell’uomo disteso sul letto, non ho provato mestizia ma d’istinto lo chiamo Direttore, come se mi trovassi davanti al mio Direttore di bordo. Vedo in quel corpo inerte l’aitante figura dell’uomo che certamente è stata, vedo l’ufficiale che dirige gli uomini della parte vitale del battello con professionalità di rango; mi sento il giovane sottocapo motorista di fronte al mio Direttore che assieme assolvono le importanti funzioni di bordo.
Quando accenno all’”Emo”, i suoi occhi velati incrociano il mio sguardo e si fissano su di me. Gli ho allungato due fotografie di alcuni uomini dell’equipaggio dell’”Emo”, le tiene e le guarda con intensità; nel mio sentimento credo che abbia capito tutto e questo mi rende sereno per aver dato a questo ufficiale che viene dal Sud un momento di riconoscenza per le sue vicende della guerra passata.
Il Direttore di macchina del regio sommergibile “Angelo Emo”, è deceduto nella città di Sondrio il mese di febbraio dell’anno 2008, assistito e confortato dal figlio Ing. Feliciano Carluccio e dalla nuora.

“Stella Maris” La Vergine protettrice dei naviganti. Immagine Sacra che Americo Carluccio ha portato con se a partire dal primo imbarco sui sommergibili. no all’ultimo giorno della sua vita.

(*) per conoscere gli altri suoi articoli digita sul motore di ricerca del blog il suo nome e cognome.

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