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Le triglie parlano con le triglie e le alici parlano con le alici

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

C’era una volta un marinaio che predicava spesso nei corridoi del terzo piano nobile di una “sacrestia ministeriale”.
Diceva spesso, e lo dice ancora, che: “le triglie parlano con le triglie e le alici parlano con le alici” rivolgendosi a coloro che fingevano di ascoltarlo. Ancora oggi, quando si intavola un dialogo tra persone civili (degne di questo nome), tra padri e figli, tra maestri e discenti, tra superiori e subalterni, tra politici e cittadini, quel marinaio sostiene che molti ascoltano, annuiscono, ma non si risponde con cuore, quasi sempre sbrigativamente e non guardando con la sincerità degli occhi che sono lo specchio dell’anima. Spesso, molto spesso, rispondiamo con saccenteria e aria di superiorità (la cronaca di questi giorni ci insegna ed io stesso l’ho appurato sulle mie spalle nel corso della mia esistenza).

Se “la vocedi un pesciolino azzurro” è servita a convincere “illustrissimi pesci pregiati” mi e vi domando: siamo ancora capaci di “ascoltare”, “guardare negli occhi” tenendo collegata la testa e l’animo umano?

P.s.  Ringrazio voi tutti, “triglie” e “alici”e un abbraccio grande come il mare della Misericordia divina.

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