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Margaritone da Brindisi

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Margarito, soprannominato Margaritone, nacque a Brindisi intorno al 1149. Amò da ragazzo così tanto il mare che, divenuto coraggioso viaggiatore marino, volle dedicare la sua vita a pulire il Mediterraneo dalle frequenti piraterie che si verificavano continuamente a danno dei Crociati che si recavano in Terra Santa. Guglielmo il  Buono lo fece suo ammiraglio, gli affidò 40 galee e lo mandò in Siria per difendere i Cristiani perseguitati dal feroce Saladino. Egli li difese eroicamente riuscendo a condurne moltissimi in Sicilia.

Dopo la morte di Guglielmo il Buono, il Regno di Sicilia passò a Tancredi, figlio naturale di Ruggero, duca di Puglia.Fu proprio Margaritone che gli agevolò l’ascesa al trono, contrastatogli dalla zia Costanza. Si racconta, infatti, che trovandosi l’imperatrice Costanza in una piccola barca, fu fatta prigioniera da Margaritone e condotta a Palermo.
Enrico VI, marito di Costanza, saputa la notizia, chiese aiuto alle Repubbliche di Genova e di Pisa che, mandate le loro flotte nel Golfo di Castellammare di Stabia, presero la fuga non appena Margaritone si presentò alla loro vista. Tancredi, per i tanti servigi da lui ricevuti, lo colmò di onori, nominandolo non solo primo ministro della Monarchia e poi Conte di Malta, ma anche lo scelse “paraninfo” (nell’antica Grecia era colui che conduceva la sposa in casa del marito) nelle nozze celebrate dal figlio Ruggero con Irene, figlia dell’imperatore Isacco. La morte di Tancredi però fu fatale per Margaritone. EnricoVI, che non aveva dimenticato l’offesa arrecata alla moglie, sceso in Italia, mise in prigione la vedova di Tancredi e fu così malvagio verso Margarito che lo privò degli occhi. Margaritone non dimenticò mai la sua città e come ricordo del suo enorme affetto, destinò gli averi di sua proprietà alla Madre chiesa in suffragio dei suoi defunti e di se stesso e, poi, fece costruire un monastero che doveva curare l’istruzione dei suoi concittadini brindisini.

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