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14.8.1917, affonda il piroscafo Umberto I

di Antonio Cimmino

A Pietro Maresca

Pietro Maresca nasce a Meta il 21 giugno 1897.
Era imbarcato, in qualità di marinaio fuochista, sul piroscafo Umberto I. L’unità fu varata alla fine dell’800 e, allo scoppio della 1^ Guerra Mondiale, fu requisitita dalla Regia Marina che la trasformò in un incrociatore ausiliario armandolo con un canone da 120/40mm e due da 76/40 mm, collocati a prua e a poppa della nave. Venne destinata a compito di scorta convogli.
alle ore 08.30 del 14 agosto 1917, l’Umberto I, agli ordini del comandante (militare) Ernesto Astarita, salpò da Genova ala volta di Gibilterra, in testa ad un convoglio composto da sette piroscafi, tre italiani e quattro norvegesi.
Alle ore 18.30 dello stesso giorno l’incrociatore ausiliario, in navigazione al largo dell’isola Gallinara, venne attaccato dal sommergibile tedesco UC 35.
Colta di sorpresa, la nave italiana non ebbe il tempo di contro manovrare e vene colpita da due siluri a prora. L’elica della nave, durante l’affondamento, continuò a girare, provocando morti e feriti tra i naufraghi, ed il comandante Astarita perse la vita nel tentativo di scendere nella sala macchine in fiamme per fermare le macchine.
Dopo il siluramento, l’Umberto I si inabissò in un paio di minuti, in posizione 44°01’42” N e 8°14’15” E.


Nell’affondamento morirono 26 uomini su un totale di 80 membri dell’equipaggio (41 civili militarizzati e 39 militari): la maggior parte delle vittime (tra cui tutto il personale di macchina) rimase intrappolata sottocoperta e non ebbe il tempo di abbandonare la nave.

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