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5 x mille: le associazioni

…ovvero come riusciamo a distinguere nel nostro quotidiano se sono solidali, a scopo di lucro o ancor peggio a delinquere?

Il principio delle associazioni si basa sull’aggregazione di quanti più iscritti e volontari per raggiungere un bene utile a raggiungere lo scopo del bene comune della collettività ed in particolare dei più bisognosi.
In Italia è sempre così?
Fermo restando che associarsi è un diritto sancito dalla nostra italica Costituzione, ci stiamo accorgendo che in questo periodo storico non è proprio così.
Questa è purtroppo la logica di questo italico suolo, votato allo sfrenato materialismo e relativismo, dove risulta più grande chi riesce ad emergere sugli altri, chi conquista posti di potere schiacciando chi ha attorno, chi ha più numeri (e soldi) da esibire, da documentare, ecc. ecc. ecc.
Naturalmente non faccio di un erba un fascio, ci sono associazioni che perseguono lo scopo che è riportato nei loro rispettivi statuti.
L’amore per il prossimo, come Lui ci ha insegnato (primi due Comandamenti), senza doppi sensi, senza scopi di lucro, senza ricorrere all’invidia e alla superbia, è mettere in pratica l’amore per Lui e per il prossimo suo.
Per arrivare alla “gioia” di centrare gli obiettivi bisogna intraprendere le strade più tortuose, come lo studio e non la raccomandazione, come l’ascolto, il confronto, la condivisione d’intenti e il mettersi continuamente in gioco, passare attraverso la “sofferenza”, perché solo attraverso questa potremo comprendere e dare gioia e conforto a chi ci è vicino.
Ho visto tronfi e loschi individui “associati” salire su piedistalli di creta, basati su atteggiamenti di possesso o, ancor peggio, nella sottomissione, nella vessazione o nella schiavitù dell’essere umano.
Ho visto chi generalizza, chi minimizza e chi si defila, senza scegliere, perché ritiene che qualsiasi scelta sia mediocre, contribuendo passivamente al nulla: coloro sono il nulla che vivono nel purgatorio terreno…
Ho visto le guerre, anche quelle che combattiamo internamente, quelle che provengono dalle nostre corrotte passioni perché siamo pieni di desideri e, quando non riusciamo più ad ottenere, combattiamo il diverso che poi altro non è che il nostro io capovolto: la gelosia dell’egoismo …e da qui le guerre!

Che centra questo con le associazioni?
Ho partecipato (e non la prima volta) alla Manifestazione e Audizione del 17 maggio 2017 alle ore 14.30, alla Camera dei Deputati a favore del personale colpito da asbestosi.
Noi eravamo lì, morti viventi di un transatlantico che sta colando a picco, a ricordare le oltre 1.500 vittime del nostro “ambiente che chiamo marittimo per non far torto a nessuno”, galleggiavamo nella merda, respiravamo i miasmi che si espandevano per tutta la piazza, a sostenere e far correggere un decretino legislativo a favore di Marinai e Marittimi e delle loro rispettive famiglie. Eravamo pochi è vero, o forse siamo rimasti ancora pochi in vita, ma abbiamo “comunicato” e “rispettato” lo statuto delle nostre associazioni (A.F.E.A. e A.FE.VA). Non abbiamo perso la fede, non ci manca la speranza, ci accomunava la carità e l’umana solidarietà.
Una volta approvato il decretino può essere recepito anche da dei cretini che si aggrappano al carro di noi cretini che ancora crediamo in una Italia migliore, passando anche attraverso l’associazionismo.
Ci auguriamo che la moria di Marinai e Marittimi deceduti per asbestosi cessi, coì come ci auguriamo per la prossima manifestazione che le altre associazioni, soprattutto le associazioni d’arma, siano presenti.


P.s. Noi eravamo lì, morti viventi di un transatlantico che sta colando a picco, galleggiavamo nella merda, respiravamo i miasmi che si espandevano per tutta la piazza…ma eravamo li, ad issare la nostra italica bandiera, senza abbandonare il transatlantico, senza sconti di pena, con qualche giorno in più da assaporare in questa turbolenta italica navigazione terrena. Intelligenti pauca, agere non loqui (a buon intenditor, fatti non parole).

3 commenti

  • EZIO VINCIGUERRA

    P.s. Noi eravamo lì, morti viventi di un transatlantico che sta colando a picco, galleggiavamo nella merda, respiravamo i miasmi che si espandevano per tutta la piazza…ma eravamo li, ad issare la nostra italica bandiera, senza abbandonare il transatlantico, senza sconti di pena, con qualche giorno in più da assaporare in questa turbolenta italica navigazione terrena. Intelligenti pauca, agere non loqui (a buon intenditor, fatti non parole).
    P.s. un abbraccio grande come ilmare della solidarietà ai “rimasti presenti”, a quelli che non ci sono più, a chi ci mette il bastone fra le ruote e… Pietro Serarcangeli, Tore Garau, e ai fratelli di AFEA e alle loro famiglie.

  • Pippo Landolfi

    Speriamo, avremmo un ritorno di amore dei cittadini per le FF.AA. e dei Valori della Patria

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