13.2.1861, i caduti e le vittime dell’assedio di Gaeta

foto Carlo Di Nitto

GAETA, 13 FEBBRAIO 1861 – Quando la Patria Napolitana
aggredita e sconfitta non si arrese (segnalato da Antonio Ciano)

Dopo novantaquattro giorni di duro assedio compiuto esclusivamente con un continuo ed estenuante bombardamento che comportò lo sparo su Gaeta di oltre 160.000 colpi, di cui molti a granate con spolette esplodenti a massima carica; dopo l’avvelenamento delle condotte idriche di Monte Conca, situate al di là delle linee piemontesi, e la conseguente epidemia di tifo scoppiata tra le truppe e la popolazione assediata, nonostante la determinazione di militari e cittadini di proseguire comunque nella resistenza, S.M. il Re Francesco II decise di porre fine all’eroica difesa militare del Regno.
Resistere ancora alla devastante guerra mossa senza scrupoli e con disonore da quell’armata di invasori che senza alcuna dichiarazione di guerra aveva assaltato come predoni uno stato ricco, indipendente e pacifico, avrebbe solo accresciuto le sofferenze di quegli uomini e di quelle donne che, comunque, avrebbero difeso fino all’estremo sacrificio la loro antica Patria Napolitana.
D’altronde l’incredibile pioggia di bombe che giorno e notte martoriava i contrafforti, i palazzi, le chiese e le case dell’antica e splendida città di Gaeta, era il “naturale effetto” della nuova concezione di guerra, introdotta dalla “rivoluzione ateo-liberale”, fedelmente rispettata dalla soldataglia del Savoia.
Non aveva senso secondo gli assedianti piemontesi, scomunicati portatori di un’etica militare aberrante, fare una guerra basata sulle antiche regole cavalleresche che impedivano agli eserciti di coinvolgere la popolazione civile.
L’ordine era di prendere Gaeta, al di là dell’onore militare, delle “linee di avanzamento” o di assalti alle mura, costi quel che costi alla città ed ai suoi abitanti. E così fu.
In quei tre mesi di inferno Gaeta subì una devastazione senza misura e senza precedenti da parte di un nemico che mai osò spingersi fin sotto le mura della Piazzaforte né, tanto meno, cercò di conquistare attraverso una leale battaglia. Gli “eroi” scesi dal nord a depredare e saccheggiare preferirono mettersi al sicuro dietro le colline e bombardare alla cieca, giorno e notte, la nostra gente, la nostra Patria, la nostra civiltà uccidendo, bruciando e distruggendo tutto.
La ferocia e l’odio di chi veniva a spogliarci in nome di una falsa unità, raggiunse l’apoteosi durante le trattative per la capitolazione di Gaeta.
Mentre gli ufficiali dei due schieramenti stavano espletando le procedure di firma del documento di resa, il Cialdini ordinò di fare fuoco a volontà e senza sosta accrescendo all’inverosimile l’intensità del bombardamento. La risposta che egli freddamente diede a chi gli faceva notare l’inutilità e le responsabilità di fronte a Dio ed agli uomini di quella strage senza senso fu: “Sotto le bombe si tratta meglio”. E a chi ancora riferiva del tragico coinvolgimento di civili inermi, ospedali e feriti egli replicava: “Le mie bombe non hanno occhi”. Fu così che il 13 febbraio del 1861 un’immensa ed infernale pioggia di proiettili di ogni calibro e potenza investì la città, le case, le strade, gli ospedali, le chiese, i monumenti, la gente e l’intera linea di resistenza di terra dove ormai ogni difesa si era mitigata in attesa degli ambasciatori.
Tale evenienza consentì agli invasori di esporsi al di fuori dei loro trinceramenti e di meglio puntare le loro potenti artiglierie rigate. In una salve infernale colpirono in pieno la piccola Batteria Transilvania, tenuta dai giovanissimi eroi della Nunziatella, e fu strage. La violenta esplosione travolse anche la vicina Batteria Malpasso, con il contiguo deposito delle polveri da sparo, uccidendo tutti i militari, compresi i giovanissimi eroi.
Finalmente alle 18.30 dello stesso giorno le batterie degli assedianti improvvisamente si tacitarono per consentire agli ambasciatori borbonici di rientrare nella Piazzaforte a notificare l’atto di resa.
A questo punto sembrava tutto compiuto, ma non è così. Nuovi elementi stanno oggi emergendo nella faticosa e difficile ricerca storica sull’Assedio di Gaeta che, pertanto, appare tutt’altro che scontata.
Come si potrà notare, l’art. 2 dell’atto di capitolazione entra in forte contraddizione con l’evenienza che la mattina del 14 febbraio le truppe di assedio fossero ancora impegnate nella costruzione di una nuova e possente batteria a 6 canoni rigati tipo “cavalli” nei pressi di Montesecco, a meno di 800 metri dalla Fortezza.
Se, poi, si analizzano alcune stampe e foto di quei giorni si notano combattimenti anche nei pressi della Torre di Orlando, posta sulla sommità di Monte Orlando, che, secondo il citato art. 2 della capitolazione, doveva essere consegnata ai piemontesi senza colpo ferire.
Il compianto Don Paolo Capobianco, citando il regolamento delle Piazze militari del Regno delle Due Sicilie, che accreditava la potestà di resa delle stesse esclusivamente al Re, sosteneva la tesi di una illegittimità di firma nel documento di resa da parte degli ufficiali borbonici.
In pratica, quanto sottoscritto dai Comandanti della Piazzaforte di Gaeta, doveva essere firmato o, comunque, ratificato dal Re, cosa che di fatto non avvenne mai.
Ciò dato, quasi sicuramente Torre d’Orlando non si arrese e per prenderla fu necessario conquistarla “metro per metro”. Certamente, per ovvi motivi di propaganda e per non alimentare le voci sull’illegittimità dell’intera spedizione, l’evento fu tacitato e cancellato dai giornali militari e dalle cronache.
Solo così si spiega il perché degli spari anche nei seguenti giorni 14, 15 e 16 febbraio, il perché della presenza della bandiera Borbonica che, nonostante le “cronache militari piemontesi affermino altro”, il 16 ancora sventolava su alcuni spalti del colle e perché alcuni giornalisti e incisori del tempo ritraggono scene di guerra nei pressi di Torre di Orlando. Per non parlare di alcuni cronisti esteri che il 17 febbraio scrivono: “… si ode il fragore solitario del cannone”.
Quanto accadde a Gaeta dopo la resa militare potrebbe sembrare di poco conto, ma in realtà è estremamente importante dal punto di vista del Diritto Internazionale ed avvalora l’illegittimità dell’intera operazione comandata dai Savoia.
Se, infatti, l’invasione fu un’azione di pirateria internazionale in grande stile, ovvero un’aggressione militare ad uno stato libero ed indipendente con l’avallo delle potenze del tempo, ogni atto discendente senza l’accettazione del legittimo governo fu, di fatto, un atto illegittimo.
Allora, che valore poteva avere un documento di resa con tali premesse? Chi e come avrebbe fatto rispettare quanto sottoscritto? Chi il giudice di un’azione di per se già fuori da ogni regola? L’Inghilterra, la vera mandante, oppure la Francia, la sua fiancheggiatrice?
L’assedio certamente cessò, i militari si fermarono, anche se qualcuno, come abbiamo visto, probabilmente continuò fino alla fine, ma la Patria rappresentata dall’augusto Sovrano S.M. Re Francesco II di Borbone non si arrese. Mai.
Nessun trattato o atto di capitolazione dispone una tale evenienza. Lo stesso Re nel lasciare Gaeta diede un arrivederci. E ciò è quanto basta.
E’ questo in realtà il grande valore di Gaeta, questo il vero messaggio che la Città Martire porta inciso sulle sue mura ancora intrise del sangue dei nostri Eroi.
Cap. Alessandro Romano
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A Gaeta, dove è indelebilmente marchiata la nostra identità di popolo, ogni anno è innalzata con amore la Bandiera del Regno delle Due Sicilie, così come avviene nel contempo in tutte le parti del mondo dove si trovano i figli più fedeli di una Patria immortale.
Infatti, il 13 febbraio è il giorno dell’Orgoglio Identitario e si espone, ovunque ci troviamo, il Sacro Simbolo della Nostra Terra e della Nostra antica Civiltà, il Vessillo dinastico del Regno delle Due Sicilie.
Il 12 febbraio del 2017, è stato inaugurato il GIARDINO DELLA MEMORIA, su proposta di Pino Aprile,l’autore di “ TERRONI” e di “CARNEFICI” dove a pag. 461 ha scritto:” Se l’Italia non farà il sacrario, qualcun altro lo farà a Gaeta, a Pontelandolfo, a Casalduni, ad Auletta, a Bronte,a Castellammare del Golfo, o ad un altro dei luoghi del nostro martirio. Arirveranno migliaia di terroni, ognuno con una pietra e con un fiore; e faremo da soli, se non si volesse fare insieme. E su ogni mattone, il nome di un paese distrutto o di Concetta Biondi, di Angelina Romano, di Ninco Nanco, di Nicolò Lombardi, di Michelina Di Cesare, di Matteo Negri..o di soldati morti a Fenestrelle.

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11 risposte a 13.2.1861, i caduti e le vittime dell’assedio di Gaeta

  1. Giovanni Serritiello dice:

    R.I.P.

  2. Renato Simonetta dice:

    condivido

  3. Marinaio di Lago dice:

    R.I.P.

  4. Salvatore Marzano dice:

    condivido

  5. Raimondo Restivo dice:

    R.I.P.

  6. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Riposate in pace

  7. Domenico Cicco dice:

    Riposate in pace se potete

  8. Michele Di Liberto dice:

    R.I.P.

  9. Pasquale Pellicoro dice:

    Una pagina forse molto triste secondo i punti di vista dell’unità del paese. La francia ma l’inghilterra in special modo aveva i suoi interessi economici, la concorrenza della flotta commerciale borbonica ecc.ecc.Ma quello che forse conta di più qual’è stata la storia del sud prima che arrivassero i cosiddetti liberatori. Il paese andava unificato, confederato più che sottomesso militarmente. Cancellare la storia non ha fatto bene ne ai conquistatori ne ai conquistati che hanno perso la loro identità. …Onoriamo i sacrifici di chi si oppose rendendogli giustizia ma….guardiamo avanti….adesso siamo tutti italiani e tutto il nostro paese ha dei grandi problemi da risolvere e senza dimenticare in special modo i 650 mila morti ed il milione di giovani italiani di tutte le regioni che sono morti per l’Italia…il sangue dei morti e feriti che ha cementificato il nostro paese.

  10. Pagina FB LA VOCE DEL MARINAIO dice:

    Vincenzo De Flammineis Bello Giuseppe
    Vincenzo Guglielmone E se pensava che un giorno, le sinistre e non solo, avrebbero ridotto così questa nostra Italia.
    Giovanni Patane He Si ..Garibaldi
    Antonio Ortelli piezz e MERD
    Giuseppe Carlo Gino Grande Garibaldi
    Giuseppe Carlo Gino Il sig ortelli usa versoGaribaldi un termine dialetale di facile capire pensoche in Italia siano innon molti che la pensano cosi
    Giovanni Delrio Lo sterco lo hanno sempre in bocca é la educcazzione dei Napoletani e Campani
    Antonio Ortelli educatamente in lingua italiana e per venire incontro a chi non cpisce la LINGUA NAPOLETA diremo MASSONICO STRAGISTA SANGUINARIO DEPRAVATO PEDOFILO MERCENARIO e Voi che ne sapete di altre ditelo
    Lupo Alberto Concordo con il Sig. Antonio Ortelli
    Lupo Alberto Sig. Giovanni Delrio se parla come scrive le consiglio vivamente di tacere
    Giovanni Delrio la verità fa male ma é realtà rozzi e maleducati!
    Antonio Ortelli rozzi e maleducati..vero da dopo che e passato quel CESSO ..prima avevamo primati in TUTTO…noi le INDUSTRIE….ipiemontesi i debiti…
    Antonio Ortelli informatevi chi era costui.
    eleggetevi ILREGNO DELLE DUE SICILIE e direte anche Voi che ..pizz e MERD LATRIN LOT CHIAVC CESS e agiungeteci altro….
    Vincenzo Enzo de Filpo condivido
    Antonio Natalia È k lot Garibaldi
    Pino Sammartano E’ morto guardando il mare di Sardegna, quasi povero, e non fuggendo vestito con un pastrano finto tedesco!
    Aldo Finotti Già, i Savoia avevano fregato pure lui. Non si era ritirato a Caprera. Ce lo avevano esiliato! Modi diversi ma risultati simili. Lo avevano tolto di mezzo in maniera incruenta. Punto!
    Iacono Francesco dalla Sardegna guardava la Corsica, recriminandosi per tutte le terre irredente che non ha potuto liberare…
    Raffaele Gennaccari Strano, con tutti i denari che ha rubato al banco di Napoli che ci ha fatto, spesi a mignotte?
    Aldo Finotti Raffaele Gennaccari no, Cavour e soci glieli hanno sfilati.
    Raffaele Gennaccari Comunque lui li aveva rubati se poi si è fatto piccionare problemi suoi.
    Luigi Agneto E’ stato il mio idolo fin quando non ho letto piu’ appronditamente quello che ha fatto contro le popolazioni meridionali non fermandomi quindi a quello che leggiamo tutti sui libri di storia.Il post e’ messo per parodia del personaggio e non per enfasi.
    Pino Sammartano Gentile Luigi Agneto tutti i personaggi che in qualche modo hanno contribuito alla costruzione di una nazione, hanno qualche lato oscuro e discutibile. Sui fatti di Bronte a quanto pare fu Bixio che ebbe qualche responsabilità. Poi i piemontesi fecero qualche eccesso nei confronti dei veri o presunti briganti. Ma se leggi la storia della rivoluzione francese o della guerra di seccessione americana, molti personaggi protagonisti hanno qualche lato discutibile. Io sono nato a Marsala e fatto il marinaio a La Maddalena a due passi da Caprera. Garibaldi l’ho studiato molto e trovo infami certe valutazioni neo borboniche. E poi ricordiamoci che Garibaldi fu anche un marinaio e come tale lo è stato per sempre!
    Iacono Francesco ogni guerra di liberazione ha le sue pagine oscure è vero, secondo me resta un grande personaggio chiave dell’unita d’Italia
    Raffaele Gennaccari Peccato che nessuno aveva chiesto la LIBERAZIONE si è trattato semplicemente di occupazione e depredazione.
    Iacono Francesco non mi risulta questo, i mille una volta sbarcati in Sicilia furono aiutati dalla popolazione locale nella loro impresa. Come avrebbero potuto mille uomini vincere contro un esercito regolare che aveva la prima marina militare del mediterraneo? Se c’era tutto questo benessere e soddisfazione nel regno delle due sicilie perchè la popolazione non aiuto il proprio esercito borbonico contro gli invasori? I soldi c’erano è vero ma nelle casse dello stato a napoli e la gente moriva di fame…
    Pino Sammartano Raffaele Gennaccari e i moti rivoluzionari del 48 a Palermo? Michele Amari uno storico siciliano dei Vespri Siciliani era in esilio in Inghilterra. I siciliani non facevano il servizio militare nell’esercito borbonico, perché erano inaffidabili per il regno delle due sicilie!
    Raffaele Gennaccari Iacono Francesco Garda che quelli che hanno fatto passare per zozzi briganti altri non erano che cittadini Borbonici che si battevano contro l’invasore.
    Iacono Francesco in una guerra ci sono i morti, cosa abbiamo scoperto? l’esercito contrario va combattuto e i cittadini che si schierano con esso vanno anch’essi combatutti
    Raffaele Gennaccari Quà non si tratta di eserciti contrari o meno, c’è stata un’invasione senza nemmeno una dichiarazione di guerra, per poi spolpare quello che cera da spolpare addirittura i bimari della ferrovia hanno smontato e portato al nord per non parlare dei telai…
    Iacono Francesco ogni giorno ci sono invasioni e senza dichiarazioni, guarda la rusia in crimea, i più forti vincono gli altri perdono, i borboni non sono stati capaci a difendersi, uno stato disorganizzati, con un esercito senza nè testa nè coda infatti pochi uomini con l’aiuto di parte della popolazione siciliana hanno sconfitto un regno, I piemontesi per fare l’Italia hanno spesso milioni di lire dell’epoca da qualche parte i soldi dovevano venire e si sa chi perde una guerra va sempre male…
    Raffaele Gennaccari Iacono Francesco non ho finito nemmeno di leggere, perchè dire guarda la Russia in Crimea è una bestemmia, in Crimea è stato fatto un referendum stravinto dai cittadini che volevano continuare a far parte della Russia.
    Pino Sammartano In Italia allora successe come nella guerra di seccessione americana, il nord più ricco ed industriale si è annesso il sud. Ma attraversare mezza Italia partendo con solo mille uomini, fu un’impresa eccezzionale. Anche perché Garibaldi trovò il favore della maggioranza della popolazione. Come successe quando gli americani sbarcarono in Sicila e poi ad Anzio. Trovò il favore della popolazione. Quindi parlare di invasione mi pare improprio. Poi se i piemontesi fecero qualche eccesso sarà anche vero. Ma è solo un dettaglio!
    Pino Sammartano Raffaele Gennaccari Forse perché la Crimea era stata riempita di Russi all’epoca dello stalinismo? In quell’epoca vi furono molti spostamenti di popoli, come il caso dei Tatari. Comunque è un ipotesi!
    Raffaele Gennaccari Pino Sammartano Guarda che ti sbagli, nel regno dell due sicilie circolavano monete sonanti che vuol dire oro-argento mentre al nord cartamoneta proprio perchè metalli preziosi non ne avevano, l’industria al sud era florida vedi la tessile quella metallurgica i cantieri navali e quella tessile perciò prima di fare affermazioni affrettate informatevi.
    Raffaele Gennaccari Pino Sammartano La Crimea era Russia che negli anni dell’unione sovietica era stata “regalata” all’ucraina e cittadini della crimea dopo il golpe del 2014 hanno chiesto di ritornare alla Russia, tutto qua semplice semplice.
    Iacono Francesco difendere la russia la dice lunga, una nazione attacabrighe, la stessa cosa che dici per la crimea vale anche per i territori dell’ovest ucraina dove oggi la russia aiuta con armi i ribelli? perchè non fanno lo stesso falso referendum in cecenia? i referendum non si fanno così, unilateralmente, senza supervisione internazionale e senza il consesno dell’altra parte, l’ucraina…
    Iacono Francesco quando si fa un regalo non puoi andare dopo qualche giorno a riprenderlo e magari usando la forza
    Raffaele Gennaccari Iacono Francesco Se il regalo sono delle persone che una volta cambiate le cose non ci stanno più e sono loro a chiedere di tornare a casa senza usare la forza, perchè nessuno l’ha usata anzi la forza è stata usata per allontanare l’ucraina dalla Russia.
    Iacono Francesco quindi una nazione regala una terra con tutte le persone dentro e poi se la vuole riprendere, io se fossi in quelle persone non vorrei avere più nulla a che fare con questa nazione. Poi gli abitanti dell’epoca della cessione non credo ci siano più se non qualche centenario 🙂
    Pino Sammartano Raffaele Gennaccari Io non nego le tue affermazioni, ma spieghi perché Garibaldi non trovò resistenza dalla parte della popolazione? Persino in Calabria trovò sostegno e a Napoli fu accolto. Il reuccio si rifugiò a Gaeta come ultima resistenza. Insomma, non era molto amato nonostante tutta la ricchezza conclamata!
    Iacono Francesco certo le casse dello stato erano piene e la gente moriva di fame 🙂
    Raffaele Gennaccari Pino Sammartano Guardate che l’ho già detto, quelli che hanno fatto passare per briganti cattivoni altri non erano che cittadini che si opponevano all’invasione.
    Iacono Francesco ma cambia poco, se si opponevano ad una invasione magari in armi e aiutanto l’esercito borbonico andavano combattutti , tutto normale, senza scandali
    Raffaele Gennaccari Iacono Francesco http://www.vesuviolive.it/…/7368-tutti-i-primati…/
    Tutti i primati di Napoli e del Regno delle Due Sicilie
    VESUVIOLIVE.IT
    Pino Sammartano Raffaele Gennaccari Si è vero, come è vero che la maggior parte erano ex militari borbonici, non annessi nell’esercito piemontese. M a la popolazione civile in massa fu con Garibaldi!
    Iacono Francesco si si i primati ma hanno perso una guerra e chi perde le guerre perde tutto, fatto risaputo, come noi italiani dopo la seconda guerra mondiale, tutto perso, la storia la fanno i vincitori, il regno delle due sicilie fu un perdente
    Raffaele Gennaccari Pino Sammartano Ti sbagli, furono pochissimi e tutti presi dai bassifondi reclutati da cui nacque poi la camorra.
    Pino Sammartano Raffaele Gennaccari Molte di queste cose le conosco, per documentazione passata, ciò non toglie i demeriti del regno che hanna alienato l’appoggio della popolazione civile!
    Raffaele Gennaccari Iacono Francesco su questo non ci sono dubbi.
    Iacono Francesco allo sbarco in sicilia furono tanti se no in mille con poche armi poco avrebbero potuto fare contro l’esercito regolare borbonico
    Raffaele Gennaccari Vabbuò, buonanotte a tutti.
    Iacono Francesco buonanotte a te
    Raffaele Gennaccari Iacono Francesco Mille non sono mai stati ma moolti di più e non soli piemontesi, ma anche inglesi ungheresi ecc….
    Iacono Francesco ok non mille, diecimila? sempre pochi contro un esercito nazionale ben armato 🙂
    Pino Sammartano Buona notte, mi avete distratto dalla visione di De Andrè a Rai 1!
    Vincenzo Enzo de Filpo i libri di stato dicono quello che fa comodo
    Domenico Merlino Un assassino massone
    Giuseppe Carlo Gino Giusto quel che dice Pino Sammartano per fare l’unitad’ITALIA delle cose indicibili sono state fate ma le popolazioni del meridione parteciparono con passione il gen Cialdini e le forze borboniche si arresero senza resistere poi il brigantaggio che si vuol far passare per resistenza come si doveva estirpare ora questi scritti neo borbonicivogliono riscrivere la storia cosi ora fanno i veneti che dimenticano che la serenissima si disolse per volonta del senato veneziano che regalo venezia a Napoleone io personalmente sono orgoglioso di essere ITALIANO di far parte di questa meravigliosa nazione che ancora pero deve fare l’ITALIANO
    Raffaele Gennaccari Cialdini era un criminale di guerra piemontese leggete cosa fece a Pontelandolfo e Casalduini.
    Iacono Francesco da siciliano dico che se fossi stato allora al posto dei piemontesi avrei avuto la mano più pesante, forse oggi non ci sarebbe la mafia…
    Raffaele Gennaccari Praticamente l’hanno creata loro poi foraggiata e rinforzata dagli americani per agevolare l’invasione durante la 2^ guerra modiale
    Iacono Francesco praticamente… loro l’hanno combattutta, il fascismo l’ha combattuta e quasi sconfitta per poi essere riportata in auge dagli americani per essere si aiutati nello sbarco…
    Massimo Cerrato Mi pare da questi commenti che come al solito non siamo una nazione e la storia viene distorta a piacimento.
    senza entrare nel tema di altri personaggi pur citati sopra, certamente Garibaldi era un marinaio innanzitutto e come tale onorato con l’intitolazione di due navi che sono o era il vanto della nostra flotta.
    Sicuramente non era uno stinco di santo e in Sud America ha combattuto come mercenario nella guerra di corsa.
    In proposito all’unità della nostra nazione non vi è dubbio che ci siano anime in disaccordo, fra coloro che la volevano con tutte le forze sia al sud sia al nord e persone che pensavano il contrario.
    Se noi fossimo nazione riconosceremmo che è stata la nostra prima guerra civile; ma dopo questo ci si dovrebbe porre una domanda… lo era altrettanto per i nonni dei nostri nonni?
    Forse no. Basti parlare con i figli degli italiani della Valle Roja che indubbiamente oggi si reputano francesi.
    Resta il fatto che lui l’unione l’ha realizzata, i Pisacane non ci sono riusciti.

  11. Pasquale Pellicoro dice:

    R.I.P. Onori per chi si è battuto ed è morto per il suo ideale di fedeltà

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