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24-29.12.1941, salvataggio superstiti dell’Atlantis e del Python


di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

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Tra il Natale e fine anno del 1941, durante la seconda guerra mondiale, una storia forse poco conosciuta ma che commosse gli uomini di mare e di guerra fu il salvataggio dei superstiti delle navi Atlantis e Python e dei sopravvissuti. 
Quattro regi sommergibili italiani, alle dipendenze di BETASOM in Atlantico, furono chiamati a partecipare alle operazioni di salvataggio in condizioni metereologiche proibitive e anche di particolare disagio visto le oltre 5.000 miglia, che era la distanza dalla base al recupero e viceversa.

I regi sommergili erano:

- Luigi Torelli (comandato dal Capitano di corvetta Antonio De Giacomo);

- Enrico Tazzoli (comandato dal Capitano di corvetta Carlo Fecia di Cossato);

– Giuseppe Finzi (comandato dal Capitano di corvetta Ugo Giudice);

- Pietro Calvi (comandato dal Capitano di corvetta Emilio Olivieri).

In quel palcoscenico bellico si fronteggiavano la Marina tedesca e quella britannica.
L’Atlantis, che navigava a circa 350 miglia a nord dell’Isola di Ascensione, fu intercettato da un incrociatore inglese mentre effettuava rifornimento ad un U-Boote e si autoaffondò senza combattere. La nave britannica invece, temendo di essere attaccata dallo stesso sommergibile, si allontanò senza recuperare i naufraghi.
base-sommergibili-betasom-www-lavocedelmarinaio-comL’alto Comando tedesco decise di inviare la nave rifornitrice Python per il recupero dei naufraghi, operazione che durò circa tre giorni. 
Il Python fu intercettato da un altro incrociatore inglese e anch’esso si autoaffondò mentre stava rifornendo due U-Boote. 
Il copione si era ripetuto, gli inglesi anche per quest’episodio ripresero il largo, lasciando i naufraghi sulle imbarcazioni di salvataggio o sulle zattere, in balia delle onde…
I marinai in mare erano 414, in pieno oceano, in condizioni meteorologiche proibitive, senza acqua e viveri. 
A questo punto salparono i 4 regi sommergibili italiani per recuperare i naufraghi.
Gli ordini erano di imbarcarne circa 70 a battello evitando, nella navigazione di ritorno, eventuali operazioni belliche. 
Il “rendez vous” tra i sommergibili italiani e quelli tedeschi avvenne al largo delle isole di Capo Verde e il trasbordo di 254 naufraghi fu ampiamente documentato da Ulrich Mohr (ufficiale imbarcato sull’Atlantis) autore tra l’altro del più celebre libro mai scritto su quella nave.
Durante la navigazione di ritorno il regio sommergibile Torelli fu attaccato da unità inglesi a est delle Isole Azzorre ma riuscì a rientrare indenne alla base.
I quattro regi sommergibili italiani attraccarono a Saint Nazaire e sbarcarono i naufraghi tra il 24 ed il 29 dicembre 1941, così come i due battelli tedeschi.

4 commenti

  • Augusta-Framacamo

    n quel palcoscenico bellico si fronteggiavano la Marina tedesca e quella britannica. L’Atlantis, che navigava a circa 350 miglia a nord dell’Isola di Ascensione, fu intercettato da un incrociatore inglese mentre effettuava rifornimento ad un U-Boot e si autoaffondò senza combattere….di Ezio Pancrazio Vinciguerra

  • Pasquale Pellicoro

    Una storia che rende giustizia al senso di umanità e di coraggio dei nostri marinai che hanno combattuto con onore e rispeto della vita umana …Una bellissima storia

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