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22.12.2009, in ricordo di Mariano Marioni

di Idamo Rossi

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Ricevemmo e con commozione ripubblichiamo.

l Marioni, orgoglio dei macchinisti.
…Dal Tirreno cronaca di Viareggio

Alcuni giorni prima di Natale é morto Mariano Marioni, medaglia d’oro di lunga navigazione, ma soprattutto un grande marinaio e un ottimo macchinista. Un altro della schiatta dei veri marinai ci ha lasciato.

Idamo Rossi lo ricorda con questo intervento.

idamo-rossi-per-www-lavocedelmarinaio-comTi voglio dire le altre parole che la commozione non mi ha fatto ricordare, su quel leggio con tutta la gente che mi guardava é stato difficile dirti tutto, ora voglio ripeterlo.
Tuo figlio ha parlato di te come uomo e come padre, meglio un figlio non poteva parlare, io ho voluto dire di te come macchinista.
Quando il Rex vinse il nastro azzurro tutti sapevano il nome del comandante e niente del direttore di macchina, degli ufficiali macchinisti, degli operai, elettricisti, ingrassatori, fuochisti e carbonai, e se nelle viscere della nave a temperature elevate, a dorso nudo, coperti di sudore, che nessun mandillo riusciva ad asciugare, tra rumori assordanti, avevano dato tutto loro stessi per aumentare anche un solo giro alle eliche.
Il comandante ebbe tutti gli onori, eppure siamo noi macchinisti a portare per il mondo la nave, i comandanti senza il telefono non sono capaci di niente. Tu appartenevi a questa schiatta, facevi parte di quei bravi macchinisti, che in emergenza con un chiodo erano capaci di fare una chiave.

Ricordo, nel 1966, quando facemmo il corso a Genova per prendere la patente, poi ognuno di noi navigò su altre navi, mai ci siamo incontrati a bordo, anche se a volte abbiamo navigato le stesse navi: l’Orosei, la Bertani Benetti ed altre.
Tu avevi il mare nel sangue, eri più abile di me, avevi la meccanica come arte, sei stato più bravo anche con i figli: tu ne hai avuti 3, io solo 2. Io ho fatto il macchinista solo per dovere, dignità professionale, onore; grande è stata la mia fatica e la pensione mi liberò da tutto questo.
Tu alle navi hai dato la vita, e forse la tua prematura morte è stata causata da prodotti chimici che trasportavi, che, senza che tu te ne accorgessi, ti hanno portato a questo triste giorno.
Nessuna delle persone estranee alla nostra vita sa cosa vuol dire fare il macchinista a bordo delle navi mercantili.
Ora è il momento della nostra preghiera della marina mercantile, che non parla di navi armate, di terrore sul nemico, di vittorie agognate, la nostra preghiera parla di pace, di unioni con gli altri popoli, di lavoro e della consolazione che abbiamo nella speranza del ritorno alle amate famiglie.
Una nuova navigazione ti attende. Stavolta non “agli sbruffi del mare” in sala macchine, ma spero che sia nel palmo della mano di nostro Signore. Anzi, ne sono sicuro.
Idamo, tuo collega e amico 29 dicembre 2009 sez.

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