Piroscafo Città di Sassari

a cura Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Breve storia
Il piroscafo Città di Sassari era una nave usata per il servizio postale delle Ferrovie dello Stato nella tratta Civitavecchia – Golfo Aranci.
Il 1° gennaio 1915 venne intercettato dal cacciatorpediniere francese La Hire che, a seguito ispezione a bordo, catturò 30 passeggeri tedeschi, tra cui ufficiali tedeschi considerati prigionieri di guerra. Era al comando del cavaliere Repetto, esperto ufficiale di lungo corso.


Con l’entrata in guerra, la nave venne requisita dalla Regia Marina e fu affidata al comando del Capitano di Fregata Accame di Loano.
Il 27 gennaio 1916 passò alle dipendenze operative della 3^ Divisione Navale di Brindisi e utilizzata come scorta, per il trasporto di truppe,per l’esodo delle truppe serbe da Durazzo e come nave spola tra Brindisi e Durazzo.
Dopo una breve sosta a maggio per lavori di ordinaria manutenzione, fu utilizzata come scorta e il trasporto delle truppe impiegate sul fronte nordafricano.

Nel 1917 viene utilizzata, sempre come nave scorta, a La Spezia. Il 1° dicembre delle stesso anno, al comando del Capitano di Corvetta Guido del Greco, salpò da Villefrance per scortare un convoglio formato dal piroscafo italiano “Polinesia” e le navi spagnole “Norden” e “Villa de Soler”. Fu silurata da sommergibile tedesco, in corrispondenza della carbonaia delle caldaie di prora e le zattere di salvataggio recuperarono i 170 uomini dell’equipaggio.
Così racconto il Comandante:
La nave, dopo circa tre minuti dall’esplosione si sommerse con la prora, l’acqua contemporaneamente raggiunse la coperta a dritta e a sinistra. Mi sono trovato così in mare assistendo al completo affondamento della nave che è rimasta con gli alberi fuori”.
Il recupero fu effettuato dal regio cacciatorpediniere Granatiere che raccolse i 160, mentre 8 naufraghi avevano già preso terra a Borghetto Santo Spirito; il Capitano medico Giulio Garetti, che aveva voluto cooperare al mantenimento dell’ordine a bordo, finì travolto dal gorgo di poppa e morì dopo essere stato raccolto in mare privo di sensi. Rimasero quasi sicuramente vittime dell’esplosione stessa il marinaio fuochista Arnaldi Antonio e gli allievi marinai fuochisti Cannatiello Salvatore e Garofalo Domenico, in servizio alle caldaie di prora al momento dello scoppio.

Caratteristiche tecniche
Cantieri: Bacini di Riva Trigoso
Anno di costruzione: 1910
Stazza: 2.167 tonnellate e scafo in acciaio
Dimensioni: 83 x 4 x 7 metri
Apparato motore: 2768 cavalli a triplice espansione – 4 caldaie
Velocità: 15 nodi
In guerra fu armata con 2 cannoni da 120mm, 1 cannone da 57mm e due mitragliere da 76mm e destinata a Taranto – Brindisi – scorta convogli Africa orientale Tobruk – La Spezia.

Il relitto del piroscafo Città di Sassari dalle ore 11.20 circa del 1° dicembre 1917, si trova adagiato su un fondale sabbioso, ad una profondità di circa 30 metri, in posizione 44°06’35” latitudine Nord e 8°15’26” longitudine Est, tra Ceriale e Borghetto Santo Spirito.
Vari e vani i tentativi di recupero.

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11 risposte a Piroscafo Città di Sassari

  1. Virginio Trucco dice:

    Vulute dal ing Bianchi, per sostituire i vecchi e lenti traghetti delle FFSS sulla tratta Civitavecchia Golfo Aranci, furono requisite una BN prima volta in occasione del conflitto Italo-turco del 1910-11

  2. Luciano Magliulo dice:

    condivido

  3. Carlo Gianotti dice:

    Aria di casa nostra ….

  4. Michele Salatino dice:

    condiviso

  5. Liliana Casiddu dice:

    condiviso

  6. Giuseppe Idile dice:

    condiviso

  7. Alessandro Desole dice:

    condiviso

  8. Mario Grimaldi dice:

    Grazie Ezio!

  9. Capitano New dice:

    Grande Ezio.

  10. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Grazie a voi carissimi Mario Grimaldi e Capitano New per la banca della memoria storica che offrite ai lettori di questa bellissima pagina e di questa città che, a mio avviso, dovrebbe essere studiata più attentamente e quindi valorizzata sempre di più. Un abbraccio a voi grande come il mare che circonda la vostra bellisima isola e grande anche come il vostro cuore misericordioso.

  11. Mario Grimaldi dice:

    GRAZIE EZIO, UN FORTE ABBRACCIO ANCHE PER TE.

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