Razioni alimentari per marinai di bassa forza

di Antonio Cimmino

…nella seconda metà dell’800.

Il Medico Direttore capo del 3° Dipartimento Marittimo (F.) A. Boncinelli, Il Medico Direttore capo del V Dipartimento Marittimo (F.) M. Sanguineti, il Medico Direttore capo del V Dipartimento Marittimo (F.) G, Moriondo, il Medico Ispettore C. D. Mari, pubblicarono sulla Rivista Marittima del IV trimestre 1877, un’articolata relazione “Sull’alimentazione dei militari di bassa forza dei Corpi della Regia Marina”.


Analizzarono la razione alimentare dei marinai di cui alla circolare ministeriale 20 luglio 1862 e affermarono:
poteva bastare ai marinari destinati di servizio a terra riusciva invece scarsa pei naviganti ed aveva poi un difetto non lieve certamente, quello ciò di contenere in soverchia copia materie carbonate ed idrocarbonate”.
Solo con regio decreto 2 ottobre 1870 venne assegnata una razione al marinaio di servizio a terra e un’altra a quello navigante. Fu equiparata ai marinai la razione dei soldati di fanteria marina. Naturalmente le razioni per  il personale navigante tenevano conto delle condizioni climatiche ed ambientali in cui le navi si trovano ad operare. Il ricordo dello scorbuto che, per secoli, aveva mietuto vittime nella marineria velico nelle lunghe navigazioni era ancora richiamato:
Se lo scorbuto infierisce ancora sulle navi mercantili ed anche su quelle da guerra di alcune nazioni si deve principalmente all’uso troppo frequente delle carni salate; la regolare distribuzione del sugo di limone (ordinata  per legge dagl’inglesi) e dei legumi freschi od in conserva non basta ad impedire che quelle sostanze alterate nella loro composizione non inducano negli intimi processi della nutrizione tali mutamenti morbosi da dar luogo all’anemia ed alla diatesi scorbutica, che sono i precipui fattori delle malattie dominanti nelle regioni intertropicali”.
Si riportano, di seguito, alcune tabelle sulle razioni alimentare e anche due menù del 1894  per pranzo con concerto e di gala e serata  sulla corazzata Morosini, naturalmente riguardanti gli ufficiali.

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27 risposte a Razioni alimentari per marinai di bassa forza

  1. Giuseppe Sciuto dice:

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  2. Enzo Pilutti dice:

    Beh,non era molto diverso da quando ero alle scuole C.E.M.M. io.Stesso tavolo,stessa panca,stesse scodelle.stessa gamella.

  3. Giuseppe Sciuto dice:

    Azz

  4. Enzo Pilutti dice:

    Forse le scatolette delle razioni erano più recenti.

  5. Piergiorgio Nonnis dice:

    Beh! Nel 1965 alle scuole CEMM la mensa era uguale con il capo gamella e il bidonaio!

  6. Giampaolo Nonnis dice:

    La foto è tra la fine del 800 e i primi anni del ‘900. la nave è la stessa. Le scarpe?

  7. Piergiorgio Nonnis dice:

    Il ponte era di legno e si camminava scalzi…

  8. Eraldo Pirazzoli dice:

    Nel 1960 uguale

  9. Marinaio di Lago dice:

    Ottimo e abbondante

  10. Francesco Belsito dice:

    condiviso

  11. Carlo Gaetani dice:

    chissà Ezio tutto era fresco o salato in quanto n.n esistevano celle frigorifere a bordo,, dai racconti di mio nonno cl.1902 di leva sulla corazzata D.Alighieri : le spesa x i “freschi” veniva fatta ogni giorno con ceste di vimini (purtroppo la L.Da Vinci saltò in aria così…) quindi verdure frutta carne , quando erano previste lunghe navigazioni venivano imbarcati (coi bighi di carico) buoi vivi e messi in appositi recinti sotto le torri prodiere da 305 al bisogno venivano macellati in loco da lì la ctg Marò macellaio….. sulla D.Alighieri esistevano le prime celle frig. ma a suo dire n.n erano molto affidabili…. 🙂

  12. Carlo Gaetani dice:

    tieni conto che a bordo erano in 2000 uomini

  13. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Carlo Gaetani mi ha fatto riflettere il tuo commento e ti spiego perchè:
    hai sai notizie sulle “ceste di vimini” della regia nave Leonardo da Vinci (di cui abbiamo scritto qualche giorno fa)?
    Se si ti prego di inviarmi un articolo che non esiterò a pubblicarlo e metterlo a conoscenza dei fratelli tarantini che ogni anno ne celebrano la memoria

  14. Idamo Rossi dice:

    mi ha sempre dato noia il termine ” Bassa forza “

  15. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Idamo Rossi l’autore della ricerca si riferisce a quel periodo storico dove veniva usato il termine “bassa forza” seconda metà dell’ottocento.
    La lotta di classe oggi è forse un ricordo per nostalgici e quel che resta del proletariato è rappresentato come sempre dagli ultimi.
    Non ti arrabbiare Idamo qualcuno in Alto dice che gli ultimi saranno i primi.
    Un abbraccio grande come il mare e grande come il tuo cuore di Marinaio per sempre-

  16. Carlo Gaetani dice:

    Ezio io ricordo benissimo i racconti di mio nonno : da indaginini con i mezzi dell’epoca ovvio la carica esplosiva salì a bordo in quel modo n.n vi era altra spiegazione ma qualcuno provvide a sistemarla ….. mi raccontava anche di un C° poi imbarcato da loro dopo l’esplosione n.n era visto benissimo a bordo… nei racconti lo vedevo schifito…

  17. Idamo Rossi dice:

    nooo, fino agli anni 80 lo sentivo dire a bordo dei mercantili, a pensare che proprio a questa gente devo l’aver imparato le astuzie del mestiere. Contracampio l’abbraccio e ti auguro ogi bene

  18. Carlo Gaetani dice:

    direttore di tiro era il futuro C.AMM Massimo Girosi futuro comandante in Capo delle Forze Navali ….. erano ottimi amici

  19. Luciano Magliulo dice:

    condiviso

  20. Franco Pitacco dice:

    Ottimo e abbondante x la truppa.

  21. Riccardo Merloni dice:

    E rigorosamente scalzi! 🙂

  22. Egidio Alberti dice:

    Bella ricostruzione storica della gamella della truppa. Ti auguro una buona giornata

  23. Sauro Signoretto dice:

    Gamella centrale capo rancio fa razioni sempre uguale

  24. Salvatore Chiaramida dice:

    Anni 60 era ancora in vigore sia a terra che a bordo !!!!!

  25. Carlo Gaetani dice:

    e ha sempre ribadito le infamanti accuse rivolte agli Amm.italiani : n.n ha mai tradito nessuno la realtà era che gli alleati decifravano enigma (ritenuta inviolabile) … il resto è storia

  26. Arnaldo Molinari dice:

    Bei tempi

  27. Peppino Moschitti dice:

    Foto straordinaria che suscita in chi è stato marinaio una nostalgia indescrivibile. Si nota la mancanza delle scarpe, caratteristica dei navigli a vela.

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