La Maddalena, il mio mare

di Giovanni Presutti (*)

Le vicende della vita hanno voluto che da montanaro divenissi uomo di mare, addirittura isolano della Maddalena. Era inevitabile che subissi un fascino particolare anche dal mare. Al contrario dei monti, il mare si muove e ha voce. Nelle stagioni invernali va a braccetto con il maestrale, schiuma di rabbia sugli scogli e talvolta si infuria contro gli incauti naviganti che in condizioni meteorologiche avverse affrontano il mare aperto. In estate si agita raramente e comunque con moderazione. Limpido e pulito dalle tonalità varie: al largo blu cobalto, presso i litorali verde smeraldo di diverse gradazioni. Quasi sempre calmo, lascia godere tranquille giornate di bagni. Verso sera, quando tutti fanno ritorno a casa e l’arenile riprende possesso del silenzio, amo allungarmi presso la battigia nella baia di Bassa Trinità, per sentire sui piedi il contatto con la risacca. Cessato il clamore della gente, ora anche la voce del mare, nel lieve andirvieni delle onde, è più nitida e carezzevole. In questi momenti, tra l’uomo e il mare, come tra conoscenti, si instaura un amichevole, muto colloquio che infonde una sensazione piena di pace, quasi di beatitudine celestiale, mentre una leggera brezza porta il gradevole profumo dell’elicriso, così vivo nelle vicinanze delle spiagge.
Per il bagnate, questo dialogare segreto col suo mare costituisce una riposta necessità, un piacere di cui godere in solitudine, ad occhi chiusi, prima di lasciare la spiaggia. Finalmente torna a casa appagato, portandosi sulle labbra il sapore di salsedine, come un rassicurante bacio ricevuto dal mare che nell’approssimarsi della notte gli consente di fugare il ritorno di ancestrali angosce. Uno dei più diffusi desideri dell’isolano è disporre di un gozzo per vivere le belle giornate in mare, tra le isole dell’arcipelago o a pesca o a largo, in assoluto silenzio.

Le onde appena tremolanti gli vanno incontro per far sentire lungo le fiancate la voce amica del mare. Anche senza imbarcazione, il maddalenino non rinuncia all’emozione della pesca con la canna. In banchina o su uno scoglio, tra un lancio e l’altro dell’esca, prende possesso di uno spazio temporale tutto suo da dedicare, in attesa che un pesce abbocchi, ad indisturbate profonde meditazioni.
L’isolano non vorrebbe mai staccarsi dal suo Scoglio(1). Quando è costretto a farlo per trasferirsi altrove, nel momento in cui il traghetto lascia gli ormeggi, avverte come uno strappo al cordone ombelicale che idealmente lo lega alla sua terra. Allontanandosi vede scomparire piano piano La Maddalena e finisce per eclissarsi anche il torrione più alto, quello di Guardiavecchia, da sempre simbolo identitario degli abitanti dell’isola.
Fuori dalla terra natia, l’isolano continua a vivere la sua isola tenendosi costantemente informato. La nostalgia gli rimette in mano la canna, immaginando una battuta di pesca dal suo Scoglio, gli pare di avvertire un gradevole profumo di zerri(2) alla graticola, che lo convince a dire addio ai rigidi inverni del continente.

E, obbedendo all’irresistibile, magico richiamo del mare, fa l’impossibile per tornare alle assolte spiagge del suo arcipelago.

(1) – I Maddalenini spesso chiamano affettuosamente Scoglio la loro isola.
(2) – tipi di pesci.

Tratto dal libro Dai Monti al Mare tra i loro segreti incanti di Giovanni Presutti (Longo S.p.A Bolzano maggio 2016).
Il libro è un tributo d’amore al paese d’origine dell’autore, Campo di Giove, “Cuore Verde d’Abruzzo” e a quello in cui vive da diversi decenni, La Maddalena, splendida isola del mare di Sardegna
Testi e foto di Giovanni Presutti per gentile concessione a www.lavocedelmarinaio.com (diritti riservati dell’autore).

(*) Giovanni Presutti, nato a Campo di Giove, vi trascorre la prima giovinezza fino ai venti anni quando si arruola nella Marina Militare con la specializzazione di segretario.
Ogni anno in agosto ritorna per un breve periodo alla sua casa paterna.
Nel corso di circa quarant’anni di servizio , tra diverse destinazioni a terra e imbarchi, approda nell’isola sarda di La Maddalena, dove crea la sua nuova famiglia e vi risiede.
In Marina frequenta corsi professionali negli Istituti militari, uno a Venezia e due a La Maddalena. Raggiunge il massimo grado di sottufficiale.
Dedica il suo tempo libero all’approfondimento culturale e all’innata passione per le lettere. Diviene giornalista pubblicista. Ha collaborato per due anni alla pagina culturale del quotidiano “L’Isola” e a diverse riviste specializzate con articoli di critica artistica e letteraria. E’ inserito su svariate antologie e su alcuni libri di scrittori delle epopee garibaldine, del brigantaggio postunitario e di specifici episodi della Seconda Guerra Mondiale. Ha pubblicato quattordici libri. E’ Membro dell’Istituto Internazionale di Studi “G. Garibaldi”, sezione regionale Sardegna. Ha ottenuto diversi riconoscimenti e lusinghiere citazioni su quotidiani, riviste e libri. E’ stato nominato Accademico di Merito “ad honorem” dal “Centro Cultural, Literario, e Artistico” de “O Jornal de Felgueiras” (Portogallo). Nominato Accademico di Merito per meriti acquisiti nel campo delle lettere, dall’Accademia Culturale d’Europa, sezione italiana di Viterbo.

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7 risposte a La Maddalena, il mio mare

  1. Giovani Presutti dice:

    Grazie mille, caro Ezio, hai fatto un capolavoro. Ti sono molto grato. Non ho potuto aggiungere un commento perchè non ho un sito Web. Io forse lascio La Maddalena fra qualche giorno per trascorrere un paio di settimane al mio paese. Un abbraccio forte come il maestrale che qui non smette da troppo tempo.

  2. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Buongiorno a te carissimo e stimatissimo Giovanni, spesso, molto spesso, le storie di noi marinai di una volta si incrociano nella rotta dell’amore che Lui ci ha donato. Le nostre storie si assomigliano tantissimo: montanari e marinai 🙂
    Tu che scegli l’isola e io che lascio l’isola …ma scelgo l’Abruzzo come esilio dorato, ambedue furieri, e ancora, e ancora…
    E’ un omaggio a questa bellissima isola che mi auguro i maddalenini natii abbiano gradito, io tantissimo e ti ringrazio con un abbraccio grande, profondo, sincero e trasparente come il nostro mare, quello dei Marinai di una volta, quello che nessuno mai, per nessun motivo potrà inquinarci.

  3. Francesco Paolo Disegni dice:

    Ciao Ezio, in vacanza e spero che lo sia anche te, un caro saluto e buone vacanze. A La Maddalena, ci ho lasciato anche io un pezzo del mio cuore, davvero bei ricordi, ciao.

  4. EZIO VINCIGUERRA dice:

    Ciao Francesco Paolo FP Disegni è proprio così ogni marinaio ci ha lasciato un pezzettino del suo cuore in quell’isola

  5. Giovanni Presutti dice:

    Grazie, carissimo Ezio, veramente una strana e simpatica somiglianza la nostra vita di marinai. Queste tue belle frasi hanno fatto vibrare le corde della mia commozione …l’età aiuta!)

  6. Giovanni Benincasa dice:

    condiviso

  7. Salvatore Atzori dice:

    Grande Giovanni… “il poeta”, come lo chiamavamo da ragazzini a scuola, da compagni del figlio Fabio. G R A N D E

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