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6.4.2015, Michele Santucci e il radar SPQ5

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra



Cari Amici,
due anni fa veniva a mancare Michele Santucci, gravemente malato a causa delle onde elettromagnetiche del radar SPQ5(*), quello sperimentale imbarcato sul Castore.
Anche se molti di noi, come me, non lo conoscevano, mi sento di dire a nome di tutta la grande famiglia dei marinai, che Michele occuperà per sempre un posto speciale nei nostri cuori.
Anche se la sua vita non è stata lunga, l’ha sicuramente vissuta intensamente e fuori dal comune, una vita straordinaria, tra cielo e mare, tra i sogni e i ricordi indelebili, tracciati nell’onda, lungo la scia, fra i flutti…
Noi non dimentichiamo Michele …

Un abbraccio grande, profondo e trasparente, a te e ai tuoi cari, come quel mare che ci portiamo dentro e che nessuno mai potrà inquinarci.
Adesso che sei salpato per l’ultima missione, risposa in pace, nel grande mare di Nostro Signore e perdona i loro e nostri peccati.
Michele era nato il 27 marzo 1949…
(*) https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/02/spq5/

23 commenti

  • Domenico Tringali

    Ho conosciuto e convissuto con Michele, in quanto fratelli di corso e di categoria. Egli ha contribuito per anni alla sperimentazione del famigerato radar soprannominato ” Sarchiapone”; lavoro che l’ha portato a contatto diretto di onde elettromagnetiche che alla lunga hanno portato alla famigerata malattia, contro la quale ha lottato per anni. Ho avuto modo di incontrarlo nell’ultimo periodo del suo calvario, era molto debilitato ma fermamente convinto di vincere la malattia; non è stato così, purtroppo. Mi auguro che almeno lo Stato, a cui ha dato tanto, ricompensi opportunamente la famiglia. R.I.P. Michele.

  • Franco Abbatemaggio

    Che Michele Santucci ripoosi in pace, condoglianze alla sua famiglia. Sono stato Radarista del Tiro e capo centrale Guidamissili (Tartar e Terrier) per quarant’anni di Marina e quando andavamo in emissione, avvisavamo a tutti quelli che erano in coperta della pericolosità della cosa, ma devo dire che non ero a conoscenza di quali pericoli veri questi radar potevbano causare, sono stato fortunato che fino ad oggi non ho subito danni di salute sebbene varie volte mi è capitato di stare davanti a queste potenti antenne. Spero in Dio che in seguito non mi capiterà nulla, sia per le onde E;M; che per l’amianto!

  • Antonio Nieddu

    Radar di una portata esagerata, ma allora sull’Alpino lui era orgoglioso nell’usarlo, anni 81

  • Angelo Mallus

    Cera prima che mi imbarcassi io ,nel76 , la crociera che abbiamo fatto a Odessa ,l’avevano sbarcato

  • Francesco Campisi

    Io l’ho conosciuto sull’alpino……ho visto Michele all’opera con il suo “giocattolo” che chiamavamo Sarchiapone…….dallo stretto di Messina batteva tutta la Liguria…..dal porto di augusta controllava li spazio aereo della Jugoslavia……una bestia. Con il caro Michela e con Fernando Dalla Pria…..che serate bellissime abbiamo trascorso insieme……riposa in pace caro Michele….

  • Antonio Nieddu

    Allora ricordavo bene che il raggio d’azione arrivava fino alla Sicilia dalla​ Spezia ,mi fece usare quel giocatolino e nel frattempo mi dava lezione degli intrugli di tabacchi per la pipa ,grande esperto

  • Claudio Vergano

    Mi ricordo l’avviso “per emissioni SPQ5 è vietato circolare in coperta a proravia della plancia.”

  • Giuseppe Pantile

    Fratello e compagno di corso, radarista come me, a La Spezia dopo il nostro tirocinio da allievi sul Canopo, io andai sul Carabiniere e lui sul Castore, e quindi ci incontravamo in città.
    Avevamo iniziato a rivederci, tutti noi ex Radaristi del corso 65, in estate, per il piacere distare ancora assieme, lui lo vedevamo che era sofferente, ma teneva duro, tant’è che la sua dipartita, è stata per tutti noi, una amara sorpresa.
    Noi continuiamo a vederci ogni anno, e ogni volta ricordiamo lui e gli altri nostri fratelli di corso, che ci hanno lasciati prematuramente.
    Ciao Michele, riposa in pace e veglia su tutti noi.

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