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Il Grande Ammiraglio Dönitz

di Claudio 53
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La Marina tedesca confidava molto nelle scelte di Hitler dopo che quest’ultimo aveva deciso il riarmo della Germania, contrariamente alle clausole previste dal trattato di pace di Versailles. Questo riarmo fu contrastato dalle potenze vincitrici della Prima Guerra Mondiale tranne che dalla Gran Bretagna che stipulò il 18 giugno 1935 un patto navale che concedeva alla Germania di costruire una flotta di superfice pari al 35% del tonnellaggio del naviglio della Royal Navy ed una flotta subacquea pari al 45% o, previo accordi successivi, addirittura del 100%. Hitler approfittò di questa possibilità e dette inizio al cosiddetto “Piano Z”, un vasto programma di costruzioni navali militari, elaborato dalla Kriegsmarine, che doveva essere completato nel 1944. Come noto però la Guerra iniziò molto prima, cioè nel settembre del 1939, e la Marina tedesca si trovò con la flotta subacquea che era costituita soltanto da 57 sommergibili (1).

Karl Dönitz
Comandante della Flotta tedesca era l’Ammiraglio Karl Dönitz che come il Grande Ammiraglio Tirpitz nella Prima Guerra Mondiale (2), era un convinto assertore della Guerra sul mare indiscriminata per mezzo degli U-Boot. Egli aveva per il Führer una fiducia ed una ammirazione morbosa (3).
All’inizio della Seconda Guerra Mondiale l’impatto dei successi dei sommergibili tedeschi fu notevole. Nell’opinione pubblica britannica era ancora vivo il ricordo dei mesi di aprile e maggio del 1917 della Grande Guerra quando, a causa dei blocchi ed affondamenti effettuati dagli U-Boot tedeschi, la Gran Bretagna si ridusse ad avere una autonomia alimentare di soli 7 giorni (4). Il motto dei sommergibilisti di Dönitz era: “Attaccare, colpire, affondare”.
Dopo i primi successi della Marina tedesca, grazie soprattutto ai sommergibili, Hitler comprese di avere in mano uno strumento decisivo guidato da un abile uomo di mare come Karl Dönitz e conseguentemente approvò le richieste dell’Ammiraglio di aumentare i fondi per la costruzione, in tempi brevi, di altri battelli.
Lo Stato Maggiore della Marina tedesca avviò subito un piano di costruzione di sommergibili tecnicamente all’avanguardia, facendo successivamente aggiornare le varie Classi man mano che la tecnologia migliorava.
Per velocizzare la costruzione, lo stesso Modello di U-Boot veniva costruito contemporaneamente in più cantieri navali ed i sommergibili costieri furono costruiti in più tronchi in modo da poter essere trasportati via ferrovia nel Mar Nero ed in Mediterraneo.
Tatticamente gli U-Boot furono impiegati per attaccare i convogli navali che trasportavano i rifornimenti che giungevano alla Gran Bretagna dagli Stati Uniti, dalle colonie britanniche e da altri Paesi. Operativamente i battelli di maggiore tonnellaggio furono principalmente impiegati nella “Battaglia dell’Atlantico”. I battelli costieri, invece, per le loro ridotte dimensioni e autonomia, furono essenzialmente impiegati in agguati davanti agli ingressi/uscite dai porti della Gran Bretagna e dei Paesi nemici del Nord Europa, per contrastare i Russi nel Mare del Nord e nel Mar Nero e per dare un aiuto all’alleato italiano in Mediterraneo. Quando gli Stati Uniti entrarono in Guerra nel dicembre 1941, i sommergibili si spinsero anche in Oceano Pacifico sia per bombardare i pozzi petroliferi americani della Florida e numerose aree costiere, sia per la sorveglianza delle rotte commerciali da e verso le proprie colonie ed anche per supportare l’alleato Giapponese.
Dönitz per la sua fedeltà, fu promosso Grande Ammiraglio (5) e nominato nel 1942 Comandante della Marina da Guerra al posto del Grande Ammiraglio Raeder (6).

U-boot

Nonostante i successi tedeschi, in particolare impiegando la tattica del “das Rudel” (Branco di Lupi), cioè attaccando contemporaneamente i convogli con più sommergibili da direzioni diverse, le perdite dei battelli incominciarono ad aumentare considerevolmente sia per la possibilità dei britannici di decriptare i messaggi tedeschi con la macchina Enigma che per l’incremento del raggio d’azione degli aerei Alleati, ma anche per le migliori tattiche antisommergibile messe in atto dalle unità della US Navy e britanniche.
La svolta tecnica più interessante si ebbe nel 1943 con la costruzione di battelli come gli U-Boot Tipo XXI e Tipo XXIII che furono di gran lunga i più avanzati al mondo; infatti, tali sommergibili furono presi a riferimento per le costruzioni dei sottomarini delle potenze vincitrici nel dopo Guerra. A tal proposito, nel suo libro sulla Seconda Guerra Mondiale Churchill scrisse: ”… the only thing that ever really frightened me during the war was the U-boat peril” (….. l’unica cosa che mi spaventò realmente durante la Guerra era il pericolo degli U-boat….) ed evidenziò che nell’ autunno del 1944 i tedeschi costruirono più sommergibili che in qualsiasi altro periodo di Guerra ed in particolare realizzarono un U-Boot che era in grado di caricare le sue batterie in immersione e poteva immergersi con straordinaria rapidità; ma la mancanza dei materiali fece fallire i piani di Dönitz e aggiunge: «Con sforzi stupendi e nonostante le perdite, da sessanta a settanta U-Boot rimasero in azione sino alla fine».
In effetti, la brutalità della Guerra sottomarina non derivava tanto dagli uomini che la conducono quanto dal mezzo impiegato, cioè dal sommergibile. Le norme internazionali infatti prescrivevano che in caso di incontro con un mercantile nemico si dovesse procedere nel seguente modo:
• fermarlo;
• ispezionarlo con proprie squadre;
• obbligare l’equipaggio ed eventuali passeggeri a scendere sulle scialuppe;
• affondare la nave.
Il sommergibile tutto questo non lo poteva fare perché non aveva spazi a bordo per ospitare naufraghi, era particolarmente vulnerabile agli attacchi aerei e navali e qualora danneggiato doveva salire in superficie perdendo la sua qualità migliore, ovvero, l’occultabilità.
Nel 1945, dopo che Hitler destituì Göring e Himmler (7), con atto testamentario del Fhurer, Dönitz fu designato come suo successore a Presidente del Terzo Reich e con lo stesso atto fu designato Cancelliere il Ministro della mobilitazione generale, ed anche Generale per la difesa di Berlino, Joseph Paul Goebbels che il successivo 1° maggio si suicidò con tutta la famiglia. Le cariche divennero effettive il 30 aprile 1945 allorché Hitler si tolse la vita.
Dal 30 aprile al 23 maggio 1945 il Grande Ammiraglio Dönitz diede vita al cosiddetto “Governo di Flensburg” ed iniziò a trattare con gli Alleati la resa della Germania che si concretizzò l’8 maggio.
Sul fronte delle trattative egli sperava che gli Anglo-Americani avrebbero accettato la resa solo sul fronte occidentale, in modo da permettere ai tedeschi di continuare a combattere sul fronte orientale per facilitare la fuga delle popolazioni tedesche e sottrarli all’avanzata dall’Armata Rossa (7). Il trasporto dei profughi fu effettuato via mare con dei piroscafi, molti dei quali furono affondati dai sovietici, soprattutto ad opera dei sommergibili nel Mar Baltico.
Dönitz trovò un interlocutore comprensivo nel Generale Britannico Montgomery, di contro il generale americano Eisenhower fu intransigente e pretese che la resa avvenisse contemporaneamente sui due fronti. Tutto ciò che i tedeschi riuscirono a ottenere fu una breve pausa fra il momento della resa e la definitiva cessazione di ogni movimento delle truppe (9 maggio), due giorni durante i quali le formazioni tedesche cercarono di arrendersi agli anglo-americani piuttosto che ai sovietici (8).

Norimberga

Per evitare che le Unità della Kriegsmarine cadessero in mano al nemico, l’Ammiraglio impartì una Direttiva, in data 30 aprile, che prevedeva l’autoaffondamento di navi e sommergibili alla ricezione della parola in codice “Regenbogen” (Arcobaleno).
La parola d’ordine fu emanata il 5 maggio, ma dopo aver letto le condizioni imposte con l’armistizio l’Ammiraglio ritirò l’ordine e comandò di consegnare al nemico le Unità intatte.
Molti comandanti degli U-Boot ignorarono il contrordine ed affondarono ugualmente i loro battelli nei porti, oppure vicino la costa, aprendo le valvole di allagamento o distruggendoli nei cantieri con l’esplosivo.
La flotta degli U-Boot soffrì perdite estremamente pesanti; oltre 750 unità su 1153 e circa 27.000 uomini su un totale di 50.000.
Il Grande Ammiraglio Dönitz fu arrestato dai britannici il 23 maggio 1945 nella città di Flensburg. Al processo di Norimberga fu condannato a soli 10 anni di reclusione perché a suo carico non vennero trovate grosse responsabilità di imputazione di crimini di Guerra efferati. Gli scontò tutti dal 1946 al 1956.
Al processo di Norimberga dichiarerà: «Ritengo che la mia condotta di guerra sia stata legittima e di aver agito secondo coscienza. Costretto dalle circostanze rifarei esattamente quello che ho fatto».

NOTE
(1) Quando l’Italia entrerà in Guerra il 10 giugno del 1940 avrà 113 sommergibili cioè esattamente il doppio di quelli tedeschi.
(2) Segretario di Stato per la Marina nel 1897, con le leggi navali del 1898, del 1900 e del 1912 diede un impulso decisivo alla costruzione di una grande flotta da Guerra d’alto mare, capace di rivaleggiare con quella britannica.
(3) molti storici attribuiscono a Dönitz la seguente frase: «Davanti a lui, mi sento come una piccola salsiccia insignificante» è un apprezzamento su Hitler che gli viene attribuito.
(4) Appartiene ad un sommergibile della Prima Guerra Mondiale, l’U-Boot 35, il record degli affondamenti individuali di tutta la storia umana. Comandato da Capitano di Corvetta “Lothar von Arnauld de la Periere” che nel Mediterraneo, e non nell’Atlantico, affondò ben 189 mercantili per 446.708 tonnellate di stazza lorda.
(5) Prima di lui il titolo di Grande Ammiraglio fu concesso ad Alfred von Tirpitz nel 1911 e nel 1939 ad Erich Johann Albert Raeder.
(6) Fu destituito perché aveva criticato l’invasione della Russia “Operazione Barbarossa”.
(7) Il primo per aver cercato di usurpare il potere autoassegnandosi il titolo di Führer ed il secondo per aver tentato una trattativa segreta con gli Alleati
(8) La maggiore preoccupazione di Dönitz nell’ultimo periodo della Guerra era quella di arrendersi agli americani e non ai sovietici.

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Hitler e Karl Dönitz

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