2 commenti

  • Roberto

    Ricordi nave “PO”. A nave ormeggiata, mentre le pompe scaricavano acqua, noi giovani militari ventenni ci riunivamo usualmente a poppa in coperta a raccontare il più delle volte episodi che riguardavano le stranezze dell’equipaggio. Una volta decidemmo di coinvolgere nelle nostre storielle divertenti anche il Direttore di Macchina che per caso si trovava a passare nei dintorni. Questi era un uomo anziano che aveva partecipato alla guerra mondiale meritandosi alcune medaglie al valore. Aveva un carattere bonario, socievole con tutti, ma bastava che qualcosa non andasse per il verso giusto che subito si trasformava in una persona decisa, pronta a punire chi aveva mancato il proprio dovere.Il personale di macchina, sempre rispettoso nei suoi riguardi, doveva comportarsi seriamente a svolgere le proprie funzioni: quando qualcuno mancava era subito punito con sette giorni di consegna che comportava ovviamente l’addio alla licenza. “Buongiorno Direttore” disse il più loquace del gruppo quando si accorse che questi, capitano del CEMM era di buon umore. Poi aggiunse ” lo sa Direttore che il marinaio soprannominato Ciccio delle Quercie usa dare del TU a tutti”. “Possibile?”, rispose lui, poi continuò ” A me nessuno osa darmi del Tu, neanche a mia moglie(scherzava) lo permetto”. Ciccio delle Quercie, brindisino dava invece del TU a tutti, come la maggior parte dei pugliesi dell’epoca. “Portatemi qui Ciccio delle Quercie e vi dimostrerò che sbagliate. Il marò fu convocato a rapporto. Si presentò al cospetto del Direttore. Si mise sull’attenti e attese con il viso sbiancato e le gambe tremanti il motivo per il quale era stato chiamato. “Ciccio è vero che anche a me dai del TU?”, gli disse il Direttore con la voce da baritono con incuteva terrore. Ciccio delle Querce, colto dall’emozione, non sapeva cosa rispondere,sembrava da un momento all’altro che cadesse stecchito a terra. Poi, in un impeto di coraggio trovò la forza di dirgli: “A te mai Direttore”!

  • Roberto

    Ricordi nave “PO”. A nave ormeggiata, mentre le pompe scaricavano acqua, noi giovani militari ventenni ci riunivamo usualmente a poppa in coperta a raccontare il più delle volte episodi che riguardavano le stranezze dell’equipaggio. Una volta decidemmo di coinvolgere nelle nostre storielle divertenti anche il Direttore di Macchina che per caso si trovava a passare nei dintorni. Questi era un uomo anziano che aveva partecipato alla guerra mondiale meritandosi alcune medaglie al valore. Aveva un carattere bonario, socievole, ma se qualcosa non andava per il verso giusto subito si trasformava in una persona decisa, pronta a punire chi aveva mancato il proprio dovere.Il personale di macchina, sempre rispettoso nei suoi riguardi, doveva comportarsi seriamente a svolgere le proprie funzioni: quando qualcuno mancava era subito punito con sette giorni di consegna che comportava ovviamente l’addio alla licenza. “Buongiorno Direttore” disse il più loquace del gruppo quando si accorse che questi, capitano del CEMM era di buon umore. Poi aggiunse ” lo sa Direttore che il marinaio soprannominato Ciccio delle Quercie usa dare del TU a tutti”. “Possibile?”, rispose lui, poi continuò ” A me nessuno osa darmi del Tu, neanche a mia moglie(scherzava) lo permetto”. Ciccio delle Quercie, brindisino dava invece del TU a tutti, come la maggior parte dei pugliesi dell’epoca. “Portatemi qui Ciccio delle Quercie e vi dimostrerò che sbagliate. Il marò fu convocato a rapporto. Si presentò al cospetto del Direttore. Si mise sull’attenti e attese con il viso sbiancato e le gambe tremanti il motivo per il quale era stato chiamato. “Ciccio è vero che anche a me dai del TU?”, gli disse il Direttore con la voce da baritono che incuteva terrore. Ciccio delle Querce, colto dall’emozione, non sapeva cosa rispondere,sembrava da un momento all’altro che cadesse stecchito a terra. Poi, in un impeto di coraggio trovò la forza di dirgli: “A te mai Direttore”!

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